AMULETO ANTI-DEMONI DEL PERIODO BIZANTINO


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Un “raccapricciante” ciondolo realizzato per proteggere il suo portatore dal maligno 1.500 anni fa è stato restituito all'Israel Antiquities Authority circa 40 anni dopo la sua scoperta nella comunità di Arbel nella Bassa Galilea...


traduzione integrale da Haaretz a cura della redazione, 31 Maggio - approfondimenti sul numero di giugno di Fenix

Un amuleto, trovato vicino all’antica sinagoga di Arbel dal primo membro del moshav, Tova Haviv, è stato tardivamente consegnato alle autorità dalla sua famiglia dopo la sua morte, dice l’IAA (Israel Antiquities Authority). Inscritto in greco, l’oggetto è in bronzo. Un lato mostra una figura presumibilmente santa, a giudicare dalla sua aureola, a dorso di cavallo. Tuttavia, non sta porgendo l’altra guancia: sta infilzando una donna sdraiata sulla schiena con una lancia. Incisa in una mezzaluna sopra il cavaliere c’è un'iscrizione greca: L’unico Dio che vince il male. Sotto le zampe del cavallo ci sono le lettere greche: I A W Θ. Quelle lettere, IHYH, rappresentano il nome divino ebraico YHWH, o Yahweh. L’altro lato mostra un occhio - il malocchio - trafitto da frecce e un forcone. In fila per sottomettere la forza demoniaca ci sono anche due leoni, un serpente, uno scorpione e un uccello (tipo fenice). Questo lato dell'amuleto presenta anche l'iscrizione greca abbreviata: “Un solo Dio” o “Dio Unico”.

Primo piano dell’amuleto che mostra il demone trafitto ©Dafna Gazit / IAA

«Ciondoli anti-demoni di questo tipo erano usati da tutti quelli che all’epoca - ebrei, cristiani e gnostici - vivevano qui», ha affermato il dott. Eitan Klein, vicedirettore dell’Unità di Prevenzione dei Furti di Antichità (ATPU). Quelli gnostici erano culti mistici dualisti legati al cristianesimo primitivo, che credevano nella guerra tra bene e male, così come la setta ebraica di Qumran secoli prima. In effetti, la credenza generale in questa lotta era diffusa in tutta la regione, dalla Palestina alla Persia. Anche gli amuleti di questo tipo erano quindi ampiamente usati, sebbene quelli in Palestina risalenti al V e VI secolo siano solitamente associati ai culti gnostici, dice Klein ad Haaretz. «Probabilmente le collane sono state prodotte in Galilea e in Libano. Questo gruppo di amuleti è talvolta chiamato “Sigillo di Salomone” e il cavaliere è raffigurato mentre vince lo spirito malvagio, in questo caso, una donna identificata con la figura mitologica Gello/Gyllou, che minaccia donne e bambini ed è associata al malocchio», ha affermato lo stusioso. Non tutti gli amuleti contro i demoni associano il male alla donna, vale la pena aggiungere: «È nota la simbologia di San Giorgio che combatte il drago, che richiedeva sacrifici umani», sottolinea Klein. 

Primo piano dell'altro lato dell’amuleto ©Dafna Gazit / IAA

Nessun dubbio per indovinare chi è il maligno in quella storia. Il fatto che il demone, in questo caso, sia raffigurato come una donna, lascia spazio all'ipotesi che questo particolare amuleto - avevano tutti una destinazione d’uso precisa -  mirasse a proteggere le donne incinte e i bambini dal male. «Potrebbe anche essere stato portato da una donna incinta», suggerisce. Ma... era ebrea? La menzione di Yahweh non è definitiva in questo senso. «Gli gnostici usavano il nome di YAO che è Yahweh - spiega Klein - il nome del dio ebraico era accettato da tutti coloro che vivevano qui allora. Era un nome potente nella sua divinità. Non era necessario essere ebrei per credere nel potere del nome». D’altra parte, l’oggetto era stato trovato ad Arbel, che era una città ebraica piena di saggi anche nel periodo bizantino. Arbel è spesso citato nelle fonti storiche del periodo talmudico. Inoltre, nel Talmud e nella poesia liturgica ebraica (piyutim), e nei testi di salvezza del VI e VII secolo, la valle di Arbel ispira pensieri rabbinici sulla Redenzione di Israele. Secondo quanto riferito da Hiyah Rubah il Vecchio e da Shimon ben Halafta questi stavano camminando nella valle all’alba, ci dice il Talmud; mentre il sole sorgeva, Hiyah paragonò l’alba con la redenzione di Israele: gradualmente più luminoso man mano che progredisce. Ironia della sorte, Arbel non è così lontana da Armageddon, dove tutto dovrebbe finire secondo la tradizione cristiana. Quindi, per tutti i secoli di insegnamenti contro l’iconografia e l’immaginario, è plausibile che gli ebrei abbiano fatto ricorso agli amuleti per proteggersi. La superstizione non conosce confini né geografici né temporali.


L’articolo originale è stato pubblicato su Haaretz, il 26 maggio 2021

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