ANTICO PETROGLIFO UOMO-MANTIDE SCOPERTO IN IRAN


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a cura della redazione, 16 Marzo

Una misteriosa e rara creatura a sei braccia circondata da anelli, incisa sulla pietra migliaia di anni fa, riaccende il dibattito sulle ipotesi interpretative riguardo al legame tra l’uomo e le mantidi, considerate esseri soprannaturali fin dai tempi antichi...

ACQUISTA ORAUn’insolita incisione rupestre, scoperta nel sito iraniano di Teymareh, nell’Iran centrale, ha attirato l’attenzione degli studiosi. Il misterioso petroglifo mostra una creatura con sei arti, descritta dagli esperti come una figura che rappresenta un essere metà mantide metà uomo. Incisioni rupestri o i petroglifi simili, che rappresentano animali invertebrati sono molto rare. Per tale ragione un gruppo di entomologi si è unito agli archeologi cercando di identificarne le origini. Gli studiosi hanno confrontato l'incisione con altre presenti in tutto il mondo e con le creature locali a sei zampe raffigurate in altri siti preistorici. I risultati dello studio su tale peculiare ritrovaemto sono stati recentemente pubblicati sul Journal of Orthoptera Research, cui hanno contrinuito: Mahmood Kolnegari, dell’Islamic Azad University di Arak, Iran; Mandana Hazrati dell'Avaye Dornaye Khakestari Institute; Matan Shelomi, della National Taiwan University; e l’archeologo esperto di arte rupestre Mohammad Naserifard.

Foto di Mohammad Naserifard

Lo strano petroglifo mostra caratteristiche uniche tra cui una «testa triangolare dotata di estensione verticale, occhi grandi, zampe anteriori aperte, zampe intermedie ad anello intermedio e zampe posteriori curve», si legge nel nuovo report. L’incisione, di 14 centimetri, era stata individuata per la prima volta dagli esperti durante gli scavi tra il 2017 e il 2018, ma non ne era stata identificata la forma insolita. «Tutti e sei gli arti suggeriscono che chiunque abbia scolpito l’oggetto ha provato a rappresentare un insetto, mentre la testa triangolare con grandi occhi e zampe ripiegate sono inconfondibilmente quelli di una mantide religiosa, un insetto predatore che cattura prede come mosche, api e persino piccoli uccelli», spiegano gli entomologi. 

L’estensione sulla sua testa aiuta anche a ridurre l’identificazione a un particolare genere di mantide in questa regione: l’Empusa pennata. Questo particolare genere può essere trovato in Spagna e in alcune zone di Portogallo, Iran, Francia, Libano, Italia centrale e meridionale, Bulgaria e Grecia. Gli scienziati hanno spiegato che gli arti medi della creatura sono strani, finiscono in anelli o cerchi. Il parallelo più vicino a questo nel mondo archeologico è lo “Squatter Man”, una figura di petroglifo che rappresenta una persona affiancata da cerchi.

L’ipotesi di un individuo collegato ad oggetti circolari ha portato alcuni ricercatori come Anthony Perrat ad approfondire la tesi, alternativa, che possa trattarsi della rappresentazione di aurore causate da scariche di plasma, iniziando ad esplorare la natura olografica e morfica delle matrici viventi e identificando precisi schemi o frequenze ripetitive che differiscono in scala. Frequenze e schemi che sarebbero in risonanza tra loro. Il geologo Robert Schoch, autore tra gli altri titoloi di “La Civiltà Perduta e le Catastrofi del Soleha approfondito questa scoperta associando tali figure a scariche di plasma nell’atmosfera, dovute a violente esplosioni solari che hanno portato alla fine dell’ultima era glaciale. In base a tale interpretazione i petroglifi sarebbero la trasposizione sulla pietra di un fenomeno di cui l’uomo preistorico sarebbe stato diretto testimone. 

 Al momento è impossibile stabilire esattamente quanti anni abbiano i petroglifi di Teymareh, perché le sanzioni internazionali che gravano sull’Iran proibiscono l’uso dei materiali radioattivi necessari per la datazione al radiocarbonio. Tuttavia, gli esperti hanno esaminato il sito e hanno stimato che le incisioni risalirebebro a un lungo periodo storico, compreso tra i 40.000 e i 4.000 anni fa. 

Il motivo esatto per cui gli antichi sentissero il bisogno di scolpire una tale creatura rimane un mistero per gli esperti. Gli studiosi sostengono che il petroglifo suggerisce che l’uomo collegasse le mantidi al soprannaturale fin dai tempi antichi. Come affermato dagli autori, l’intaglio testimonia che «nella preistoria, quasi come oggi, le mantidi religiose erano animali mistici». Questi animali hanno avuto una grande influenza nell’antica cultura mesopotamica, così come in civiltà come quella dell'antico Egitto. «Nel libro egiziano dei morti, le mantidi religiose appaiono come l'uccello-abisso, una divinità più piccola degli inferi», scrivono i ricercatori.

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