16 Jan
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a cura della redazione, 16 gennaio

In una delle stanze di un grande edificio del periodo Umm an-Nar (2500-2000 a.C. - PAP) è stata trovata una presunta tavola da gioco di 4000 anni fa. La scoperta è stata effettuata nella valle di Qumayrah, nell'Oman settentrionale, da un team di ricercatori guidati congiuntamente da Sultan Al Bakri, direttore generale delle Antichità presso il Ministero del Patrimonio e del Turismo dell'Oman, e dal professor Piotr Bieliński, del Centro polacco di Archeologia Mediterranea dell'Università di Varsavia (PCMA UW). Il sito si trova vicino al villaggio di Ayn Bani Saidah, in prossimità del mare. 

Foto: ©J. Śliwa/PCMA UW 

Contrassegnato con regolari incisioni squadrate geometricamente non sembra essere stato un oggetto di lusso. È scolpito nella pietra in modo leggermente goffo, ma soddisfa determinati canoni antichi che lo assimilerebbero a reperti simili, molto rari, rinvenuti in India, Mesopotamia e persino nel bacino del Mediterraneo orientale. 

Duodecim Scripta o Ludus Duodecim Scriptorum graffiato sul pavimento del Tempio di Kom Ombo, in Egitto. Foto: ©John Armstrong (LEGGI L'ARTICOLO)

Ci sono diversi studi che associano tali manufatti ad antiche pratiche rituali, per quanto i ricercatori ritengano si tratti di rudimentali giochi su pietra, come il gioco Reale di Ur, considerato la più antica versione del moderno backgammon, rinvenuto nel cimitero reale dell'antica città mesopotamica nel 1922, e datato circa 4.500 anni fa. Data la presenza di 13 incisioni, non si può escludere, comunque si tratti di un misuratore astronomico legato alle fasi lunari. 

Un'altra lastra di pietra trovata nel sito riporta griglie e diversi fori, che potrebbero far pensare a un altro antichissimo gioco chiamato Segugi e Sciacalli. Foto ©Emile Aladjem, Israel Antiquities Autority - Jerusalem Post

L'enigmatica pietra dell'Oman è stata solo una delle numerose scoperte fatte nel sito di scavo. Tra le sorprese di quest'ultima stagione, quattro torri: tre rotonde e una angolare. Una delle torri rotonde non era visibile in superficie, nonostante le sue grandi dimensioni fino a 20 metri di diametro. I lavori preliminari del PCMA UW sono iniziati nel 2015, sottolinea lo Smithsonian Magazine. Le ultime scoperte mostrano che l'area nell'antichità fosse molto più importante di quanto si pensasse in precedenza e nasconde ancora molte sorprese. La valle si è infatti rivelata ricca di resti archeologici di varie epoche.

Foto: J. Śliwa/PCMA UW 

Sono state anche rinvenute prove della produzione di rame, per il quale l'Oman era famoso a quel tempo, tutte datate all'età del bronzo, dal 3200 al 1200 a.C.. La presenza di rame, come spiega la dottoressa Agniezska Pienkowska (PCMA UW) su Oman Observer, confermerebbe secondo i ricercatori un florido commercio. D’altronde la regione di Aynn Bani Saidah era strategicamente situata all'incrocio delle rotte che collegavano Bat a sud, Buraimi e Al-Ayn a nord e la costa del mare vicino a Sohar a est. Lungo questo percorso si trovano alcuni importanti siti del periodo Umm an-Nar. L’abbondanza di tracce di insediamenti di vari periodi mostra che questa valle era un luogo importante nella preistoria, e forse anche nella storia dell'Oman. Il progetto di ricerca è finanziato con una sovvenzione dal centro nazionale della scienza polacco PAP.


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