EGITTO: SARCOFAGI SACERDOTALI NELLA NECROPOLI A OVEST DEL TEMPIO DI HATSHEPSUT


a cura di Mikaela Zanzi - foto in esclusiva per FENIX

Luxor, 19 Ottobre - Un team di ricercatori egiziani, impegnati negli scavi della necropoli di el-Asasif, sulla riva occidentale del Nilo, nella Valle dei Nobili, ha rinvenuto nei giorni scorsi 30 sarcofagi lignei policromi, decorati nei toni del rosso, del verde, del bianco e del nero. Il sito faceva parte della città di Tebe, le cui rovine si trovano nell’odierna Luxor. Il ritrovamento sarebbe avvenuto in due momenti distinti, poco più di un metro sotto la sabbia della città cimitero. «Prima ne sono stati rinvenuti 18, successivamente altri 12. Dalle loro dimensioni, dai disegni e dagli ornamenti presenti, oltre che dai lineamenti dei volti riprodotti, è evidente che 23 di essi ospitano degli uomini, 5 delle donne e 3 dei bambini», ha spiegato l’archeologa Hanan Hassan.

Il luogo del ritrovamento, Valle dei Nobili, necropoli di el-Asasif
Foto di Ahmed Galal
l sarcofagi sono stati trovati accatastati su due strati in una tomba gigante sulla montagna di Quma, 300 metri a Nord-Ovest dal tempio di Hatshepsut. «Si tratta di una zona adibita alla sepoltura dell’élite: sacerdoti, scribi, architetti, ingegneri, etc.. Poco distante, infatti, sono avvenuti altri ritrovamenti e non eclusdiamo di incontrarne ancora», ha sottolineato il capo operai Handy Taya. Poiché sono stati scoperti impilati, in un primo momento si è pensato potessero essere stati lasciati sul posto da una precedente missione degli anni ’60 dopo il loro ritrovamento, ma il fatto che siano ancora perfettamente sigillati ha escluso questa ipotesi. I ricercatori ritengono, piuttosto, siano stati nascosti per essere preservati. «Non era certamente in uso nell’Antico Egitto seppellire i morti cumulativamente», ha sottolineato un membro dell’équipe, Sayed Qurani. Questo lascia supporre che ci sia stato un periodo in cui le mummie e le loro custodie sono state spostate dal loro luogo originale per proteggerle.

I sarcofagi delle donne
Foto di Ahmed Galal 
«Si suppone appartengano alla XXII Dinastia e che siano sacerdoti», aggiunge Fathi Yasen che ha partecipato agli scavi. La maggior parte delle tombe nella necropoli, infatti, custodisce i resti di nobili e funzionari del governo sepolti durante il tardo periodo egiziano, che durò dal 664 al 332 a.C. «Vi sono tuttavia alcune eccezioni: le tombe risalenti alla prima dinastia del XVIII secolo», rammenta il suo collega, Barhaa Jaber. Tra il 1543 e il 1292 a.C., questa linea reale comprendeva faraoni come Ahmenhotep I, Tutankhamon e Hatshepsut, la cosiddetta “Regina che sarebbe stata Re”. La corretta datazione sarà possibile solo dopo aver effetuato tutte le opportune analisi. Particolarmente impressionanti per le iscrizioni colorate e ben conservate, che alcuni di essi mostrano, e per il fatto che sono ancora sigillati, questo "cachette sacerdotale” rappresenta una rarità nell’archeologia egizia. Inoltre è da sottolineare che la dimensione di alcuni di essi lascia supporre un’altezza media dei corpi che ospitano tra 1 metro e 70 e 1 metro e 80, inusuale se si trattasse di sarcofagi appartenenti alla XXII Dinastia, un periodo di crisi e fame, dovuto anche alla dominazione libica.

