ANTICHI RILIEVI DI UNA PROCESSIONE DIVINA SVELATI NEL NORD DELL'IRAQ


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a cura della redazione, 22 Gennaio

Dèi assiri al cospetto di un Re, scolpiti nella roccia, sono stati rinvenuti lungo un imponente canale di irrigazione nell’altopiano del Kurdistan, costruito probabilmente dal sovrano responsabile della nascita delle leggendarie tribù d’Israele…

ACQUISTA ORADurante una campagna di scavi nel nord dell’Iraq, tra settembre e ottobre del 2019, la missione archeologica co-diretta da Daniele Morandi Bonacossi, dell’Università di Udine, e da Hasan Ahmed Qasim, della Direzione delle Antichità del Kurdistan, ha finalmente portato alla luce alcuni incredibili rilievi asssiri, rimasti sepolti dai depositi erosi delle pendici dello sperone occidentale del monte Çiya Daka. La notizia è stata riportata dall’Agenzia di Stampa Internazionale Assira AINA, il 15 gennaio scorso. Il luogo del ritrovmento è situato nel distretto di Faida, nella regione di Duhok vicino al confine con la Turchia. Qui il gruppo di ricercatori ha finalmente portato alla luce 10 imponenti rilievi rocciosi risalenti alla fine dell'VIII secolo a.C., scolpiti sulle pareti di un canale largo 4 metri e lungo circa 7 chilometri, scavato nella roccia fresca e alimentato da una serie di sorgenti carsiche, in parte ancora attive oggi, situate in diversi piccoli wadi lungo il fianco settentrionale della montagna. Gli studiosi pensano che possa essere stato progettato dal sovrano assiro Sargon II (720-705 a.C.), noto per la sua abilità militare.

I pannelli si trovano lungo la sponda occidentale: misurano 5 metri di lunghezza ciascuno e sono larghi 2 metri. Raffigurano una processione di statue di sette delle principali divinità assire, in postura marciante e accompagnate da animali simbolici alla presenza di un Re, che è raffigurato due volte, sia all’estremità sinistra sia in quella destra di ciascun pannello. Le figure sono mostrate di profilo, rivolte verso sinistra, come se guardassero nella stessa direzione dell’acqua che scorre nel canale. Spicca tra tutte Ashur, la divinità più importante del pantheon assiro, il cui culto risale al III millennio a.C.., «rappresentato qui con un drago e un leone cornuto insieme a sua moglie Mullissu, seduta su un elaborato trono decorato sorretto da un leone e altri animali», sottolinea Morandi Bonacossi su "Live Science”. È interessante notare che Ashur solitamente era rappresentato nell’iconografia assira come il Sole alato.

Foto di Alberto Savioli

Una scoperta importante: non solo perché i bassorilievi assiri sono monumenti molto rari (con la sola eccezione della stele di Mila Mergi, gli ultimi rilievi scoperti in Iraq furono resi noti quasi due secoli fa, nel 1845, dal console francese a Mosul, Simon Rouet, che identificò i rilievi nel Khinis e nel Maltai); ma soprattutto, perché sotto il dominio di Sargon II, gli Assiri sconfissero il Regno di Israele, catturando la Samaria dopo un assedio di tre anni ed esiliando i residenti. Gli studiosi ritengono che questo evento sarebbe alla base della leggendaria nascita delle dieci tribù perdute. «I rilievi solitamente si trovano all’interno dei palazzi reali. Quelli di Duhok potrebbero far luce su opere pubbliche sostenute da una delle figura più importanti della dinastia dei sovrani assiri, noto per la sua abilità militare», spiegano i ricercatori.

Foto di Alberto Savioli

Purtroppo, gli esperti sottolineano che questa eccezionale scoperta archeologica fa oggi parte di uno scenario postbellico, minacciato da atti di vandalismo, da scavi clandestini, dall’espansione di una città vicina e dalle attività produttive. Il gruppo di archeologi intende fare nuove scoperte durante la prossima campagna di scavi nel 2020 e ha già richiesto che il sito sia incluso tra quelli tutelati come patrimonio mondiale dall'UNESCO. Una ricerca durata 7 anni, come spiega “Il Giornale dell’Arte”. Prima dello scavo, solo le parti superiori dei telai scolpiti emergevano dai depositi colluviali e in alcuni casi era possibile riconoscere le corone delle divinità raffigurate sui pannelli sepolti. Nel 1973, l’archeologo britannico Julian Reade identificò tre di questi pannelli lungo il canale, ma non fu in grado di investigarli ulteriormente a causa dell’instabile situazione politica e militare presente nella regione durante il conflitto tra Peshmerga e l'esercito del Regime baathista. I rilievi Faida erano stati registrati nella Gazzetta Ufficiale Irachena con la voce “2269” già il 14 agosto 1983. Quarant’anni dopo, nell’agosto 2012, durante i lavori di indagine archeologica nella regione, la missione archeologica ha identificato sei nuovi rilievi rocciosi. Nel 2019, grazie alla collaborazione tra la Direzione delle Antichità di Duhok e l’Università di Udine, ed al sostegno del Consolato italiano a Erbil, i primi rilievi assiri delle roccia di Faida sono stati finalmente portati alla luce.

Foto di Alberto SavioliDurante la stagione 2019, il canale e i rilievi sono stati scavati e puliti, ove necessario consolidati, e registrati mediante tecnologia UAV, scansione laser e fotogrammetria digitale. Il prof Jason Ur, della Harvard University, ha fornito un prezioso supporto nella mappatura UAV del canale con il suo drone senseFly eBee, che ha permesso di catturare foto aeree ad alta risoluzione dell'intero canale che sono state successivamente trasformate in accurati ortomosaici e modelli 3D. Infine, è stato valutato lo stato di conservazione di tutti i rilievi, sono stati prelevati campioni di roccia per la caratterizzazione minero-petrografica e fisica e la caratterizzazione mineralogica, chimica e biologica dei prodotti di deterioramento. Scopo di queste analisi preliminari è pianificare un trattamento di conservazione mirato dei rilievi Faida. Al termine dei lavori di scavo e conservazione, che proseguiranno nei prossimi anni, in collaborazione con la direzione delle antichità di Duhok verrà istituito un parco archeologico dei rilievi assiri.

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