19 Oct
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Immagini ©Arkeolojihaber

Le pareti circolari di un sito neolitico di recente scoperta in Anatolia, custodiscono incisa sulla roccia una misteriosa scena rituale di 12.000 anni fa....


Approfondimenti di Fenix Rivista

a cura della redazione, 19 Ottobre

Gli ultimi scavi nel sito neolitico di Sayburç, nella provincia sudorientale di Şanlıurfa, in Turchia, hanno portato alla luce un edificio circolare a pozzo, scavato nella roccia calcarea. Lungo il muro perimetrale, che ha un diametro di circa 11 metri, un team di ricercatori dell’Università di Istanbul, in collaborazione con il Museo Archeologico di Şanlıurfa, guidato da Eylem Özdoğan, ha identificato una panca formata dal substrato roccioso, alta 1 metro e larga circa 60-70 centimetri. Su di essa è scolpito un affascinante rilievo a cinque figure, caratterizzato sia da animali sia da esseri umani. 

Foto ©Arkeolojihaber

A est ci sono tre figure, costituite da un maschio in posizione frontale che tiene la mano destra sul fallo e la sinistra sul ventre, affiancato su entrambi i lati da un leopardo. I due leopardi sono identici, con la bocca aperta, i denti visibili e la coda alta. Attorno al collo dell’uomo sono incise alcune linee triangolari che disegnano un collare. A ovest di questa scena si trova un’altra figura umana, con le spalle rivolte alle altre tre figure, che mostra i il proprio fallo esteso mentre affronta un toro con grandi corna, tenendo sollevato il suo braccio sinistro, mentre tiene nella mano destra a sei dita un serpente capovolto. 

Foto ©Arkeolojihaber

LO SAPEVI CHE - La prima rappresentazione a noi nota di un fallo risale al primo paleolitico ed è stata rinvenuta nella grotta di Cosquer, vicino a Marsiglia. In una delle sale di questa grotta è raffigurato, graffiato sulla roccia, un fallo datato 27-19 mila anni fa. Il più antico fallo tridimensionale conosciuto fino ad oggi, invece, è stato trovato nel 2005 nella grotta di HohleFels, vicino alla città di Ulm, in Germania: è lungo 20 cm e ha un diametro di 3 cm. Risalirebbe a circa 28 mila anni fa.

Scoperto nel 2021, dopo che il Museo Archeologico di Şanlıurfa è stato informato che gli abitanti del villaggio avevano usato parti di obelischi trovati nella zona per costruire i muri del loro giardino, Sayburç si trova nella regione di Taş Tepeler: un lembo di 200 chilometri di terra brulla che custodisce nel cuore dell’Anatolia un vasto numero di siti preistorici tra cui il sito megalitico di Göbekli Tepe.

Per saperne di più FENIX, il mensile dei Misteri della Storia del Sacro - ACQUISTALO ORA. Articoli correlati: UN ENIGMATICO ANDROGINO TRA I REPERTI DI GOBEKLI TEPE;  POSSIBILE CULTO ANDROGINO NELLA PREISTORIA TURCA; ANTICO OBELISCO CON PYRAMIDION SCOPERTO IN TURCHIA; LA GEOMETRIA SACRA DI GOBEKLI TEPETRACCE DI UNA CATASTROFE CELESTE A GOBEKLI TEPE

  Il Ministero della Cultura e del Turismo turco insieme all'Agenzia turca per la promozione e lo sviluppo del turismo (TGA) ha recentemente lanciato il progetto Tepeler Bag per impementare le indagini e gli scavi nella zona tra il 2021 e il 2024. Lo scorso 30 giugno, come avevamo anticipato nell’articolo "MISTERIOSI SITI "A PIRAMIDE" ATTORNO A GÖBEKLI TEPE”, il ministro Mehmet Ersoy aveva annunciato la sensazionale scoperta della "Valle delle piramidi turche”, o sarebbe meglio dire delle “Colline di Pietra”, traduzione letterale di Taş Tepeler. Si tratta in totale del ritrovamento di 11 nuovi siti, oltre Göbekli Tepe, considerati i primi esempi di insediamenti sedentari e di lavoro organizzato e specializzato nella storia umana: Taş Tepeler, appunto, Karahan Tepe, Harbetsuvan, Gürcütepe, Kurttepesi, Taşlıtepe, Sefertepe, Ayanlar, Yoğunburç, Sayburç, Çakmaktepe e Yenimahalle. Vi terremo aggiornati su tutti i ritrovamenti.

FONTE: Arkeofili


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