ALTO EGITTO: UNA PARETE DI TOMBE NELLA ROCCIA


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Un recente sondaggio archeologico ha rivelato 250 tombe di 4200 anni fa, scavate nel fianco di una montagna presso la necropoli di Al-Hamidiya, nel sud dell’Egitto, vicino alla riva occidentale del fiume Nilo. Scene e testi geroglifici su una falsa porta in una delle tombe rappresentano sacrifici rituali...


a cura della redazione, 11 Maggio

Nell’ambito della documentazione archeologica e del progetto di registrazione delle tombe della necropoli di El-Hamdiya, sulle montagne orientali nel governatorato di Sohag, una missione archeologica del Consiglio Supremo delle Antichità Egizie ha recentemente scoperto 250 tombe scavate nella roccia. Il segretario generale, Mostafa Waziry, ha riferito che «queste tombe coprono un periodo di circa 2.300 anni: risalgono dalla fine dell’Antico Regno, VI dinastia (2181 a.C.), alla fine del periodo tolemaico (30 a.C.). Hanno stili architettonici diversi e sono scavate a più livelli nella montagna». 

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Come riporta Arab News, la soperta include tombe con uno o più pozzi sepolcrali, e alcune hanno corridoi in pendenza che conducono ai pozzi funerari. Uno dei sepolcri dell’Antico Regno è costituito da un pozzo inclinato che conduce a una falsa porta su cui sono inscritti geroglifici, immagini di offerte e una scena raffigurante il proprietario della tomba, che esegue un rituale sacrificale, di transizione dalla vita terrena a quella spirituale. In chiave esoterica tale raffigurazione rappresenta una sorta di “passaggio”, da cui la falsa porta, per attraversare il quale è necessario l'abbandono e il “sacrificio”della zavorra animale che lega l’uomo al piano materiale. 

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Uno degli ingressi conduce a una galleria con un pozzo sepolcrale a sud-est, che sembra sia stata riutilizzata a più riprese, in epoche successive. Mohamed Abdel-Badiaa, capo del Dipartimento delle Antichità dell’Alto Egitto, ha precisato su Ahram Online, che i lavori di scavo nella necropoli hanno portato alla scoperta anche di molti vasi di ceramica, alcuni dei quali erano probabilmente utilizzati nella vita quotidiana e altri avevano un preciso scopo funerario, quali miniature votive simboliche. 

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Sono stati trovati anche alcuni vasi sferici di piccole dimensioni, con tracce di pigmento giallastro al loro interno, insieme a diversi vasi in alabastro e ceramica, resti di uno specchio rotondo in metallo, ossa umane e animali e molti frammenti di ceramica che rappresentano anfore risalenti al tardo Periodo. 

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Alcuni resti di iscrizioni in pietra calcarea, si pensa possono rappresentare lastre funerarie di tombe risalenti alla fine della VI Dinastia. Nell’ambito del progetto sono stati documentati più di 300 cimiteri nella zona, che si estende da Nag Al-Sheikhs a sud ad Al-Kharandariyah a nord. Si pensa che le persone sepolte qui fossero l’élite del vicino centro amministrativo di Akhmim, uno dei centri amministrativi più importanti dell’Antico Egitto, data la sua posizione nel Mediterraneo, tra Menfi e Assuan, oltre alla suo vicinanza all’antica città di Abydos, il centro di culto del dio Osiride. I ricercatori prevedono che verranno scoperte altre tombe su più di un livello della montagna.


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