AL CONFINE CON LA MONGOLIA LA GENESI DELLA CULTURA CINESE E PRECOLOMBIANA?


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a cura di Adriano Forgione, 1 Ottobre

Archeologi hanno indagato su una città fortezza individuata alcuni anni fa nell'altopiano cinese di Loess. Lo scavo in corso ha rivelato più di sei miglia di mura protettive che circondano una piramide alta 230 piedi e un santuario interno con murales dipinti, artefatti di giada e raccapriccianti prove di sacrifici umani...

ACQUISTA ORALa scoperta di Shimao, come è stato ribattezzato un singolare sito archeologico individuato a ridosso del triangolo tra Mongolia, Qinghai e Tibet (il suo nome originale è sconosciuto), sta costringendo gli storici a ripensare la genesi della civiltà cinese. Qui i ricercatori hanno scoperto 70 splendide sculture in rilievo in pietra: serpenti, mostri e bestie semi-umane che assomigliano all'iconografia dell'età del bronzo successiva in Cina. Ancora più sorprendentemente, la datazione al carbonio ha determinato che parti del sito risalgono a 4.300 anni fa, ben 500 anni prima che la civiltà cinese emergesse nelle pianure centrali, diverse centinaia di miglia a sud. Shimao fiorì in questa regione apparentemente remota per quasi mezzo millennio, dal 2300 a.C. circa al 1800 a.C. Poi, improvvisamente e misteriosamente, fu abbandonata. Nessuno dei testi antichi, che sono di aiuto a guidare l'archeologia cinese, menziona un'antica città così a nord della cosiddetta "culla della civiltà cinese", tanto meno una di tali dimensioni. 

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Shimao è ora il più grande insediamento neolitico conosciuto in Cina, con arte e tecnologia che provenivano dalla steppa settentrionale e avrebbero influenzato le future dinastie cinesi, insieme alle recenti scoperte in altri siti preistorici nelle vicinanze e lungo la costa. La prima impressione, anche se il sito è parzialmente scavato nelle colline aride sopra il fiume Tuwei, è di una città progettata per affrontare un pericolo costante. La città è stata costruita in una zona di conflitto, una terra di confine dominata per migliaia di anni dalla guerra tra i pastori della steppa settentrionale e gli agricoltori delle pianure centrali. Per proteggersi dai rivali violenti, le élite di Shimao hanno modellato la loro piramide oblunga a 20 livelli sulla più alta di quelle colline. La struttura, visibile da ogni punto della città, è alta circa la metà della Grande Piramide d'Egitto a Giza, che fu costruita nello stesso periodo (2250 a.C.). Ma la sua base è quattro volte più grande e le élite di Shimao si sono protette ulteriormente abitando il livello più alto della piattaforma, che comprendeva un complesso sontuoso di 20 acri con il proprio serbatoio d'acqua, laboratori artigianali e, molto probabilmente, templi rituali. 

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All'interno dei muri in pietra, il team di archeologi ha trovato un'altra innovazione inaspettata: le travi in legno utilizzate come rinforzo. Datate al carbonio al 2300 a.C., le travi di cipresso ancora intatte rappresentavano un metodo di costruzione che gli studiosi pensavano in precedenza fosse iniziato solo durante la dinastia Han, più di 2000 anni dopo.La scoperta più raccapricciante è avvenuta sotto il muro orientale della città: 80 teschi umani raggruppati in sei fosse, senza scheletri attaccati. (Le due fosse più vicine alla Porta Est, l'ingresso principale della città, contenevano esattamente 24 teschi ciascuna).

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 Il numero e la posizione dei teschi suggeriscono una decapitazione rituale durante la posa delle fondamenta del muro: il primo esempio conosciuto di sacrificio umano nella storia cinese. Gli scienziati forensi hanno stabilito che quasi tutte le vittime erano ragazze giovani, molto probabilmente prigioniere che appartenevano a un gruppo rivale. I teschi di Shimao prefiguravano il massiccio sacrificio umano che divenne quello che Li chiama "un attributo determinante della civiltà Shang" molti secoli dopo (dal 1600 al 1046 a.C. circa) prima che le dinastie successive mettessero fine alla pratica. I teschi sono solo un'indicazione che la Porta Est segnava l'ingresso in un mondo diverso. 

