19 Jan
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Ricostruzione dell’uso dei tubi trovate nel kurgann di Maikop ©V. Trifonov - Antiquity 


a cura della redazione, 19 gennaio

Viktor Trifonov, archeologo dell’Istituto di storia della cultura materiale dell’Accademia Russa delle Scienze di San Pietroburgo, è l’autore principale di uno studio pubblicato sul numero di febbraio della rivista Antiquity, che reinterpreta l’uso degli “scettri” ritrovati nel 1897 in un tumulo funerario dell’età del bronzo a Maikop, nel Caucaso settentrionale. A lungo ritenuti bastoni cerimoniali, potrebbero essere state le prima testimonianza storica delle “cannucce” utilizzate anticamente nella suzione della birra, presumibilmente in rituali sciamanici per entrare in contatto con l'Aldilà. Una pratica rituale riscontrata anche presso i Sumeri nell’antica Mesopotamia, mille miglia a sud da dove sono stati trovati gli otto tubi di Maikop: sigilli dell’Iran e dell’Iraq del V- IV millennio a.C., infatti, mostrano persone sedute o in piedi che bevono birra da tubi simili attingendo da vasi comuni. Una pratica registrata nella regione fino al III millennio a.C..


A sinistra lo schizzo della sepoltura primaria di Nikolai Veselovsky (1897) della sepoltura primaria che mostra la posizione degli otto tubi d’oro e d’argento.  A destra una fotografia del 1898 dei cosiddetti “scettri” - Foto © Istituto per la Storia della Cultura Materiale, Accademia Russa delle Scienze

La nuova ipotesi sull’uso degli “scettri” di Maikop è dovuta a quattro fattori: il ritrovamento nello stesso tumulo di un grande recipiente, la tecnica singolare con la quale sono stati assemblati, la presenza di filtri simili a quelli in metallo utilizzati nell’antica Mesopotamia per eliminare le impurità della birra e tracce di granuli di amido di orzo al loro interno. Il che suggerirebbe possano essere stati utilizzati per una cerimonia collettiva, che vedeva impegnati nel rituale otto membri sacerdotali con diversi ruoli e grado d’importanza, coinvolti nella suzione della bevanda sacra contenuta in una giara. 

LO SAPEVI CHE: Nel Vicino Oriente, la fermentazione dell'orzo in birra risale probabilmente al periodo natufiano, circa 13.000 anni fa, e precede di diversi millenni la comparsa dei cereali coltivati. L’inizio della produzione di birra su larga scala nell’Asia occidentale tra il V e il IV millennio a.C. è associato all’evidenza di un modo specifico di bere birra attraverso lunghi tubi. Le prime raffigurazioni di bere con una cannuccia provengono da impronte di sigilli trovate nel Calcolitico a Gawra XII nell’Iraq settentrionale e Chogha Mish nell’Iran occidentale. Nel terzo millennio a.C., prima dinastia sumera, scene di banchetti che mostravano gruppi di persone che sorseggiavano birra attraverso lunghi tubi da un recipiente comune divennero popolari nell’arte mesopotamica. Tale scena, è esposta su una targa votiva in rilievo in pietra di Nippur e  su un pannello scavato nella roccia a Gunduk, in Kurdistan - Foto © Istituto per la Storia della Cultura Materiale, Accademia Russa delle Scienze

I diversi materiali preziosi con cui sono stati realizzati indicherebbero differenze di status di coloro che li hanno usati, riflettendone genere, posizione sociale e identità. Per gli studiosi questi oggetti erano probabilmente destinati una festa cerimoniale nella quale ciascuno dei componenti giocava un proprio ruolo. Il kurgan dove sono stati ritrovati, una sepoltura d’élite dell’età del bronzo datata tra il 3700 e il 3100 a.C. era alto dieci metri, con una circonferenza di 200 metri, ed era diviso in tre camere. Le camere variavano per dimensioni, ciascuna con uno scheletro in posizione accovacciata. Nella camera più grande, lo scheletro era ricoperto dai resti di una veste splendente e adornata con pietre preziose e oro.