La fascia laterale con l’iscrizione del “Libro delle Porte” e del “Libro dei Morti"
Foto di Ahmed Galal
La maggior parte hanno decorazioni simili. Le donne sono avvolte dal Manto di Iside Alata che costeggia, ripetuta più volte, tutta la fascia laterale. Uno dei sarcofagi, quello che sembra essersi conservato meglio, presenta invece sulla propria fascia laterale la raffigurazione geroglifica di due testi sacri per gli Antichi Egizi: il "Libro dei Sarcofagi" e il "Libro delle Porte". Ora saranno trasportiti nei laboratri del Nuovo Museo del Cairo, poco distante dalla piana di Giza, dove una équipe di ricercatori eseguirà tutti gli esami necessari per scoprirne la storia. Il corredo funerario, infatti, è ancora avvolto nel limo dei bendaggi. Nei giorni scorsi, alcune indiscrezioni riportavano della presenza di un sarcofago dorato. In realtà si tratterebbe dell’ipotesi paventata da uno dei ricercatori, dettata dalla peculiarità del ritrovamento legato alla casta sacerdotale. Ovviamente per poter avvalorare tale tesi sarà necessaria un’indagine ai Raggi X.

Foto di Ahmed GalalLa cachette dei sacerdoti non è l'unica scoperta recente annunciata dal governo egiziano. «La scorsa settimana, è stata resa nota al pubblico la scoperta di un’antica zona “industriale” nella Valle delle Scimmie, un sito tentacolare vicino alla famosa Valle dei Re», ha ricotrdato il ministro delle Antichità dell'Egitto, Khaled El-Enany, che durante la conferenza stampa di oggi ha presenziato l’apertura di due sarcofagi, quello di un uomo e quello di una donna. «Nella Valle gli archeologi hanno scoperto 30 officine, molti dei quali contenenti ceramiche risalenti alla XVIII dinastia. Ogni negozio aveva uno scopo diverso, ma tutti erano assegnati alla manifattura di beni funerari per l’élite», ha spiegato Mostafa Waziri, segretario generale del Consiglio Supremo delle Antichità egiziane. Nella stessa zona, i ricercatori hanno trovato un forno per la cottura della ceramica, un serbatoio d’acqua interrato, che probabilmente conteneva acqua potabile, un anello con sopra inciso uno scarabeo, centinaia di perle da intarsio e fogli d’oro usati per decorare le bare reali.

Il team egiziano che ha realizzato la scoperta
Foto di Ahmed Galal
«Una scoperta senza precedenti - ha sottolineato l’archeologo Zahi Hawass - che consentirà di fare luce sugli strumenti e sulle tecniche utilizzate per produrre le bare reali e gli arredi collocati nelle tombe». Il ministro El-Enanyha, nei giorni scorsi, ha anche annunciato la recente scoperta di una tomba nella Valle Est, comunemente nota come la Valle dei Re. L’Egitto, infatti, sta conducendo il più grande scavo nella zona dopo la scoperta di Howard Carter della tomba di Tutankhamon, avventa nel 1922. Gli archeologi sperano di trovare nuove cripte reali ancora intatte, compresi l'ultimo luogo di sepoltura della regina Nefertiti.

la mummia del sarcofago dell’uomo aperta oggi a Luxor
Foto di Ahmed Galal
Con questa scoperta abbiamo ora quattro cachettes, la seconda di sarcofagi e mummie non reali. Il primo nascondiglio fu individuato nel 1860, dalla famiglia di Mohammed Abd el-Rassoul, ex saccheggiatori che ne svelarono l’ubicazione a Maspero nel 1881, noto come “Cachettedi Deir el-Bahari” (DB320): una cinquantina di mummie reali e dell’entourage delle case regnanti. Nel 1898 Victor Loret scoprì un’altra cachette che custodiva altri corpi di sovrani all’interno della KV35. Nel 1891, invece, fu la scoperta la prima cachettenon reale: il ritrovamento di 153 sarcofagi, per lo più appartenenti al clero di Amon della tarda XXI dinastia, nell’area di Bab el-Gasus (sempre nei pressi del Tempio di Hatshepsut), ad opera di Georges Daressy, forse sempre dietro suggerimento della famiglia Rassoul. Si pensa che questi nascondigli siano stati utilizzati dai sommi sacerdoti nel Periodo Tardo per proteggere i corpi dei loro sovrani e dei più importanti funzionari dalle sempre più frequenti profanazioni di tombe.