EGITTO: PICCOLA SFINGE SCOPERTA NELLA NECROPOLI DI KHUMUN


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Ministry of Antiquities, 14 Dicembre

Una minuta statua calcarea, a forma di sfinge, corredata da una collezione di amuleti è stata rinvenuta a Tuna El-Gebel, prezioso sito archeologico dell’Alto Egitto, luogo di sepoltura degli animali sacri e del ritrovamento du una delle steli di confine di Akhenaton. Sempre qui fu rinvenuto un’antico profumo sacerdotale….

Una piccola sfinge è stata scoperta nell’area archeologica di Tuna El-Gebel nel governatorato di Al Minya, nell’Alto Egitto, a 270 chilometri dal Cairo. La statua leonina è fatta di calcare ed è stata scoperta dalla Missione Archeologica Egiziana guidata da Sayed Abdel-Malek. Il direttore generale delle Antichità del Medio Egitto, Gamal El-Samastawy, ha dichiarato che misura circa 35 cm di altezza e 55 cm di larghezza. La missione ha anche trovato una collezione di antichi amuleti, vasi di terracotta di varie forme e dimensioni e una bottiglia di alabastro. L’area del Tuna El-Gebel, rappresenta uno dei siti archeologici più ricchi di antichi tesori egizi, che non sono ancora stati rivelati. Gli scavi in questa zona proseguono da oltre 100 anni, dopo la prima missione dell’Institut Francais d’Archeologie Orientale, che ebbe luogo nel 1902. È interessante notare che l’area, nel governatorato di Minya, oltre a monumenti di epoca greca-romana e del tardo Medioevo, è il luogo del ritrovamento di una frammento di una delle steli di confine di Akhenaton. Il frammento, sempre in calcare, reca il nome dell’antica capitale, Akhetaton (“L’Orizzonte di Aton”) ed è stato datato tra il 1351 e il 1333 a.C.. Questi segnacoli servirono al faraone “eretico” per delimitare e rendere sacra l’area. Il sito, a ridosso della moderna città di Mallawi, un tempo era la necropoli di Khmun. Lo scorso febbraio nella stessa zona sono stati scoperti due cimiteri che ospitavano 40 mummie. La regione comprende anche il cimitero degli animali sacri (mummie di scimmie, ibis e babbuini) e un’enorme collezione di catacombe e sottopassi che si estende per oltre 10 chilometri. Tuna el-Gebel ospita, inoltre, la tomba e la cappella della martire Isadora, che risale al periodo greco-romano, la tomba del sacerdote Petosiris, e la villa del decano della letteratura araba Taha Hussein. Gli archeologi egiziani stanno attualmente conducendo studi e test per svelare i segreti di alcuni dei rari manufatti recentemente trovati nella regione, tra cui una bottiglia di profumo e un misterioso papiro. I risultati delle analisi, come ha annunaictao a settembre da Ahmed Badran, professore di Archeologia dell’Università del Cairo e capo di una missione archeologica congiunta egiziano-tedesca, saranno annunciati alla fine dell’anno. Il profumo è stato rinvenuto in una bottoglia di vetro nel 2017, in un perfetto stato di conservazione: «Aveva un odore pungente ma gradevole e alcuni residui fossilizzati sul fondo, che stiamo analizzando. Nonostante siano passati centinaia di anni, la fragranza è incredibilmente rimasta in buone condizioni», ha spiegato Badran. La sostanza è stata inviata al National Research Center per essere analizzata. I primi risultati del rapporto scientifico hanno mostrato che l’olio di cui è composta proveniva dal fiore di loto: «Si tratta di un unguento utilizzato per riti sacri e comunemente legato all’apertura del “terzo occhio”», ha sottolineato il ricercatore. Badran ha confermato che l’età della  fragranza è di circa 1400 anni: un profumo distintivo di prima classe, creato appositamente per la nobiltà e spesso usato dai sommi sacerdoti di Thoth. Per questo è stato chiamato “Il profumo del Prete”. Badran ha sottolineato che, all’interno delle catacombe sotterrane, sono stati scoperti anche due papiri, che purtroppo versavano in pessime condizioni. Il primo papiro è molto grande e riporta la prima parte del “Libro dei Morti”. Attualmente entrambi i papiri sono in fase di restauro presso il Conservation Laboratory del Museo Egizio. Il testo del primo papiro è scritto in calligrafia egizia, antica e demotica, ampiamente utilizzata nella tarda epoca greca e romana.

Il secondo papiro è stato scoperto all’interno di una pentola, si ritiene che possa includere una raccolta di resoconti e materiali utilizzati nel lavoro amministrativo quotidiano del tempio, come oli e incenso. Tuttavia, a causa delle sue pessime condizioni, gli archeologi non hanno potuto estrarlo dal vaso né leggerlo. El-Samastawy ha confermato che sono in fase di avvio ulteriori scavi archeologici nell’area per scoprire i segreti dietro questa piccola statua, in una zona, che contiene indubbiamente ancora molti antichi tesori egizi, che non sono ancora stati rivelati.

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