DATATA LA GRANDE PIRAMIDE DI GIZA


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a cura di Adriano Forgione (direttore della rivista FENIX), 17 Dicembre 2020

Foto ©Università di Aberdeen

Una casuale scoperta presso l'Università di Aberdeen potrebbe gettare nuova luce sull’età della Grande Piramide della Piana di Giza, in Egitto,, grazie alla datazione di un prezioso frammento di legno scomparso un secolo fa...

Il personale dell’Università ha “ri-scoperto” un manufatto creduto perduto, uno dei soli tre oggetti mai recuperati all'interno della Grande Piramide di Giza. Tutto parte nel 1872 quando l'ingegnere Waynman Dixon scoprì un tris di oggetti all'interno del Canale Nord della Camera della Regina della Grande Piramide, sino ad allora chiuso con delllo stucco ed invisibile a chicchessia. Questi reperti sono chiamati oggi “Reperti Dixon”. Due di essi, una sfera di pietra e un doppio rampone di metallo sono conservati al British Museum, ma il terzo, un frammento di legno di cedro scomparve nel nulla oltre 70 anni fa. 

I tre reperti facevano parte di un unico strumento, il cui bastone in legno, cui i frammenti appartengono, era graduato e pertanto doveva essere uno strumento sacerdotale di misura molto più grande. La restante parte dovrebbe ancora trovarsi all’interno del cunicolo nord, come mostrato dai filmati dell'esplorazione del canale nord del 1993 da parte del robottino Upuaut I, progettato dall’ingegnere tedesco Rudolph Gantenbrink. 

Il frammento di cedro ha generato molte speculazioni in questi ultimi 30 anni in quanto possedeva un grande potenziale per la datazione al radiocarbonio che potrebbe anche indicare l’età in cui fu costruita la piramide, essendo stato sigillato all’interno del canale stellare in tempi antichi. Nel 2001 fu trovato un documento che indicava che il frammento di legno sarebbe stato donato alle collezioni museali dell'Università di Aberdeen a seguito di un legame tra Wayne Dixon, lo scopritore, e James Grant, nato a Methlick nel 1840. Grant studiò medicina all'Università e verso la metà degli anni 1860 andò in Egitto dove fece amicizia con Dixon assistendolo nell'esplorazione della Grande Piramide, la stessa nella quale furono scoperte le reliquie. Dopo la morte di Grant nel 1895, le sue collezioni furono lasciate in eredità all'Università, mentre il pezzo di cedro da cinque pollici fu donato all’Istituzione da sua figlia solo nel 1946. Tuttavia, non fu mai classificato e, nonostante una vasta ricerca tra gli archivi dell’Università, non fu possibile localizzarlo, venendo riconosciuto solo l’anno scorso, nel 2019, da Abeer Eladany, che stava conducendo una revisione degli oggetti conservati nella collezione asiatica dell'Università. 

Era semplicemente stato posto nella raccolta sbagliata e pertanto non risultante tra i reperti egizi. L’Istituzione inglese aveva in programma le analisi al C-14 che, in tal modo avrebbero offerto una chiara idea della età della Grande Piramide di Giza, ma le restrizioni del COVID hanno ritardato la datazione. Oggi i risultati sono stati presentati e mostrano che il legno può essere datato a un periodo che va dal 3341 al 3094 a.C., circa 500 anni prima dei documenti storici che datano la Grande Piramide al regno del faraone Cheope nel 2580-2560 a.C.. Finalmente abbiamo una datazione associabile alla Grande Piramide di Giza grazie a quello che potrebbe essere l’unico reperto in grado di diramare le nebbie sulla sua età, e questa sembra allinearsi e rispettare più o meno il periodo in cui gli egittologi la fanno risalire (il 2450 a.C. circa), perché il legno di cedro, come qualsiasi albero ha bisogno di molto tempo per divenire adatto al taglio e quindo allo sfruttamento. 

Sembrerebbe quindi che chi costruì la piramide nella IV Dinastia utilizzò uno strumento realizzato con legno di cedro di alcuni secoli prima. Ma le cose stanno davvero così? Siamo davvero certi che questo strumento sia stato lasciato dai costruttori dinastici del monumento oppure è stato lasciato lì e occultato insieme ai cunicoli in epoca dinastica, all’interno di monumenti che però potrebbero essere più antichi? Domande che potrebbero trovare nuove risposte nelle recenti scoperti dei nuovi ambienti nella Grande Piramide da parte dello SCAN PYRAMID PROJECT, che, ancora non aperti, potrebbero conservare elementi in grado di darci ulteriori risposte sull’età del monumento e chi lo costruì. Questa datazione del reperto trovato nella Grande Piramide ci offre certamente una pietra di paragone temporale importante, sebbene non definitiva, ma anche dei nuovi indizi su cui ragionare e speculare. È quello che stiamo facendo. Ne parleremo su FENIX n.147, il numero di Gennaio 2021.

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