EGITTO, SCOPERTE STRANE INCISIONI RUPESTRI PREDINASTICHE


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a cura della redazione, 26 Aprile

Un’antica grotta decorata con incisioni in rilievo, molto singolari nel loro genere, è stata scoperta nel Sinai settentrionale…

ACQUISTA ORAGli archeologi del Ministero del Turismo e delle Antichità Egizie hanno recentemente annunciato la scoperta di una misteriosa collezione di arte rupestre, rinvenuta sulle pareti di una profonda grotta a Wadi al-Zulma. Lo riporta l’Egypt SIS (Egypt State Information Service) sulla sua pagina Facebook. Il sito si trova in una zona montuosa circa 90 chilometri a sud della città di al-Qantara Sharq e 60 chilometri a est del Canale di Suez. L’accesso della grotta di pietra calcarea è ubicato su una collina alta circa 20 metri, con vista sulla valle, e scende per una profondità di circa 15 metri. È abbastanza difficile accedervi.

Nella caverna, il team di esperti è rimasto scioccato nel trovare un gran numero d’incisioni rupestri di un tipo mai visto prima. «Questa grotta è la prima del suo genere a essere scoperta nella zona», ha dichiarato Aymen Ashmawi, responsabile del dipartimento delle Antichità egizie presso il Ministero intervistato da Ahram. Ashmawi ha spiegato che le scene scolpite al suo interno «sono completamente diverse da quelle trovate altrove nella penisola del Sinai, e mostrano uno stile artistico speciale che ricorda il bassorilievo, come se le figure tendessero a essere proiettate fuori dalla superficie delle pareti della caverna».

Hisham Hussein, capo della missione e direttore delle Antichità del Sinai, ha rilevato, su Egypt Today, che «la maggior parte delle immagini scolpite lungo le pareti della caverna raffigurano cammelli, cervi, muli, capre di montagna e asini». Alcuni degli animali raffigurati, però, sono scomparsi da tempo nella zona e questo potrebbe indicare che si tratti di rappresentazioni molto antiche, forse di svariati millenni fa e sicuramente di epoca predinastica. La presenza di una grande quantità di rifiuti animali e di residui di focolai suggeriscea un uso continuato del luogo. Non è chiaro se si trattasse di un riparo invernale o se la grotta avesse un altro significato per i residenti della zona. Così come non è stato ancora possibile stabilerne la datazione esatta. Solo esami più approfonditi potranno dare una risposta.

Nelle vicinaze, circa 200 metri a sud-ovest del sito sono stati scoperti anche i resti di edifici circolari in pietra. I ricercatori pensano si tratti di un insediamento, ma non escludono che potesse essere anche un luogo di culto. Al momento, però, non è chiaro se esista o meno un collegamento tra le due scoperte e non è stato possibile ancora stabilire se l’insediamento sia contemporaneo alle incisioni artistiche rilevate nelle profondità della grotta calcarea.

Hisham e il suo team registreranno e catalogheranno tutte le immagini rupestri, nella speranza di trovarne altre. Tenteranno di datare le immagini in base al loro stile, cercando di identificare se possono essere collegate a qualche società storica conosciuta. È troppo presto, infatti, per stabilire se tali immagini misteriose siano opera di una cultura precedentemente sconosciuta. D'altronde il Sinai custodisce molte incisioni rupestri e un’importante raccolta di esse è stata trovata all'inizio dei quest’anno nella grotta di al-Zaranji nel sud della penisola. 

Qui furono trovate molte immagini che predinastiche, che secondo gli studiosi risalirebbero a 12.000 anni fa, come riporta Egypt Indipendent. In questo caso siamo di fronte a una forma di arte rupestre realizzata tagliando via la superficie rocciosa delle caverne e applicando pigmenti per colorare le incisioni, stilisticamente simili ad altri esempi rinvenuti nelle valli meridionali del Sinai. 

Alcune figure, però, sembrano rappresentare uomini sulle barche, una simbologia che ricorda la raffigurazione delle Origini e delle barche dei milioni di anni legate agli dèi degli Antichi Egizi. 

«In questo caso probabilmente si tratta di un luogo iniziatico, come attesta la presenza di svariate impronte di mano. Un elemento - spiega Adriano Forgione, direttore della rivista sui Misteri della Storia e del Sacro, Fenix - che identifica l’esistenza. La mano rossa, infatti, veniva posta dall’iniziato a memoria della sua “nuova nascita”».

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