ANTICA SCULTURA FALLICA SCOPERTA IN SVEZIA


Goteborgs Posten, 2 ottobre

Gli archeologi hanno recentemente scoperto, per caso, durante le indagini ispettive per l’apertura dei lavori di insediamento industriale commissionati dal comune di Kungälv, l’esistenza di un pene in pietra un tempo usato per i rituali sacrificali. La scultura fallica si erge per circa mezzo metro di altezza al centro dell’insediamento di Rollsbo, nella Svezia occidentale. Si tratta di un manufatto di 52 centimetri, circondato da macchie di fuliggine, che gli studiosi ritengono appartenga all’età del bronzo. Non essendo stati rinvenuti nel sito altri reperti ossei umani, sono stati esclusi i primi sospetti che potesse essere un luogo di sepoltura. Piuttosto, i ricercatori collegano il ritrovamento a un antico culto. 

L’archeologa Gisela Angeby ha spiegato che «inizialmente il grande masso è stato scambiato per una pietra del lastricato pavimentale. Solo dopo lo scavo ci siamo accorti che si trattava di qualcosa che deviava da tutto il resto». Il membro maschile è infatti perfettamente scolpito nella pietra, con il glande ben modellato e persino le irrorazioni venose messe in evidenza. Accanto alla scultura sono state rinvenute anche due piccole ossa di animali. Si pensa che la pietra sia stata il centro di un luogo sacrificale legato al culto della fertilità. Osservando bene, le pietre disposte tutte intorno, stranamente morbide e arrotondate, ricordano la forma dello yoni. Se così fosse si potrebbe pensare a una duplice rappresentazione degli organi sessuali delle due energie emantate da ambo i sessi.

Nel rapporto, pubblicato su “The Local SE”, si afferma che la pietra potrebbe essere stata alterata nella sua forma fallica nel corso degli anni dalle intemperie e che il design finale che vediamo oggi sia stato rafforzato dall'uomo. La scultura è infatti posta a cielo aperto, senza nessuna protezione dagli agenti atmosferici. Non è raro trovare montagne, colline, fiumi, cascate, grotte e rocce naturalmente modellate come peni, seni e vagine che sono stati potenziati e percepiti come luoghi sacri, in cui venivano spesso praticati rituali e sacrifici per garantire i migliori raccolti, l’incremento dell’allevamento di animali, il rientro incolume dei guerrieri e persino per assicurare il quotidiano ritorno del Sole.

Nella preistoria, il membro maschile era il simbolo dell’energia della fertilità, mentre le forme del seno e lo yoni rappresentavano gli organi riproduttivi femminili e il potere della creazione. E non è un caso se il mondo antico è costellato di formazioni naturali, templi, arti e mestieri sessualmente espliciti che servivano da antiche porte o soglie verso l’altro mondo. Se studiamo templi e manufatti di ogni epoca non è difficile, infatti, incontrare riferimenti espliciti che rimandano alla ritualizzazione degli organi sessuali. Il pene scoperto di recente in Svezia non è dunque così “raro”, anche se è raro trovarne uno così ben modellato e in armonica corrispondenza con pietre che ricordano il membro femminile.