ARTE RUPESTRE ABORIGENA LEGATA A UN MISTERIOSO CULTO


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a cura della redazione, 27 Maggio

Insoliti stencil in miniatura, che riproducono figure antropomorfe, animali e linee geometriche, hanno condotto gli studiosi australiani sulle tracce di un’antica ritualità, legata a possibili pratiche sciamaniche…

ACQUISTA ORAUna recente indagine scientifica nella regione sud-occidentale del Golfo di Carpentaria, in Australia settentrionale, ha portato all’identificazione di una rara forma di arte rupestre in miniatura, nascosta all’interno di un riparo nella roccia tradizionalmente di proprietà degli aborigeni Marra. Il sito è stato documentato per la prima volta nel 2017, ma i risultati degli studi effettuati sono stati pubblicati solo in questi giorni sulla rivista dell’Università di Cambridge, “Antiquity”. Attingendo a dati etnografici e all’archeologia sperimentale, gli autori sostengono che i motivi sono stati creati con una tecnica di stampo precedentemente non documentata, utilizzando modelli in miniatura scolpiti nella cera d’api, che insieme ad altre resine malleabili e adesive avrebbe svolto un ruolo significativo in seno a questa cultura aborigena.

«In genere, l'arte rupestre stampata in tutto il mondo presenta dimensioni a grandezza naturale di parti del corpo umano e animale, oggetti (ad esempio boomerang) e persino materia vegetale», afferma l’archeologo Liam Brady della Flinders University, esaminando nel dettaglio l’insolita arte di Yilbilinji, nel Parco nazionale di Limmen.

page6image18576Foto: L.M. Brady ©Antiquity Publications Ltd, 2020

Tuttavia, molti degli stencil sono in miniatura e troppo piccoli per essere stati realizzati utilizzando oggetti a grandezza naturale. Esistono solo altri due esempi di questa forma in miniatura di arte rupestre, entrambe figure umane: uno a Nielson's Creek nel Nuovo Galles del Sud, sempre in Australia, e uno nell’isola di Kisar in Indonesia. Il team di ricerca - archeologi, antropologi, rangers di Marra e del Limmen National Park - ha registrato un totale di 17 immagini di questi stampini in miniatura. 
page7image1408Foto: L.M. Brady ©Antiquity Publications Ltd, 2020
Raffigurano un un’ampia gamma di motivi tra cui 4 figure umane "simili a bambole”, una con uno scudo e un'altra con il boomerang, alcune immagini di tartarughe dal collo disteso, impronte di canguro e un granchio. Ci sono anche alcuni disegni geometrici simili a linee ondulate. Motivi comuni nell'arte indigena australiana, ma non di questa dimensione. «L’arte rupestre in miniatura è troppo piccola per essere stata realizzata utilizzando oggetti a grandezza naturale, per questo abbiamo cercato di replicare il metodi che avrebbero potuto impiegare», spiegano gli studiosi.page8image1008Foto: L.M. Brady ©Antiquity Publications Ltd, 2020

La maggior parte degli stencil di Yilbilinji hanno bordi arrotondati e curvi, il che significa che probabilmente è stato utilizzato qualcosa che potesse essere facilmente modellato e fissato alla superficie della roccia. Un altro indizio è venuto dalla ricerca antropologica nella regione. Il co-autore e antropologo John Bradley, del Monash Indigenous Center, ha lavorato con gli aborigeni nell’area di studio per oltre 40 anni. Ricorda di aver visto la cera d’api usata per una serie di scopi, anche per riparare lance e arpioni, e che persino i bambini la modellavano. 

page9image1408Foto: L.M. Brady ©Antiquity Publications Ltd, 2020

Usando questi indizi, i ricercatori hanno deciso di testare se fosse stata usata per realizzare gli stampini in miniatura. La cera d’api è stata riscaldata e ammorbidita su carboni ardenti, sulla base delle descrizioni etnografiche della vita nei campi dei Marra. Dopo averla modellata è stata poggiata su una lastra di roccia. Per creare i vari stencil è stata spolverizzata una sorta di vernice di argilla e acqua con un pennello. «I nostri esperimenti hanno confermato che la cera d’api sarebbe stato un materiale eccellente a tale scopo», afferma Amanda Kearney del Matthew Flinders.

page11image15680Foto: L.M. Brady ©Antiquity Publications Ltd, 2020

Le fasi successive della ricerca hanno riguardato l’identificazione dei motivi per la produzione delle piccole opere d’arte e il loro contesto sociale. È stato suggerito che fossero usati dagli artisti come pezzi di prova o che fossero realizzati da bambini. Tuttavia, il rifugio di roccia risulta essere molto importante nella cultura locale ed è associato a esseri ancestrali. La tradizioine dei Marra lega questa caverna a poteri soprannaturali. «Tali immagini, dunque, potrebbero essere state associate a una forma di culto, quella di uomini con lo spirito giusto che intonando potenti canti alitavano sopra i disegni, donando loro il potere di consacrare o uccidere le persone», si legge nello studio. 

page12image1008Foto: L.M. Brady ©Antiquity Publications Ltd, 2020

Un’ipotesi che potrebbe essere confermata non solo dall’uso della stessa cera d’api, che per molti indigeni australiani è ancora oggi associata al soprannaturale, ma dal fatto che almeno fino agli anni ’70 si dice che in molti avessero come un timore reverenziale nei confronti di quelle piccole immagini. Una forma di superstizione o un legame con la stregoneria e con le pratiche magiche? Certamente si tratta di una ritualità, e molto probabilmente di carattere sciamanico. A quanto pare sono stati scoperti anche altri due motivi in miniatura in un sito vicino, un echidna e una tartaruga d'acqua dolce, il che suggerisce che questa tecnica di produzione non era limitata a Yilbilinji. Ulteriori lavori potrebbero rivelarne altri nei Territori del Nord. Ciò potrebbe arricchire notevolmente la comprensione da parte degli esperti di tale rara forma di arte rupestre.

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