DUE SACERDOTI DI KHEFREN SEPOLTI A GIZA


Daily Mail, 4 Maggio

FOTO: EPA

approfondimenti su Fenix

È dello scorso sabato l’annuncio ufficiale del ritrovamento di due tombe di 4.600 anni fa, vicino alle piramidi di Giza. Una scoperta d’inestimabile valore archeologico, avvenuta a distanza di trent’anni all’interno di una necropoli accidentalmente identificata nel 1990. Le sepolture, rinvenute dalla missione archeologica egiziana guidata da Mostafa Waziri, segretario generale del Consiglio Supremo delle Antichità egiziano, appartengono a due sacerdoti del re Khafre (Khefren, presunto figlio di Cheope). All’interno della necropoli sono stati rinvenuti altri sarcofaghi, statue, tra cui una raffigurante una donna e il suo bambino, molti manufatti e maschere funerarie in legno e argilla decorate a colori, perfettamente conservati. "Gli archeologi sostengono che il cimitero sia stato riutilizzato nel tempo, come accaduto spesso in Egitto. I ricercatori, infatti, hanno trovato anche casse antropoidi che risalirebbero al periodo tardo, tra il 664 e il 332 a.C.”, ha spiegato  il ministro delle Antichità Egiziane, Khaled El-Enany.

Le due tombe annunciate sabato sono più antiche, però: risalgono alla V dinastia e contengono i resti di due individui, uno chiamato Behnui-Kae un altro Nwi. I loro sarcofagi sono stati trovati intatti e i loro resti sono probabilmente all’interno. L’analisi dei reperti della tomba e delle iscrizioni geroglifiche ha rivelato che i due uomini vissero nel periodo della costruzione delle Piramidi di Giza, temporalmente associata alla IV Dinastia, tra il 2575 e il 2472 a.C.. Una datazione riconosciuta accademicamente, che però non tiene conto dei recenti studi geologici attorno alla Sfinge, tra i quali spicca quello di Robert Schoch, Phd presso l’Università di Boston, negli Stati Uniti (cura una rubrica fissa sulla rivista mensile Fenix) che come altri studiosi alternativi retrodata le piramidi a un epoca pre-diluviana (“Origins of the Sphinx: Celestial Guardian of Pre-Pharaonic Civilization”, 2017). Teorie etichettate come “Archeologia Sperimentale”, che vengono smentite dagli egittologi per avallare i propri assunti, come per la teoria della costruzione avvenuta in concomitanza delle piene del Nilo legate alla stella Sirio, ipotizzata sulla scorta degli studi sperimentali effettuati da Robert Bauval e Adrian Gilbert sull’allineamento delle principali piramidi della Piana con la cintura della costellazione di Orione (“The Orion Mystery”, 1984).

Un'ipotesi, quest’ultima, secondo la quale la realizzazione dei tre enormi monumenti sepolcrali rientrerebbe in un grande e articolato progetto astronomico, fatto realizzare nel corso del tempo. Nel libro in questione i due autori, studiano in particolare la Piramide di Cheope, formulando l'ipotesi che gli antichi Egizi conoscessero bene il fenomeno astronomico chiamato “Precessione degli Equinozi”. Secondo Andrew Collins, nostro collaboratore, e ricercatore attualmente attivo negli suoi studi su Göbekli Tepe, in “The Cygnus Key - The Denisovan Legacy, Göbekli Tepe, and the Birth of Egypt” le tre Piramidi di Giza corrisponderebbero, invece, a un altro gruppo di stelle nella costellazione del Cigno, le cosiddette ali del Cigno (le stelle ε, γ e δ Cygni). Resta il fatto che popoli lontani e diversi edificavano guardando le stesse costellazioni.

Tornando alle nostre “tombe”, secondo le iscrizioni presenti nel luogo, Behnui-Kaera era un sacerdote e un “giudice", che possedeva ben sette titoli, tra cui “Sacerdote della Dea Maat” e “Purificatore dei Re: Khafre, Userkaf e Niuserre”. Khafre è il faraone cui è associata la Seconda Piramide di Giza, mentre Userkaf e Niuserre sono faraoni che governarono l’Egitto durante la V dinastia. A Nwi vengono, invece, affiancati cinque titoli, tra cui “Capo del Grande Stato”, “Sovrintendente dei Nuovi Insediamenti” e “Purificatore del Re Khafre”. L’analisi delle iscrizioni e dei titoli è ancora in corso. Nella tomba sono stati trovati numerosi manufatti di matrice sacerdotale. L’artefatto più significativo è una statua in pietra calcarea, che potrebbe raffigurare Behnui-Kao Nwi, corredato da diverse incisioni su pietra e maschere di legno.

Il mausoleo appena scoperto si trova accanto a una serie di sepolture più modeste, probabilmente di uso più recente, delle quali non è possibile stabilire l’identità. “Di certo non erano schiavi, ma egiziani. Gli schiavi non avrebbero potuto essere seppelliti vicino ai re”, spiega Zahi Hawass, ex ministro delle Antichità Egizie e segretario generale del Consiglio Supremo delle Antichità (SCA) egiziane, riferendosi all’ipotesi che le piramidi di Giza siano luoghi di sepoltura faraonica. "Un’ulteriore testimonianza che in Egitto schiavi non ce ne erano - ha ribadito, ricordando che le tombe recentemente scoperte - non hanno nulla a che vedere con i costruttori delle piramidi”, come invece è stato titolato dall’ANSA. Il cimitero ospita pozzi funebri e tombe di alti funzionari.

Per Hawass, comunque, non è possibile stabilire con certezza il periodo in cui sia avvenuta la costruzione della piramide. “Limitarla a una specifica stagione è sbagliato - ha ribadito - essendo questa teoria basata su informazioni inesatte che stabiliscono che il processo di costruzione sia stato eseguito soltanto durante i tre mesi dell’alluvione del Nilo”. “La necropoli è composta da due diversi livelli che sono collegati da una rampa. Contiene tombe con diverse forme e stili, alcune con la forma di una piramide, altre con una forma a volta; alcune presentano addirittura false porte”, ha spiegato il ministro della Cultura egiziano, Farouk Hosni.

La struttura della tomba principale è rettangolare con l’esterno realizzato in mattoni di fango coperti da intonaco. Contiene parecchi sepolcri rivestiti di lastre di calcare bianco, e anche delle nicchie davanti a ogni sacello. Adel Okasha, soprintendente dello scavo, ha dichiarato che "la parte superiore della tomba presenta una forma a volta, che simboleggia l’eterna collina su cui si ritiene abbia avuto inizio la creazione umana, secondo la tradizione religiosa di Menfi. La sua forma, simile a quella delle tombe che si trovano accanto alle piramidi di Snefru a Dahshur - ha sottolineato - evidenzia, però, che la struttura risale a un periodo antecedente alla IV Dinastia”. Affermazione che fa pensare a una necropoli funeraria esistente prima della “presunta" data di costruzione delle piramidi, legata al culto eliopolitano. Sul lato meridionale è stata trovata un'altra grande tomba. Si tratta di una struttura a forma rettangolare, costruita con mattoni di fango e con numerosi sepolcri, ognuno contenente uno scheletro rannicchiato e deposto assieme a recipienti di argilla.