01 Jun
01Jun

a cura della redazione 1 giugno

La città perduta di 'Zakhiku' è riemersa dopo aver trascorso anni sott'acqua nel bacino idrico di Mosul sul fiume Tigri in Iraq. L'insediamento di 3.400 anni fa è emerso all'inizio di quest'anno, dopo un periodo di mesi di estrema siccità nel paese, che ha indotto a prosciugare il bacino per irrigare i raccolti. I nuovi scavi, guidati da Hasan Ahmed Qasim, presidente dell'Organizzazione per l'Archeologia del Kurdistan, da Ivana Puljiz dell'Università di Friburgo e da Peter Pfälzner dell'Università di Tubinga, potrebbero fornire informazioni importanti sulla fine del dominio della città da parte dei Mittani e sull'inizio del dominio assiro nella regione, prima che il livello dell'acqua aumenti di nuovo.

FOTO ©Eberhard Karls University di Tubinga

La pistola fumante, in aggiunta alla documentazione dettagliata di un palazzo che era già stato identificato nel 2018, arriva da cinque anfore che contenevano oltre 100 tavolette cuneiformi, custodite in "buste" di argilla risalenti al periodo medio assiro. Incredibilmente tali tavolette di terracotta, sopravvissute ai millenni, sono rimaste integre pur essendo state sommerse sott'acqua per decenni, dopo la costruzione della diga di Mosul tra il 1981 e il 1984. 


FOTO ©Eberhard Karls University di Tubinga

Stesso stato incontaminato per le mura, realizzate con mattoni di fango essiccato al sole, dovuto probabilmente al fatto che l'edificio fu ricoperto da un rivestimento protettivo di macerie durante il terremoto che distrusse la città nel 1350 a.C. Il palazzo aveva pareti interne spesse fino a 2 metri, strutture intonacate e murales dipinti a colori vivaci. Si pensa sorgesse su una terrazza sopraelevata a circa 20 metri da dove si trovava originariamente la sponda orientale del fiume Tigri. 

FOTO ©Eberhard Karls University di Tubinga

Ciò ha portato alla scoperta di antichi edifici cittadini, tra cui un'enorme fortificazione, un edificio adibito a magazzino a più piani e un complesso industriale, tutti risalenti all'epoca dell'Impero di Mittani, che tra il 1550–1350 a.C. controllava gran parte della Mesopotamia settentrionale e della Siria. L'estesa metropoli dell'età del bronzo si trova a Kemune, nella regione del Kurdistan iracheno. Prima che l'acqua salga di nuovo, gli edifici scavati sono stati rivestiti con un telo di plastica prima di essere ricoperti di ghiaia. Questo per proteggere le pareti di argilla cruda e ogni altro reperto ancora nascosto tra le rovine durante i periodi di inondazione dall'erosione e dal degrado. I risultati degli scavi, finanziati dalla Fondazione Fritz Thyssen e dalla Fondazione Gerda Henkel, sono stati annunciati lunedì dall'Università di Tubinga.

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