29 Oct
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Nella foto stampa xilografica composita di Lukas Mayer dell'esecuzione di Peter Stumpp nel 1589

Alla fine del XVI secolo, la città di Bedburg, in Germania, fu terrorizzata da una creatura diabolica che massacrò il suo bestiame e rapì le sue donne e i suoi bambini, uccidendoli con indicibile morbilità. I cittadini scioccati e inorriditi temevano di essere vittime di un demone furioso proveniente dall'Inferno o di un lupo mannaro assetato di sangue che viveva in mezzo a loro. Un curioso opuscolo dell'epoca è la testimonianza storica di questa incredibile vicenda...


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a cura della redazione, 29 Ottobre

Dopo aver offerto consigli ai cacciatori di lupi mannari su come smaltire al meglio una bestia catturata, un opuscolo di sedici pagine, pubblicato a Londra nel 1590 e riscoperto nel 1920 dall’occultista Augustus Montague Summers, descrive i terribili crimini di un ricco agricoltore tedesco chiamato Peter Stumpp. Nato nel villaggio di Epprath, nell’elettorato di Colonia, a metà del XVI secolo, si dice sia stato chiamato così dopo che gli fu amputata la mano sinistra, lasciando solo con un moncherino, che in tedesco si dice “stumpf”. Nei sistemi mitologici germanici, che erano alla base delle leggi e delle sentenze dei tribunali, si riteneva che se la zampa anteriore sinistra di un lupo mannaro veniva tagliata, la stessa ferita appariva sull’uomo. Quindi, Peter era un lupo mannaro! Nell’opuscolo si trovano note e dichiarazioni di testimoni registrati in altre pubblicazioni, indicando che la storia dell’esecuzione di Peter è vera. Anche i diari privati di Hermann von Weinsberg, un consigliere comunale di Colonia, hanno trattato questo caso ed è stato dettagliato in diversi fogli stampati nel sud della Germania, che trasmettono tutte versioni identiche di questa strana e cruenta storia. Nel 1589, Peter Stumpp fu arrestato e formalmente accusato di essere un «insaziabile succhiasangue» e fu fornita la prova che si era «impinzato di carne di capre, agnelli e pecore, nonché di uomini, donne e bambini per oltre 25 anni». 

Secondo una delle fonti primarie che descrivono in dettaglio gli eventi, una copia tradotta dei resoconti tedeschi originali pubblicati a Londra nel 1590 <em>"</em>The Damnable Life and Death of Stubbe Peeter<span style="caret-color: rgb(124, 112, 107);"><em>”</em></span>, di George Bores, dopo essere stato messo sulla rastrelliera, Stumpp ha confessato volontariamente tutte le atrocità compiute in un quarto di secolo

Di fronte alla tortura, Stumpp avrebbe confessato di aver ucciso e mangiato «quattordici bambini e due donne incinte» e di aver «estratto un feto» dal grembo della madre «mangiandone i loro cuori caldi e crudi». Fu condannato a morte il 31 ottobre 1589, legato a una ruota di legno per strappargli via la carne dal corpo con tenaglie incandescenti. Sua figlia e la sua amante furono scorticate, strangolate e bruciate insieme al corpo dell'uomo. Durante le torture Stumpp confessò di aver praticato la magia nera da quando aveva dodici anni e disse che il diavolo aveva forgiato e dato a lui una cintura magica che gli consentiva di trasformarsi in un «lupo, forte e potente, con grandi occhi che scintillavano nella notte come fuoco, una bocca ampia dai denti aguzzi e un corpo enorme dalle zampe possenti». Togliendosi la cintura si sarebbe trasformato di nuovo nella sua forma umana. Dopo il processo fu fatta un’ampia ricerca nella fattoria di Peter per scovare la diabolica cintura magica, ma non fu mai stato recuperato nulla di simile. 

Un riferimento a Peter Stumpp è fatto anche nel libro di William Peter Blatty, "The Exorcist". Quando padre Karras e Kinderman parlano di satanismo dicono «Terribile, questa era una teoria, padre, o un fatto?». «Beh, c'è William Stumpf, per esempio. O Peter. Non ricordo. Comunque, un tedesco del XVI secolo che pensava di essere un lupo mannaro».

Nell’opuscolo e nei i giornali tedeschi viene citata, però, anche la presenza di membri dell’aristocrazia all’esecuzione compreso il nuovo arcivescovo di Colonia. Un indizio che riconduce alla guerra spirituale e politica interna di quegli anni (1582-1589). L’elettorato di Colonia era sconvolto dall’introduzione del protestantesimo da parte dell’ex arcivescovo Gebhard Truchsess von Waldburg. Stumpp fu uno dei primi convertiti al protestantesimo e combatté in una guerra che gli storici sostengono abbia portato violenza incontrollata tra i soldati di entrambe le parti, provocando un’epidemia di peste. Nel 1587 i protestanti furono definitivamente sconfitti e il nuovo signore di Bedburg Werner, conte di Salm-Reifferscheidt-Dyck, fece del castello di Bedburg il quartier generale dei suoi mercenari cattolici decisi a ristabilire la fede romana. L’élite costruì un processo spettacolo, facenndo leva su un archetipo dell’oscurità spirituale anticattolica, per convincere i protestanti rimasti ad aderire al cattolicesimo, o quello di Stumpp era davvero un lupo mannaro?


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