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Chiunque avesse varcato la soglia, sopra le fosse sacrificali sepolte, sarebbe rimasto intimorito da segni più immediatamente visibili. Diversi blocchi di pietra nelle alte pareti della terrazza erano scolpiti con disegni a losanghe, facendoli apparire come enormi occhi che fissavano la Porta Est. Incastrati nei muri di pietra a intervalli regolari c'erano migliaia di pezzi di giada nera e verde scuro, ornamenti scintillanti che servivano sia a scongiurare il male che a proiettare il potere e la ricchezza delle élite di Shimao. L'abbondanza di manufatti di giada suggerisce che Shimao, senza una fonte propria, abbia importato grandi quantità da partner commerciali lontani. Nel terzo millennio a.C., quando fu fondata Shimao, c’era un clima relativamente caldo e umido che attirò una popolazione in espansione nell'altopiano del Loess. I documenti storici mostrano un rapido passaggio dal 2000 al 1700 a.C. verso un clima diverso. I laghi si prosciugarono, le foreste scomparvero, i deserti invasero e la gente di Shimao migrò in parti sconosciute. 

ACQUISTA ARRETRATOMa questo sito e la cultura di Shimao potrebbe non essere solo alla base della genesi della civiltà cinese. Nel numero dello scorso settembre (FENIX 143) il nostro direttore ha dimostrato che Olmechi e Maya potrebbero aver ricevuto apporti di conoscenza da Cinesi del periodo Shang, intorno al 1500/1000 a.C., mostrando relazioni strette anche tra l’arte cinese di quel periodo e quelle Olmeca e Maya. La scoperta di Shimao, come dimostrato dagli archeologi, sembra alla base della nascita della cultura Shang e Sanxingdui-Jinsha, che scompaiono in Cina, proprio quando appaiono in America le basi più avanzate degli Olmechi e dei Maya. Lo dimostra la stretta relazione tra alcune figure decorative presenti a Shimao e alcuni pezzi artistici della successiva cultura di Sanxingdui-Jinsha, più recente di 1100 anni. Va inoltre segnalato che una cultura ancora più antica in Cina, la cultura Liangzhu, risalente a un periodo compreso tra il 3200 e il 2300 a.C., situata nella regione dello Zhejiang, a contatto con il Mar della Cina e l’Oceano Pacifico, realizzava oggetti in giada di grande finezza caratterizzati tutti da un’effige divina: un individuo con denti digrignanti con un copricapo solare di piume, del tutto identico a quelli che troveremo successivamente oltreoceano tra i Maya e gli Aztechi. Tutto questo fortifica l’idea che dalla Cina partirono impulsi civilizzatori fondamentali verso le Americhe, come ho scritto nel numero scorso e che, nello specifico potrebbe essere proprio a Shimao che sorse quella base culturale che fece da substrato anche alle civiltà precolombiane del Messico (ma anche del Perù. 

©XPublishing Vi sono più relazioni tra queste forme di arte e le culture di Chavin e Sechin). I rilievi dei templi di Shimao sono decorati con spirali e mascheroni che ricordano non solo l’arte cinese successiva di Shang, ma anche quella Olmeca-Maya. Come non va sottovalutata la presenza della giada e, soprattutto, dei sacrifici umani, caratteristica delle civiltà precolombiane, Olmechi e Maya compresi, che in Cina sembra sorgere proprio qui a Shimao, affermarsi durante la Dinastia Shang, per poi scomparire con essa dalla Cina a causa di un rovesciamento di potere intorno al 1000 a.C. e la nascita della nuova Dinastia Zhou. Per riapparire probabilmente oltreoceano grazie a una emigrazione dovuta a un esilio forzato di alcuni dei suoi rappresentanti nobiliari.

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