25 Jan
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FOTO ©Mikaela Zanzi


MEMORIE DI VIAGGIO

a cura di Mikaela Zanzi

In un angolo arido della Valle di Supe è nascosto tra le creste rocciose del deserto il sito archeologico più antico del Perù. La città sacra di Caral, testimonianza di un'antica civiltà in anticipo di più di 1.000 anni rispetto alle altre civiltà mesoamericane, e più di 2.000 rispetto a quella Maya. Una cultura che si sviluppò più di 5.000 anni fa, tra il 3000 e il 1800 a.C., il così detto periodo tardo arcaico e inferiore formativo, quando secondo le stime accademiche altre civiltà primitive ergevano opere monumentali in tutto il mondo: dall'Antico Egitto, all'India, in Sumeria fino alla Cina. A differenza di  queste millenarie culture, quella di Caral si sviluppò in completo isolamento. In America, è di fatto la più antica delle civiltà preispaniche, superando di 1.500 anni persino la misteriosa cultura Olmeca.

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Queste foto sono state scattate nel 2017, durante uno dei viaggi di Fenix Rivista. Eravamo a circa duecento chilometri a nord di Lima, su una terrazza situata a trecentocinquanta metri sul livello del mare. Finora in quel continente è stato trovato solo un altro sito così antico con una simile diversità di edifici monumentali a carattere cerimoniale. 

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Per arrivarci abbiamo dovuto attraversare un deserto roccioso, sembrava di essere nel Sinai. L'unica strada carrabile che costeggiava la valle passava dalla sponda opposta del fiume, e per raggiungere il sito è  stato necessario attraversare un ponte pedonale. Tutto era ovattato nel silenzio ed eravamo come proiettati in un'imperturbabilità mistica. Intorno non c'era altro, a parte le strutture turistiche costruite con materiali locali. Un sito impressionante per la simmetria del design e la complessità dei suoi elementi architettonici e spaziali, in particolare per le sue piramidi monumentali e le piazze circolari sommerse.

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Nel suo momento di massimo splendore, questa città sacra era al centro di un sistema insediativo che riuniva diciassette siti simili, ma meno monumentali, situati nella stessa vallata, oltre ad altri minori nelle valli vicine. Salta immediatamente all'occhio una pianificazione rigorosa, con trentadue edifici allineati lungo un asse parallelo al corso del fiume, divisi in due grandi settori, detti "Alto" e "Basso", disposti uno accanto all'altro. Il settore "Alto" è il più importante e comprende cinque grandi edifici piramidali, oltre a un esteso settore residenziale di quincha disposte attorno a una grande piazza ellissoidale. 

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Il settore Inferiore si trova alle spalle del nucleo principale, più lontano dal fiume, ed è costituito da una fila di edifici pubblici comandati, a un'estremità, dalla grande Piramide dell'Anfiteatro. Oltre agli edifici cerimoniali più notevoli, troviamo una serie di templi minori e laboratori per la produzione di ornamenti personali, proprio come in Egitto. 

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A Caral, però, le piramidi principali erano costruite con blocchi di pietra uniti con malta e sacche di pietra tenute da reti di fibre vegetali, dette shicras. Blocchi insolitamente grandi sono stati posti come rinforzo agli angoli dei muri di sostegno o formando gli stipiti di ingresso a spazi di particolare rilevanza. Sia per il trasporto di questi blocchi, sia per la costruzione delle stesse piramidi, sarebbe stata necessaria la partecipazione di un gran numero di maestranze.

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L'importanza del culto come strumento di controllo sociale può essere vista nei diversi tipi di contesti e spazi cerimoniali associati alle piramidi. Tra questi ci sono menhir o huancas, stanze che racchiudevano un focolare votivo, altari e una curiosa forma di recinto circolare circondato da un massiccio muro. Dopo che i suoi originari occupanti la lasciarono, fu rioccupata solo due volte e in tempi molto lontani: una intorno al 1000 a.C., e una tra il 900 e il 1440 d.C.. 

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Il sito archeologico è molto antico (ha almeno 5.000 anni) e presenta evidenti segni di degrado causato da agenti naturali. I terremoti sono una minaccia frequente sulla costa del Perù e molti di essi hanno causato il parziale crollo dei muri di sostegno delle terrazze delle piramidi. Fenomeni come El Niño, sebbene rari in questa parte della costa, non sono del tutto estranei e hanno avuto un impatto molto grave sull'architettura della terra, erodendo intonaco e malta. 

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Nella Valle di Supe ci sono circa trenta edifici con pozzo cerimoniale distribuiti vicino al mare, ma Caral è il più vicino, si trova a soli 26 chilometri dalla costa. Qui il vento misto a sabbia, che soffia incessantemente sulla terrazza alluvionale, ha logorato lo splendore di queste antiche strutture, soprattutto quelle costruite con materiali organici. Oggi la città sacra è un'area protetta, che si estende per oltre seicento ettari. È uno dei pochi siti archeologici peruviani che gode del sostegno di un progetto speciale sponsorizzato dallo Stato peruviano. La Zona Archeologica di Caral (ZAC) è stata creata il 10 febbraio 2003, come Progetto Archeologico Speciale Caral-Supe (PEACS), attraverso un Decreto Supremo, che ha ne concesso l'autonomia amministrativa, finanziaria e scientifica.


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