04 Jan
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a cura della redazione, 4 gennaio

Ingegnere e pseudoscienziato di origine austriaca, Hanns Horbiger ottenne molta popolarità e influenza sotto il terzo Reich di Hitler, quando molte idee folli furono rese popolari sotto l'ombrello razzista della "supremazia Ariana". Sviluppò una cosmologia piuttosto complicata, che rifuggiva completamente da ogni precedente consenso astronomico e postulava che l'intera storia del cosmo non fosse altro che l'eterna lotta tra fuoco e ghiaccio. Tutti i pianeti, secondo lui, non sarebbero altro che pezzi di ghiaccio cosmico creati dopo che il Sole primordiale, che era milioni di volte più grande della nostra stella attuale, si scontrò con un gigantesco pianeta ghiacciato. La Via Lattea sarebbe in realtà un gigantesco anello di ghiaccio scintillante a tre volte la distanza da Nettuno, e alla fine dei tempi tutti i pianeti verranno inghiottiti dal buco nero generato dalla morte del Sole. La Luna che vediamo in cielo, secondo Hörbiger, sarebbe dunque la quarta che il nostro pianeta ha catturato nel tempo. Le tre precedenti sarebbero precipitate a spirale schiantandosi sulla Terra, segnalando l'ascesa e la caduta delle civiltà precedenti e della fauna di cui registriamo ancora oggi l’estinzione. Durante il periodi in cui queste antiche lune erano più vicine, recita la dottrina di Hörbiger, la loro attrazione gravitazionale diede origine non solo a creature enormi (come i dinosauri), ma le mutazioni causate dai raggi cosmici portarono anche alla nascita di uomini giganteschi con incredibili facoltà fisiche e mentali. Questi giganti erano i Titani citati da tutti gli antichi miti, che divennero maestri dell'umanità e divini re di Atlantide  e Lemuria.


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