DEMONE CORNUTO SU UN’ANTICA TAVOLETTA ASSIRA


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Live Science, 2 Gennaio

Una figura demoniaca con corna sinuose, lingua biforcuta, coda e occhi da rettile è stata scoperta sul retro di una tavoletta di argilla di 2.700 anni fa, conservata nella biblioteca di una famiglia di esorcisti…

Un assiriologo dell’Università di Copenaghen, Troels Pank Arbøll, ha scoperto una rara illustrazione mentre studiava, cinque anni fa, il testo cuneiforme presente su un’antica tavoletta eACQUISTA ORAsposta oggi al Museo Vorderasiatisches di Berlino. I ricercatori conoscevano l’esistenza del manufatto da decenni, ma Arbøll è stato il primo a notare il contorno danneggiato della creatura disegnato sull’argilla. La scritta sulla tavoletta suggerisce che l’artista che l’ha incisa considerava il demone come la causa di convulsioni e altri movimenti involontari allora chiamati “bennu”, sintomi ascrivibili in medicina all’epilessia, anche se ancora «oggi etichettiamo molte afflizioni come effetti derivanti da disturbi psicologici e neurologici», afferma Arbøll, nello uno studio pubblicato sul Le Journal des Médecines Cunéiformes.

«Nell’antica Mesopotamia si riteneva che i sintomi legati a comportamenti anomali e movimenti involontari fossero stati inflitti a una persona da forze di altre dimensioni, come dèi o demoni», prosegue. L’intaglio è piccolo, misura appena 6,4 centimetri e 2,6 centimetri di larghezza, ma è «chiaramente antropomorfo» e rivela dettagli interessanti. «La testa ha orecchie e corna molto sinuose, una lingua biforcuta, simile a quella dei serpenti, e l’occhio visibile sembra quello di un rettile», sottolinea lo studioso. Ci chiediamo se le linee ondeggianti che si intravedono sulla sommità potrebbero essere interpretate anche come una sorta di stilizzazione di una forma di energia. «Il collo è lungo, e in generale l’essere sembra coperto di squame o peluria». Sebbene la maggior parte del torso del demone sia stata cancellata nel corso dei secoli, le sue mani e i suoi piedi simili ad artigli rimangono parzialmente visibili. La mano sinistra appare come una zampa uncinata, e la mano destra è grumosa con un pollice appuntito. «La creatura ha una lunga coda affiancata alla gamba sinistra, che sembra avere muscoli riconoscibili», aggiunge il ricercatore.

L’iscrizione della tavoletta, in scrittura cuneiforme, descrive le cure per le afflizioni “bennu” (contrazioni, convulsioni e movimenti involontari del corpo) che, secondo gli assiri, il demone causava insieme alla follia in nome di Sîn, il dio della Luna mesopotamica. «Magia e Medicina erano intrecciate nell’antica Assiria - ricorda lo studioso dell’Università di Copenaghen - si credeva che le malattie fossero causate da entità a volte provocate dalla stregoneria. Per curare queste afflizioni, i guaritori si rivolgevano a droghe, rituali o incantesimi». È interessante notare, come spiega Arbøll, che il disegno appena descritto differisce dalle immagini spirituali che si trovano tipicamente su altre tavolette cuneiformi: «A differenza di disegni comparabili, che generalmente rappresentano una figurina realizzata durante un rituale per rimuovere la malattia, la tavoletta raffigura un vero demone». Per il ricercatore, il lavoro presenta l’essere mistico «così come il guaritore che ha scritto il testo deve averlo immaginato». La prescrizione standard contro questa sorta di disturbi, secondo Arbøll, era quella di indossare un amuleto di cuoio e respirare il fumo di alcune sostanze bruciate su carboni ardenti. Lo stesso ricercatore, nel 2018, aveva completato un’analisi separata di compresse cuneiformi che catalogavano la formazione medica di un uomo di nome Kisir-Ashur. Questa microstoria ha offerto nuove intuizioni sulle antiche pratiche mediche assire, incluso il modo in cui i medici erano «addestrati nell’arte di diagnosticare e curare le malattie e le loro cause», ha detto l’assiriologo. Come le tavolette studiate per questa precedente indagine, il manoscritto del demone apparteneva alla biblioteca privata di Frammento di talismano usato per esorcizzare le malattie di epoca assiraKisir-Ashur. Lui e la sua famiglia vivevano nella città di Assur, situata nell’attuale Iraq settentrionale, intorno al 650 a.C., sebbene si pensi che il testo del “Bennu” in questione sia stato probabilmente copiato da un documento molto più antico. Kisir-Ashur e altri come lui sono spesso descritti come esorcisti, eppure Arbøll è convinto che questo titolo sia un errore di traduzione, dato che gli stessi individui erano legati anche a questioni non spirituali. «Non lavoravano semplicemente con rituali religiosi, ma anche con trattamenti medici a base vegetale- sottolinea il ricercatore - ed è possibile che abbia studiato gli effetti del veleno di scorpioni e serpenti sul corpo umano e che forse abbia cercato di trarre conclusioni sulla base delle sue osservazioni».

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