BASTONE SCIAMANICO NEOLITICO SCOPERTO IN FINLANDIA


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Probabilmente utilizzato migliaia di anni fa per rituali mistici legati all’acqua lacustre e alle profondità della Terra, un raro manufatto di legno è la prima testimonianza diretta in nord Europa di un antichissimo culto del serpente. L’oggetto somiglia ad altri esseri striscianti raffigurati nell’arte portatile e rupestre coeva nella zona… 


a cura della redazione, 1 Luglio

Statuette di legno, corno, osso, ambra, argilla o pietra sono state scoperte in diversi contesti preistorici della Fennoscandia, un’ampia regione bagnata dai mari di Barents, di Norvegia e del Nord che comprende la penisola scandinava, quella di Kola e il bassopiano finno-careliano. Il recente ritrovamento di una rara effigie in legno a forma di serpente, però, apre una nuova finestra sul mondo spirituale dei popoli del nord 4.400 anni fa. La scoperta è avvenuta a Järvensuo, un sito neolitico ubicato in una zona umida, vicino a un lago nel sud-ovest della Finlandia. Per gli archeologi Satu Koivisto, dell’Università di Turku, e Antti Lahelma, dell’Università di Helsinki, «il serpente, lungo 53 centimetri e spesso circa 2,5 centimetri, è stato scolpito da un unico pezzo di legno: è molto realistico e ricorda una vipera nell’atto di strisciare o nuotare via». Il loro studio è stato pubblicato il 29 giugno scorso sulla rivista Antiquity.

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«I serpenti sono carichi di significati simbolici sia nella cosmologia finno-ugrica sia in quella sami, e si credeva che gli sciamani fossero in grado di trasformarsi in serpenti», spiegano i ricercatori. «Anche la tradizione di questi popoli - aggiungono - ubicava la “Terra dei Morti” sotto l’acqua, il che si riallaccia alla scelta dell’ambientazione delle zone umide cui è legato il bastone». L’alto numero di manufatti legati alla pesca rinvenuti sempre a Järvensuo, suggerisce si tratti di un elemento rituale legato a un popolo che viveva sulla sponda del lago. Nelle fatezze, però, l’oggetto di Järvensuo somiglierebbe «a una piccola figurina di argilla neolitica proveniente da Hietaniemi, circa cento chilometri a nord-ovest dall’insediamento lacustre, che ritrae un piccolo serpente rannicchiato con la testa alzata», e che si pensava essere una semplice riproduzione a carattere ornamentale.

 Foto ©Satu Koivisto, per gentile concessione di Antiquity Publications Ltd - a) La statuetta del serpente in situ; b) il manufatto scavato fotografato dall'alto

Nel Baltico orientale, i serpenti degli Urali e della Russia europea sono raramente ritratti nell’arte portatile del Mesolitico, del Neolitico e della prima età del bronzo. Altri animali, come uccelli acquatici, alci e occasionalmente umani, sono più tipici come motivi. Figurine di legno simili a serpenti sono state trovate a Gorbunovo, Zamostje, Sārnate e Šventoji. I serpenti sono raffigurati raramente anche nell’arte rupestre del Nord Europa. Una dozzina di figure simili a serpenti sono conosciute tra le incisioni rupestri neolitiche del Lago Onega e del Mar Bianco, Carelia. Anche alcune incisioni rupestri nella penisola di Kola presentano alcuni possibili serpenti, uno dei quali sembra avere una bocca aperta come il bastone di Järvensuo. Inoltre, le pitture parietali di ocra rossa sia della Svezia sia della Finlandia, datate tra il 5200-1500 a.C., presentano alcune immagini di animali striscianti. 

Raffigurazioni di serpenti nell'arte rupestre neolitica nordeuropea delle seguenti località: a) Lago Onega; b) Penisola di Kola; c–e) Finlandia; f) Mar Bianco. Foto ©A. Lahelma per gentile concessione di Antiquity Publications Ltd

È interessante notare che in alcuni di questi siti è presente una figura umana che sembra tenere un serpente in mano. Grazie al ritrovamento di Järvensuo è ora possibile ipotizzare che si tratti di uno strumento rituale, forse proprio un bastone di legno scolpito o forse una statuetta. Secondo gli studiosi, infatti, le raffigurazioni presenti nell’area, così come i rari oggetti ad oggi rinvenuti, sarebbero rappresentazioni di antiche scene di culto. Una scoperta che per Vesa-Pekka Herva, capo del dipartimento di Archeologia dell’Università di Oulu in Finlandia, mostrerebbe quanto le persone nel Neolitico avessero in considerazione il mondo sotterraneo quale punto di accesso a un’altra dinensione. Le ricerche sul sito e l’analisi del manufatto sono ancora in corso. Gli studiosi stanno cercando di determinare di che tipo di legno è fatto per certificarne l’originalità e la provenienza.


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