CORONAVIRUS: ESERCITAZIONE SULLA PANDEMIA A OTTOBRE A NEW YORK


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Poco prima della diffusione della Covid-19, la Bill and Melinda Gates Foundation con il Word Economic Forum e il John Hopkins Center for Heath Security hanno organizzato un’esercitazione per stabilire le strategie internazionali da attuare simulando gli effetti di una pandemia globale…

ACQUISTA ORALo scorso autunno la Bill and Melinda Gates Foundation, in collaborazione con il Word Economic Forum e il John Hopkins Center for Heath Securityha organizzato la simulazione di un’epidema pandemica dovuta a un nuovo coronavirus zoonotico: EVENT 201. Una coincidenza? L’esercitazione è durata tre ore e mezza ed è andata in scena a New York il 18 ottobre scorso, in “tempi non sospetti”, anche se pochi giorni prima che l’infezione Covid-19 iniziasse a diffondersi in Cina (i primi sette casi nell’ospedale di Wuhan furono denunciati a dicembre). Le premesse? Da quanto si legge sul sito dell’evento «negli ultimi anni, il mondo ha visto un numero crescente di eventi epidemici, pari a circa 200 eventi all’anno (2019 Global Risk Report). Questi eventi sono in aumento e sono dannosi per la salute, le economie e la società. La gestione di questi eventi mette già a dura prova la capacità globale, anche in assenza di una minaccia pandemica. Gli esperti concordano sul fatto che è solo questione di tempo prima che una di queste epidemie diventi globale, una pandemia con conseguenze potenzialmente catastrofiche. Una grave pandemia, come quella proposta, rischiederebbe una cooperazione affidabile tra diversi settori, governi nazionali e istituzioni internazionali chiave».

L’agente patogeno e la malattia simulati erano modellati su un virus simile alla SARS, come quello della pandemia che stiamo vivendo, rapidamente trasmissibile nel contesto comunitario da persone con lieve sintomatologia. Protagonisti, in prima linea per discutere dell’ipotesi durante la simulazione, quindici leader globali di aziende, istituzioni governative e sanità pubblica, con lo scopo di evidenziare le lacune politiche ed economiche del mondo reale in simili situazioni di emergenza.

D’altronde secondo gli organizzatori «recenti studi mostrano che le pandemie saranno la causa di una perdita economica media annua dello 0,7% del PIL globale, ovvero 570 miliardi di dollari». Le risposte degli attori coinvolti allo scenario hanno chiarito la necessità di una cooperazione tra industria, governi nazionali, istituzioni internazionali chiave e società civile, per evitare le conseguenze catastrofiche che potrebbero derivare da una pandemia su larga scala. Simile ai 3 precedenti esercizi del Centro (Clade X, Dark Winter e Atlantic Storm) l'EVENT 201 mirava a educare i leader senior internazionali al più alto livello sia governativo sia industriale. L’esercitazione è avvenuta sulla trasmissioni di notizie preregistrate, briefing in diretta sul personale e discussioni moderate su argomenti specifici, attentamente progettati in una narrazione avvincente.

La simulazione

La malattia inizia a svilupparsi in alcuni allevamenti di suini in Brasile, all’inizio in modo tranquillo e lento, per poi diffondersi più rapidamente. Quando inizia il contagio da persona a persona nei quartieri a basso reddito e densamente popolati di alcune delle megalopoli del Sud America, l’epidemia esplode. Viene esportata prima in aereo verso il Portogallo, gli Stati Uniti e la Cina e poi in molti altri paesi. Anche se all’inizio alcuni paesi sono in grado di controllarla, continua a diffondersi e ad essere ritrasmessa, e alla fine nessun paese riesce a mantenere il controllo. Non c’è alcuna possibilità che il vaccino sia disponibile prima di un anno. Esiste un farmaco antivirale fittizio che può aiutare i malati, ma non limita in modo significativo la diffusione della malattia.

Poiché l’intera popolazione umana è suscettibile, durante i primi mesi della pandemia, il numero cumulativo di casi aumenta in modo esponenziale, raddoppiando ogni settimana. E man mano che i casi e i decessi si accumulano, le conseguenze economiche e sociali diventano sempre più gravi. Lo scenario ipotizzato per EVENT 201 si conclude a 18 mesi, con 65 milioni di morti. La pandemia comincia a rallentare a causa della diminuzione del numero di persone suscettibili: la pandemia continuerà a propagarsi fino a quando non ci sarà un vaccino efficace o fino a quando l’80-90 % della popolazione mondiale non sarà stata esposta. Da quel momento in poi, è probabile che si tramuti in una malattia infantile endemica.

Virus da laboratorio?

