ARCHEOLOGO OLANDESE: “ABBIAMO DATO IL NOME PARTENONE AL TEMPIO SBAGLIATO"


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Utrecht University, 17 Dicembre

Un docente dell’Università di Utrecht ritiene sia più corretto attribuire il nome Partenone a un altro tempio dell’Acropoli di Atene, quello chiamato Eretteo, e in particolare alla sua famosa Loggia delle Cariatidi. L’ipotesi, se confermata, imporrebbe la revisione di molti libri di archeologia….

Una nuova ricerca dell’Università di Utrecht dimostra che il nome Partenone, attribuito fino ad oggi al gigantesco tempio greco dedicato alla dea Atena in Grecia, probabilmente apparteneva a un altro edificio dell’Acropoli. Questo è ciò che sostiene Janric van Rookhuijzen in un articolo in uscita sul numero di gennaio 2020 della rivista American Journal of Archaeology (AJA). Van Rookhuijzen è affiliato all’Università di Utrecht come ricercatore e docente dal 2018. La sua area di studio è la Storia e l’Archeologia della Grecia nel periodo classico. La sua attuale indagine, finanziata dal Consiglio olandese della ricerca NWO, si concentra sull’Acropoli di Atene e in particolare sul Partenone. Ha iniziato le sue ricerche indagando sulla nomenclatura dei templi in epoca greca e cercando le corrispondenze presenti sui documenti storici. «Non è mai stato del tutto chiaro da dove provenisse il nome Partenone, che in greco significa “Casa delle Vergini”», spiega. Un particolare che indicherebbe tutt’altro luogo secondo il ricercatore. Per Van Rookhuijzen, infatti, il vero nome del luogo che oggi conosciamo come Partenone sarebbe “Hekatompedon”, che significa “lungo Cento Piedi”, menzionato negli inventari di 2.500 anni fa come la camera in cui erano conservati gli attributi dorati della dea Atena e la sua statua dorata alta undici metri. In quegli stessi inventari, il nome Partenone compare in riferimento a un altro tesoro, che conteneva offerte sacre alla dea, custodite in un tempio più piccolo e più antico sull’Acropoli, noto come Eretteo. Lo scopo esatto di questo piccolo tempio è sempre stato un mistero. In base alla ricerca di Van Rookhuijzen sarebbe stato il centro di un antico culto di Atena: «Il tempio è descritto in una guida di viaggio romana. Quel testo menziona una serie di tesori ai quali nessuno ha mai prestato molta attenzione. Oggetti eccezionali solo nominati dagli inventari, che citano un tempio chiamandolo Partenone. L’associazione di tale nome con il grande tempio è stato un errore degli archeologi. In realtà il Partenone citato dai documenti storici faceva parte del piccolo tempio, un edificio famoso nel mondo proprio per le statue delle Vergini, le Cariatidi, che ne sostengono il tetto». È estremamente logico, secondo lo studioso, che gli antichi greci chiamassero una parte di questo tempietto il Partenone, appunto “Casa delle Vergini”. Josine Blok, professore emerito di Cultire Antiche dell’Università di Utrecht, è convinto che l’intuizione di Van Rookhuijzen provocherà un vero e proprio sisma all’interno della comunità scientifica: «Non solo i nomi, che sono stati utilizzati per questi edifici per circa duecento anni devono essere riadattati, ma questo cambia la nostra immagine del culto della dea Atena e dell’Acropoli nel suo insieme». L’Acropoli era il cuore sacro di Atene, ma aveva anche un importante significato politico. Di conseguenza, la nuova identità dell’edificio centrale avrà una ripercussione per la nostra conoscenza storica della città-stato. L’edificio noto sino ad oggi come il Partenone è il simbolo nazionale della Grecia e un’icona internazionale di democrazia e cultura. Le sue sculture in marmo, portate da Lord Elgin nel Regno Unito nel XIX secolo e attualmente esposte al British Museum, sono oggetto di una lunga controversia tra la Grecia e le autorità del Regno Unito. Nel novembre 2019, il presidente cinese Xi Jinping ha promesso il suo sostegno alla Grecia per il ritorno dei marmi ad Atene.

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