15 May
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a cura della redazione 15 maggio

Una delle più grandi curiosità in mostra al Museo Caceres, in Spagna, è una stele antropomorfa, con una misteriosa iscrizione mai decifrata. Su di essa è stata intagliata quella che sembra una figura umanoide dalle spalle bulbose, con una testa deforme e smisurata. Ciò ha portato a una grande quantità di speculazioni sulla natura di tale scultura. Alcuni ricercatori  di frontiera sono arrivati addirittura a suggerire che si tratti dell'immagine di un extraterrestre, da cui il nome “l'astronauta di Casar”. 

VIDEO in cui l'epigrafista Hurtado, intervistato da Iker Jiménez per la trasmissione Cuarto Millenio, spiega la sua teoria extraterrestre 

Per quanto la figura stilizzata sul monolite abbia un aspetto strano, l'ipotesi più accreditata, al momento, è che possa essere l'effige di un guerriero celtibero realizzata nel II o I secolo a.C., inspiegabilmente sorridente. Non sfugge, però, la sua somiglianza con l'altrettanto misteriosa Stele di Hernan Perez VI, trovata sempre a Caceres, scolpita in un unico blocco di granito. Un indizio che ci pone sulle tracce di un simbolismo sotteso e di un possibile culto di matrice indoeuropea molto più antico. 

Lo storico ed epigrafista Ricardo Hurtado di San Antonio ha pubblicato un libro, "Las edades de Cáceres - El extraterrestre y otros relatos" - in cui dava la sua particolare interpretazione di cosa potessero significare queste lettere e con il quale sarebbe confermata la presunta origine extraterrestre del protagonista della stele.

La stele misura circa 112 per 48 per 17 cm ed  è una rappresentazione antropomorfa in granito grigio di un essere che appare nudo, con testa ovale, sproporzionata o con indosso un elmo, con gli occhi obliqui e un sorriso sconcertante, con le spalle alzate. e calzature che ricordano gli stivali. La figura è rappresentata frontalmente, ad eccezione delle gambe e dei piedi che sono di profilo. Sul suo corpo compaiono alcune iscrizioni che al momento non sono state decifrate. 

Secondo la maggior parte degli studiosi la misteriosa iscrizione incisa sulla stele iberica, che originariamente si trovava all'estremità meridionale del cimitero nel vicino villaggio di Casar, sarebbe in lettere latine. In realtà non è ancora stato stabilito se sia successiva o contemporanea alla realizzazione della scultura in pietra. In base alle diverse trascrizioni epigrafiche ipotizzate sino ad oggi non è ancora chiaro se fu scritta in tartessiano, celtibero, lusitano o proto-basco, tanto che per il momento non è stato possibile tradurla. 

Il prestigioso epigrafista Ricardo Hurtado, dopo aver studiato per decenni il significato delle enigmatiche iscrizioni sulla lapide della figura antropomorfa di Casar de Cáceres, è giunto alla conclusione che non corrispondono a nulla di noto nell'epigrafia. Hurtado è convinto che questo strano messaggio possa essere opera di un'altra civiltà o abitanti di altri mondi. Sembra che quello su cui tutti sono d'accordo sia che si la presenza della parola ILVCIA. Potrebbe essere un toponimo, il nome di una dea pagana o un riferimento all'espressione "Lux-lucis". 

Per Hurtado, che ha proposto una lettura epigrafica alternativa rispetto ai suoi colleghi, sarebbe una vera prova della visita di antichi alieni sul nostro pianeta. La trascrizione della stele secondo il professore significherebbe “In Die Itineris/ Mea Imago Manuerit/ Ilucia/ Sponsa Mater amantissima/centum kalendas augusti/Sublevabit Navem” ( Nel giorno della partenza, la mia immagine rimarrà, (dedicata a) Ilucia, moglie e madre amorevole, nel centesimo giorno delle calende di agosto (8 novembre) salì la nave).

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