Secondo un recente studio, pubblicato su Nature Medicine, sarebbe improbabile che i SARS-CoV-2 sia il risultato di una manipolazione genetica da laboratorio. Gli esperti hanno in particolare confrontato una proteina chiave nel processo infettivo, dotata di un uncino molecolare con cui il virus si lega alle cellule umane. Il suo legame con il recettore “ACE2” (importante nella regolazione della pressione del nostro sangue) è perfetto, sembra «incastrarsi come una chiave con la sua serratura o due pezzi di un puzzle - spiegano gli scienziati - il che non può essere altro che il risultato della selezione naturale e non il prodotto dell'ingegneria genetica».

Tuttavia, i dati genetici mostrano anche inconfutabilmente che SARS-CoV-2 non deriva da nessuna spina dorsale di virus precedentemente individuata. I ricercatori hanno ipotizzato che possa essere il frutto di una selezione naturale in un ospite animale o nell'uomo a seguito di trasferimento zoonotico. Un'ipotesi che deve comunque essere confermata. «Solo ulteriori dati scientifici - concludono gli scienziati - potrebbero far oscillare l'equilibrio delle prove per favorire un'ipotesi rispetto a un'altra. Ottenere sequenze virali correlate da fonti animali sarebbe il modo più definitivo per rivelare le origini virali». Che si tratti di una manipolazione dell’uomo in provetta o di una evoluzione naturale, di fatto l'85% del virus che provoca l’infezione Covid-19 attualmente in corso è molto simile alla SARS. 

Fonti ufficiali cinesi hanno anche voluto rassicurare sul fatto che non proviene da laboratori militari. Se così fosse, sarebbero del tutto incongruenti e fuori luogo le recenti accuse da parte del portavoce del ministero degli Esteri cinese, Zhao Lijian, che nei giorni scorsi ha scritto sul suo account Twitter che il virus potrebbe essere stato portato a Wuhan dai militari statunitensi: «Quando ha avuto inizio il paziente zero negli Stati Uniti? Quante persone sono infette? Come si chiamano gli ospedali? Potrebbe essere l'esercito americano che ha portato l'epidemia a Wuhan. Sii trasparente! Rendi pubblici i tuoi dati! Gli Stati Uniti ci devono una spiegazione!».

Insolite profezie

Al netto della possibile trasmissione da animali selvatici e in mancanza di conferme scientifiche inconfutabili, qualcuno ritiene che bisognerebbe cercare ancora più a fondo. A far da cornice a queste teorie cospirazioniste le profezie della medium Sylvia Browne, deceduta nel 2013, e un libro scritto nel 1981 da Dean Koontz Novel dal titolo “The Eyes of Darkness”, nel quale si parla di un’epidemia scoppiata nella città di Wuhan in Cina. Un’altra strana coincidenza, anche se per dovere di cronaca è giusto ricordare che la prima edizione del libro non parlava di Wuhan, ma di Gorki e dell’Unione Sovietica. La seconda edizione del 1996 fu aggiornata dopo la dissoluzione dell’Unione delle Repubbliche Socialiste Sovietiche (URSS).

Speculazioni a parte, sul tema della pandemia resta inquietante la profezia di Bill Gatesfondatore di Microsoft (proprio alcuni giorni fa ha lasciato i vertici dell’azienda), che nel 2015 prendendo spunto dall'esperienza dell'Ebola spiegò in un video che a uccidere nei prossimi anni dieci milioni di persone non sarà una guerra ma un virus, un’epidemia. 

Misure da mettere in campo

Il Johns Hopkins Center for Health Security, il World Economic Forum e la Bill & Melinda Gates Foundation propongono congiuntamente quanto segue:

  • Governi, organizzazioni internazionali e aziende dovrebbero pianificare ora come verranno utilizzate le capacità aziendali essenziali durante una pandemia su larga scala.
  • L'industria, i governi nazionali e le organizzazioni internazionali dovrebbero collaborare per migliorare le scorte di contromisure mediche (MCM) detenute a livello internazionale per consentire una distribuzione rapida ed equa durante una grave pandemia.
  • Paesi, organizzazioni internazionali e società di trasporto globali dovrebbero collaborare per mantenere i viaggi e il commercio durante gravi pandemie.
  • I governi dovrebbero fornire più risorse e supporto per lo sviluppo e l'aumento della produzione di vaccini, terapie e diagnostica che saranno necessarie durante una grave pandemia.
  • Le imprese globali dovrebbero riconoscere l'onere economico delle pandemie e lottare per una maggiore preparazione.
  • Le organizzazioni internazionali dovrebbero dare la priorità alla riduzione degli impatti economici di epidemie e pandemie.
  • I governi e il settore privato dovrebbero assegnare una priorità maggiore allo sviluppo di metodi per combattere la mis- e disinformazione prima della prossima risposta alla pandemia.

Una descrizione completa di ciascuna raccomandazione e dell’invito all’azione è disponibile sul sito Web dell’EVENT 201, insieme ai video dell’esercitazione pandemica.

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