ACQUA LIQUIDA ALL'INTERNO DI UN METEORITE


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Un minuscolo quantitativo di fluido, intrappolato in un minerale di 4,6 miliardi di anni fa caduto dallo spazio, può aiutare a scoprire le origini dell'acqua sulla Terra… 


a cura della redazione, 11 Maggio

Si sa che l'acqua esiste oltre la Terra: dagli anelli ghiacciati di Saturno, al liquido sotterraneo sulla sua luna, al ghiaccio rilevato su Marte… ma da dove viene? Una domanda alla quale gli scienziati hanno cercato di rispondere con diverse ipotesi. Ora, però, la scoperta della presenza di 'acqua in un meteorite primitivo amplia la nostra comprensione del sistema solare e di come l’acqua sia arrivata qui. Tuttavia, mentre gli scienziati hanno sempre sostenuto che fosse conservata in un tipo di meteorite noto come condriti carbonacee, non avevano mai scoperto acqua liquida in queste rocce, sino ad ora. 

FOTO ©NASA/Eric James - Frammenti del meteorite di Sutter’s Mill, raccolti dalla NASA e dall'astronomo del SETI Institute Peter Jenniskens la sera di martedì 24 aprile 2012, due giorni dopo la caduta. ACQUISTA LA RIVISTA

Utilizzando la nanotomografia computerizzata a raggi X  e la microscopia elettronica, un gruppo di ricercatori giapponesi ha rilevato la presenza di piccole sacche di liquido, ricco di anidride carbonica, in un meteorite proveniente dal "primo" sistema solare. Lo studio, pubblicato il 21 aprile scorso sulla rivista Science Advances, espande la nostra comprensione di come i pianeti si siano evoluti nel nostro sistema solare, poiché questo tipo di "acqua meteoritica" avrebbe potuto contribuire alla formazione della vita sul pianeta Terra, molto tempo fa. «La scoperta di liquido in questa roccia spaziale fornisce la prova diretta dell’evoluzione dinamica del sistema solare», spiega l’autore dello studio, Akira Tsuchiyama, professore presso l’Università Ritsumeikan, in Giappone. 

FOTO ©UC Davis - Una sezione del meteorite di Sutter's Mill, soprannominata "Darth Vader”.

Il meteorite di Sutter's Mill si è formato 4,6 miliardi di anni fa ed è caduto sulla Terra nel 2012, atterrando negli Stati Uniti. Era il 22 aprile. Allora un’immensa palla di fuoco è comparsa nel cielo della California, colpendo le colline della Sierra Nevada alla velocità di 28,6 chilometri al secondo, e provocando un’esplosione pari a quella di 4 chilotoni di dinamite. Molti pezzi del meteorite sono stati recuperati vicino a Sacramento. Furono recuperati 77 frammenti, individuati grazie all’utilizzo di un sistema di radar metereologici. La loro analisi, pubblicata su Science, evidenziò che il meteorite era una condrite carbonacea, un raro materiale che si trova solo in alcuni dei più antichi asteroidi della nostra galassia.

FOTO ©Larry Atkins

Nell’analizzarne i frammenti con tecniche di microscopia, i ricercatori hanno notato un minuscolo cristallo di calcite che ospitava un liquido ancora più piccolo contenente almeno il 15% di anidride carbonica. Questa scoperta ha confermato che sia l'acqua sia l’anidride carbonica possono esistere nelle primitive rocce spaziali. I ricercatori pensano che l’asteroide da cui proviene il frammento fosse costituito da acqua ghiacciata e anidride carbonica, il che significa che deve essersi formato in una parte fredda del sistema solare, molto probabilmente oltre l’orbita di Giove, e che solo in seguito si è diretto verso la Terra. 

FOTO ©Tsuchiyama et al. (2021), Science Advances

Ci sono molte teorie su dove e come la Terra abbia ottenuto la sua acqua. L’ipotesi avanzata dai ricercatori giapponesi è in linea con quante, in precedenza, hanno suggerito che gli asteroidi ricchi di molecole come l’acqua si siano formati molto lontano nel sistema solare prima di viaggiare più vicino al Sole. Una delle principali suppone che l’acqua sia caduta sul nostro pianeta, intrappolata proprio all’interno dei meteoriti. Secondo questa teoria, le molecole d’H2O incorporate nelle strutture cristalline dei minerali di queste rocce spaziali potrebbero essere la fonte primaria dell'acqua terrestre: «In altre parole - sottolinea Tsuchiyama - se il liquido in questi minerali ha contribuito a formarla, allora può esserne considerato il “genitore”, e i meteoriti che li ospitano, quindi, sono “l’antenato” di questo elemento così vitale per noi».


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