27 Nov
27Nov

Foto ©Dafna Gazit / Autorità Israeliana per le Antichità

Un minuscolo ciuffo di lana, trovato sulla collina degli schiavi nel deserto a sud d’Israele, fu tinto all’epoca del Re David  più di 3.000 anni fa, con il “viola reale”, la tintura biblica associata alla regalità e al sacerdozio. Poco distante un tempio egizio del XIII secolo a.C. Su Smithsonian Magazine di dicembre, un interessante articolo di Matti Friedman, pone l’accento su uno scavo archeologico che sta riaccendendo il dibattito sull’accuratezza storica dell’Antico Testamento...


a cura della redazione, 27 Novembre

Sotto il deserto di Arva, Erez Ben-Yosef e il suo team hanno portato alla luce nuove sorprendenti prove di una società avanzata ai tempi del biblico Salomone. Siamo nella valle di Timna, a sud di Israele, tra scogliere e formazioni rocciose che potano alla frastagliata parete rossa dei Monti Edomiti, oltre il confine giordano. La formazione è conosciuta come gli “Archi”.Qui i graffi su una parete si rivelano geroglifici di 3.200 anni fa. Lo scavo è in corso ancora oggi. Stiamo parlado dello stesso sito che l’archeologo Nelson Glueck, nel 1935, definì "il più grande e ricco centro di estrazione e fusione del rame dell'intera 'Arabah'", collegando le sue miniere con il re Salomone. Lontano da qualsiasi città, è proprio qui che Rothenberg trovò un labirinto di gallerie tortuose e circa 9.000 pozzi verticali. Un nesso con il libro del Deuteronomio, che descrive Israele come una terra “dalle cui colline puoi scavare il rame”? 

Foto ©Yadid Levy - A Timna, i minatori estraevano il rame dalle vene verdi di malachite e calcocite. I depositi, in arenaria in tutta la vallata e nel sottosuolo, sono ancora oggi visibili.

Negli ultimi dieci anni, Ben-Yosef e il suo team hanno riscritto la biografia del sito, adducendo prove della presenza degli Antichi Egizi che lasciarono il passo alla monarchia israelita unita di Salomone e al regno di Edom. Negli anni successivi, infatti, la scoperta di un tempio egizio del XIII secolo a.C. alla base delle scogliere, vicino a una formazione rocciosa conosciuta come i pilastri di Salomone, ha però sconvolto la comprensione del sito da parte degli storici. Gli archeologi hanno trovato migliaia di manufatti di culto, tra cui molte raffigurazioni della dea dalle orecchie di mucca Hathor. Non solo il tempio non aveva nulla a che fare con gli israeliti, ma precedette il regno di Salomone di secoli, supponendo che un tale regno sia mai esistito. Secondo la Bibbia ebraica, si estendeva dalla Siria a nord fino al Mar Rosso a sud, unendo le tribù ribelli israelite e fungendo da punto di riferimento del potere ebraico nel mondo antico.  

Foto ©Yadid Levy - Una formazione rocciosa conosciuta come i pilastri di Salomone. La scoperta di un tempio egizio del XIII secolo a.C. alla base delle scogliere ha sconvolto la comprensione del sito da parte degli storici.