Il tumulo risalirebbe alla metà del terzo millennio a.C., all’interno una cassa sepolcro in materiale ligneo divisa in tre celle. In quella centrale è stata rinvenuta, attorniata da armi ed utensili in bronzo, la sepoltura di un uomo di alto rango ricoperto di ocra. Sopra l’uomo c’era un baldacchino con sostegni d’oro d’argento, ornamenti d’oro e vasellame d’argento decorato con incisioni di scene di animali - Foto © storieparallele.it

Il kurgan dove sono stati ritrovati, una sepoltura d’élite dell’età del bronzo datata tra il 3700 e il 3100 a.C. era alto 10 metri con una circonferenza di 200 metri, si ergeva al di sopra di una tomba a cista ricoperta da lastre di pietra e era diviso in tre camere. Le due camere più piccole contenevano rispettivamente le sepolture di un uomo e di una donna, mentre la stanza più grande era occupata dalla tomba principale, che accoglieva le spoglie di un maschio adulto, identificato dalla letteratura scientifica come un chieftain. Tutti e tre i defunti erano disposti supini con le gambe rannicchiate e le mani sopra il volto e i corpi erano stati aspersi con una sostanza rossa, probabilmente ocra. L’uomo era adornato con anelli e collane preziose e le sue vesti abbellite da innumerevoli placchette d’oro a forma di leone, toro e rosetta. Vicino al teschio fu rinvenuto anche un prezioso diadema, a fianco del defunto erano stati deposti sei degli otto “scettri”.

Foto © Istituto per la Storia della Cultura Materiale, Accademia Russa delle Scienze

Compositi d’oro e d’argento, ciascuno con una punta ristretta e perforata, i tubi di Maikop sono lunghi più di 1 metro e hanno un diametro di circa 10 millimetri. Nonostante la loro lunghezza sono molto leggeri, ciascuno del peso di circa 200 grammi, escluse quattro statuine separabili, che raffigurano un toro rinvenute solo su quattro di essi. I tubi sono stati assemblati in modo diverso: quattro tubi sono costituiti da segmenti d’argento assemblati tra loro, altri quattro da una combinazione di segmenti d’oro e d’argento. Due dei tubi d’argento sono decorati con le figurine d’argento di tori e due dei tubi d’oro e d’argento presentano figurine di tori d'oro.

Componenti delle cannucce scoperte all’interno del tumulo funerario di Maikop kurgan, comprese punte, giunti e accessori perforati - Foto © Istituto per la Storia della Cultura Materiale, Accademia Russa delle Scienze

Ciascuna delle punte degli otto tubi, che è dotata di un piccolo foro, ha un disegno a spirale inciso che rappresenta tre o quattro nastri stretti attorno all’estremità appiattita della punta. Su ognuna di esse è stata evidenziata la presenza di fessure verticali allineate, incise attraverso le pareti metalliche dei tubi dall’esterno. Di particolare interesse per gli studiosi è la tecnica utilizzata per produrli, con le loro giunzioni longitudinali a tenuta stagna e giunti a presa. Sebbene non siano state ancora eseguite né analisi radiografiche né tomografiche, un approfondito esame esterno ha rivelato tracce della loro fabbricazione. Tutti i tubi erano fatti di strisce piatte d’argento e d’oro, ciascuna lunga fino a 70 centimetri e larga circa 30 millimetri. Le strisce sono state forgiate e arrotolate a spirale lungo i loro assi, forzando insieme i bordi per poi essere saldate. Segni profondi, paralleli e longitudinali sulle superfici suggeriscono che i tubi avrebbero potuto essere rifiniti mediante trafilatura a freddo attraverso stampi successivamente più piccoli. La scoperta delle cannucce nel Caucaso settentrionale russo dà un’implicazione culturale completamente nuova alla sepoltura di Maikop e indica un rituale sconosciuto della civiltà Kurgan, confermando le ipotesi di una tradizione simbolica condivisa che collega l'area siro-mesopotamica e levantina con il corridoio settentrionale all’interno del Vicino Oriente.


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