04 Jan
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Foto ©factalwayz


a cura della redazione, 4 gennaio

Un'ipotesi che affonda le sue radici nel mito, ma che oggi è un ingrediente delle cosmogonie contemporanee, come quella di David Ick. Una teoria simile era stata romanzata da H. G. Wells nel suo libro "I Primi Uomini sulla Luna". Era il 1901.  Fu a partire dagli anni '70, però, quando la missione Apollo 12 fece schiantare il suo modulo di decollo sulla superficie lunare, che la teoria della "Luna Cava" è diventata una possibilità credibile! Gli scienziati della NASA, che erano interessati a saperne di più sulla composizione e sulla struttura interna della Luna, sono rimasti sorpresi quando hanno scoperto che dopo l'impatto dell'Orbiter sulla superficie lunare, gli strumenti hanno continuato a registrare vibrazioni per oltre 55 minuti. Fu allora che la rivista "Popular Science" descrisse l'effetto sui sismometri, attivati per registrare i lunamoti, come quello di "una campana che suona a vuoto". Da qui si iniziò a speculare di una cavità nascosta, naturale o artificiale che fosse. Ciò spinse Michael Vasin e Alexander Shcherbakov, un paio di pseudoscienziati sovietici sempre inclini ad affermazioni roboanti, a concludere sulla rivista "Spuntik"che la Luna non è un satellite naturale del nostro pianeta, ma una sorta di planetoide scavato e usato da una civiltà altamente avanzata per percorrere in sicurezza lunghe distanze interplanetarie, fino a quando l'astronave rocciosa non è stata catturata dalla forza gravitazionale terrestre, restando intrappolata in un’orbita circolare attorno al nostro pianeta. Sebbene selvaggiamente speculativa, l'idea non è priva di pregio poiché uno spesso strato di roccia si dimostrerebbe uno scudo ideale contro i letali raggi cosmici che rendono così pericolosi i viaggi spaziali, e ancora oggi c'è chi propone di usare piccoli asteroidi come astronave. Nella foto, per gentile concessione ©factalwayz (che l'ha pubblicata su Twitter), una delle lune artificiali lanciate dalla Cina nel 2020, che entro il 2022 prevede di averne ben tre in orbita attorno alla Terra. Queste rifletteranno la luce solare otto volte di più della Luna "naturale". Un obiettivo bizzarro che lascia perplessi. C'è da chiedersi: perché? Forse per compensare  la mancanza di luce notturna e puntare al risparmio energetico o per arginare il buio dovuto ai paventati blackout globali. A uso e consumo di tutti o solo dei cinesi? Non è chiaro, infatti, queste lune sopra quale cielo graviteranno...


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