AUTENTICATA L’ANTICA SCRITTURA SU 800 PIETRE TROVATE A PUERTO RICO, CREDUTE FALSE PER OLTRE UN SECOLO!


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a cura della redazione

Dopo più di un secolo dal loro ritrovamento, esperti epigrafisti hanno confermato l’autenticità dei segni incisi su un’incredibile collezione di pietre, segretamente custodita sull’Isola di Porto Rico, scoprendo una lingua sconosciuta… (non perdere lo speciale in esclusiva su FENIX n.134 in edicola a dicembre)

Nonostante l’indifferenza, per oltre 100 anni, da parte della comunità archeologica nei confronti di un’incredibile collezione di antiche figurine di pietra, ritrovata a fine del XIX secolo a Guayanilla sull’isola di Porto Rico, l’analisi molecolare effettuata dalla dottoressa Iris Groman-Yaroslavsky dell’Istituto di archeologia Zinman, dell’Università di Haifa, in Israele, ha recentemente rivelato che questi reperti non sono falsi: «Sembra che siano stati fabbricati da una civiltà sconosciuta alla storia», spiega la ricercatrice. Al contrario i risultati hanno verificato ciò che molti studiosi avevano teorizzato. Si tratta di singolari roccie sagomate, ritrovate da padre José María Nazario Cancel a fine '800, cui era stato confidato segretamente il luogo dove erano custodite. Alcune sono simili a figurine antropomorfe e, oltre a particolari segni geometrici difficili da vedere ad occhio nudo, presentano una forma di scrittura che le collegherebbe al Vecchio Mondo (19 di queste pietre sono oggi custodite nel Museo di Archeologia, Storia ed Epigrafia di Guayanilla, ma oggi ce ne sono circa 250, su 800 originariamente trovate). La notizia della loro esistenza è divenuta di dominio pubblico grazie all’archeologo Reniel Rodríguez Ramos che ha deciso di studiare le pietre nel 2012, incuriosito dal disinteresse mostrato da suoi colleghi. «Come archeologi abbiamo il dovere di valutare tutti i tipi di prove materiali che ci vengono presentate, non è possibile scartarle a priori. E forse è questo che mi ha motivato, ma quando le ho viste ho capito immediatamente che non potevano essere un falso. Per affermarlo avrei comunque dovuto prima studiarle. Ed è ciò che ho fatto», spiega il professore dell’Università di Puerto Rico (UPR) dopo sette anni di IN EDICOLA A DICEMBREriceraca. I test con la spettrometria e al carbonio-14 sulla vernice rossa presente sulle pietre, hanno permesso di datarle a circa un millenio a.C., «il che le rende manufatti di origine precolombiana e la scrittura presente su di esse è dunque antecedente a quella Maya e Inca», spiega l’archeologo, denunciando l’incomprensibile disinteresse mostrato dalla comunità archeologica. Quale popolo ha inciso queste pietre? Che funzione avevano? Cosa narrano le  loro incisioni e in quale “lingua”? Sul numero di FENIX in edicola a dicembre (n.134), Adriano Forgione, in un corposo articolo esclusivo, ricostruisce la misteriosa storia del loro ritrovamento, svelandoci tutti i risvolti storici e le indagini effettuate fino ad oggi su questa forma di protoscrittura indigena che collega l’Isola di Porto Rico al Vecchio Mondo...quando ufficialmente non vi erano contatti!!!


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