Una scoperta chiave è emersa in un laboratorio di Gerusalemme gestito da Naama Sukenik, esperta di materiali organici presso l'Autorità per le antichità israeliane. Tra i cumuli di scorie di Timna sono stati rivenuti minuscoli frammenti di tessuto rosso e blu, che potevano essere connessi all’aristocrazia romana, ma che la datazione al carbonio-14 colloca sempre intorno al 1000 a.C., quando Roma era un semplice villaggio. Allora gli sfuggenti Edomiti dominavano le montagne rossastre e gli altopiani intorno alle miniere. In ebraico e in altre lingue semitiche, il loro nome significa letteralmente "rosso". Non si sa molto su di loro. Appaiono per la prima volta in alcuni antichi documenti egizi che li caratterizzano come bellicosi per natura, ma anche come abitanti di tende, con bestiame e altri beni, in grado di recarsi in Egitto quando si presentasse la necessità. Sembra che fossero pastori, contadini e predoni, rivali, gli israeliti, pur essenndo loro consanguinei. Gli scettici biblici sottolineano che non ci sono strutture significative corrispondenti al tempo in questione. Una spiegazione plausibile potrebbe essere che la maggior parte degli israeliti viveva semplicemente in tende, perché erano una nazione di nomadi. In effetti, è così che la Bibbia li descrive, come un'alleanza tribale che si sposta dal deserto alla terra di Canaan, stabilendosi solo nel tempo. Questi israeliti avrebbero potuto essere ricchi, organizzati e semi-nomadi, come gli "invisibili" edomiti. Poiché gli studiosi presumibilmente non hanno prestato sufficiente attenzione ai nomadi e hanno enfatizzato eccessivamente l'architettura, ciò non significa che il regno unito di Davide e Salomone fosse un grande regno, semplicemente non ci sono prove di ciò a nessun livello, non solo il livello dell'architettura. 

Foto ©Yadid Levy - I ricercatori israeliani hanno trovato tre scarti di tessuto non lontano da Eilat, colorati di viola con la tintura reale descritta nella Bibbia e li hanno datati a circa il 1.000 a.C. - l’era del re Davide. Sono le prime scoperte di questo tipo nella regione: questi vividi tessuti aggiungono un peso tangibile, in particolare, al racconto biblico di un regno edomita nell’area a quell’epoca.

La pistola fumante viene dunque dal lavoro di Sukenik e dei suoi collaboratori della Bar-Ilan University: lavorando sulla base di un'intuizione, hanno sciolto in una soluzione chimica campioni da un minuscolo ciuffo di lana rosata trovato sulla collina degli schiavi e li hanno analizzati utilizzando un dispositivo di cromatografia liquida ad alte prestazioni, che separa un sostanza nelle sue parti costitutive. Il colore utilizzato non era altro che il “viola reale”, la tintura più costosa del mondo antico. Conosciuto come “argaman” nella Bibbia ebraica, e associato alla regalità e al sacerdozio, il colorante veniva fabbricato sulla costa mediterranea in un complesso processo che coinvolgeva le ghiandole delle lumache di mare. Le persone che indossavano la porpora reale erano ricche e collegate alle reti commerciali del Mediterraneo. Se qualcuno sta ancora immaginando fossero nomadi disorganizzati o poco sofisticati, ora potrebbe ricredersi: questa sembra sia stata una società eterogenea che includeva un’élite, la stessa che trasformò la roccia in metallo prezioso usando una tecnica che poteva sembrare una specie di magia. 

Foto ©Yadid Levy - Un tempio egizio del XIII secolo a.C. alla base delle scogliere, vicino alla formazione rocciosa conosciuta come i pilastri di Salomone. Gli archeologi hanno trovato migliaia di manufatti di culto, tra cui molte raffigurazioni della dea dalle orecchie di mucca Hathor.

Altri pezzi del puzzle sono apparsi sotto forma di manufatti in rame provenienti da scavi apparentemente non correlati altrove. Nel Tempio di Zeus a Olimpia, in Grecia, un'analisi del 2016 dei calderoni a tre gambe ha rivelato che il metallo proveniva dalle miniere nel deserto di Arava, a più di 1.400 chilometri di distanza. E uno studio israeliano pubblicato quest'anno ha scoperto che diverse statuette di palazzi e templi egizi dello stesso periodo, come una piccola scultura del faraone Psusennes I rinvenuta in un complesso funerario a Tanis, anch'esse realizzate in rame di Arava. È logico pensare che gli edomiti spedissero i loro prodotti in tutto il mondo antico e che un regno vicino avrebbe fatto uso della stessa fonte: le miniere avrebbero potuto rifornire il re Salomone.

L’articolo integrale, che riporta tutte le scoperte e le ipotesi storiche correlate, è stato pubblicato su Smithsonian Magazine di dicembre


RIPRODUZIONE RISERVATA ©XPublishing2021

🌐www.xpublishing.it⠀📧 info@xpublishing.it⠀⁠☎️ 0774 403346