ENIGMATICO SCETTRO SOLARE NELLA BIBLICA LACHISH


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a cura della redazione, 20 Giugno

Un prezioso manufatto di 3.200 anni fa, trovato nel sancta santorum di un tempio nel sud di Israele, potrebbe essere la prima prova fisica delle “statue divine” a grandezza naturale usate nei rituali cananei…

ACQUISTA ORALe fonti antiche descrivono colossi dei quali, fino ad oggi, non era ancora stata trovata prova nel Levante. In effetti, sebbene le sculture giganti siano descritte più volte, e c'è persino un rilievo neo-assiro a Ninive che raffigura soldati che saccheggiano una statua del genere da un tempio, gli scavi non ne hanno mai portata alla luce nessuna qui. Eppure, secondo gli studiosi esiste un reperto che potrebbe essere tutto ciò che rimane di una grande statua di un dio che nell’antichità abbelliva il tempio della città biblica di Lachish. Accanto al manufatto gli archeologi hanno trovato due piccole statuette, che apparentemente rappresentano Baal. In principio i ricercatori pensavano fosse un oggetto rituale. Quando lo hanno pulito, però, si sono resi conto che aveva un’anima di bronzo e che era rivestito, solo nel lato intero, con una sottile lamina d’argento

primo piano dello scettro e una figurina divina in situ ©Y. GarfinkelSi presume che l'oggetto risalga almeno al 1.800 a.C.. Fu scoperto nella pianura della Giudea alcuni anni fa da un team di ricercatori, guidato da Yossi Garfinkel, professore di Archeologia presso l’Università ebraica di Gerusalemme. Lungo poco più di 11 centimetri e largo quattro, sembra sostanzialmente una spatola. Fu trovato in una nicchia del sancta sanctorum del tempio di Lachish. «Tale posizione è esattamente come descritta nei testi mesopotamici, in cui si dice che le statue a grandezza naturale degli dei si trovavano nella parte più isolata del tempio», spiega l'archeologo su The Times of Israel. Anche Gobekli Tepe, il santuario più antico del mondo conosciuto, ospita grandi sculture in pietra risalenti a oltre 11.000 anni fa. Statue alte un metro, fatte di fango e gesso, sono state rinvenute a Gerico e ‘Ain Ghazal dal IX millennio a.C.. Sculture divine di metallo alte 36 e 56 centimetri, sono state trovate a Cipro. Ma nel Levante non ce ne erano tracce fino a ora. Si tratta dunque di una scoperta unica.

Disegni dei due scettri: 1) Lachish: scettro a grandezza naturale; 2) Megiddo: scettro in miniatura (non in scala) ©Yossi Garfinkel, disegno ©O. Dobovsky  

Ancora più particolare è la sua configurazione e l’ipotesi di cosa rappresenti. «Il manufatto è stato inciso con punti e linee che non sembrano essere figurativi, ma potrebbero teoricamente rappresentare un simbolo astrale o mitico», suggerisce Garfinkel su Haaretz«Quelle raffiguraz©Betrò Maria Carmela (1995): “Geroglifici: 500 segni per capire l'Antico Egitto”- Mondadori, Milanoioni  - sottolinea Adriano Forgione, direttore di Fenix, studioso dei misteri del sacro - replicano tre cerchi concentrici con punto centrale, simbolo astrologico ancora oggi associato al Sole, l’astro lucente che rappresenta il divino. Inoltre sembra caratterizzato da una aureola e da tre linee che si dividono nella parte inferiore. Non è un caso se nel papiro di Carlsberg, come fece ACQUISTA IL LIBROnotare Maria Carmela Betrò, il Sole a tre raggi è indicato per identificare un misterioso popolo del Sole della teologia eliopolitana, la “gente dei dio Atum hnmmt”, gli “splendenti” che praticavano il culto della resurrezione. Siamo difronte a un simbolo ancestrale della preistoria egizia». Forgione ne parla anche nel suo libro aggiornato, "Scienza, Mistica e Alchimia dei Cerchi nel Grano" (Xpublishing, 2020). Per comprenderne l’ipotetico uso è stato confronto con reperti simili. Una statua metallica dorata e più piccola, dello stesso periodo, era stata trovata a Tel Megiddo. L’individuo rappresentato, presumibilmente una divinità, teneva in mano qualcosa che ricorda proprio l'oggetto trovato a Lachish: uno scettro. Osservandoli risultano identici nella loro forma esterna, anche se hanno decorazioni diverse. Inoltre a entrambi fu attribuita una certa importanza, visto che furono impreziositi: quello grande di Lachish con una lamina d'argento e quello piccolo tenuto dalla statuetta di Megiddo con una d’oro. Un oggetto simile, decorato con serpenti, è stato scoperto dall’archeologo israeliano Yigael Yadin a Tel Hazor negli anni ‘60. La conclusione, per gli studiosi, è che lo "scettro di Lachish" possa essere la vestigia di una grande statua di un dio cananeo, forse a grandezza naturale, che lo teneva in mano. 

Primo piano dello scettro tenuto dalla figurina del dio Megiddo
©Istituto Orientale dell’Università di Chicago

Garfinkel propone due spiegazioni alternative: «Il significato di questo schema complesso non mi è ancora chiaro. L’incisione di Lachish assomiglia a una figura umana con una grande testa, due braccia diagonali e uno schema inferiore del busto con due gambe». Tuttavia, aggiunge «è possibile che questa forma non abbia alcun significato figurativo, ma rappresenti un simbolo astronomico o magico. Anche la decorazione in Megiddo non è chiara e supporta la conclusione che questa decorazione sia simbolica». D’altronde, secondo lo studioso, gli scettri di Lachish, Hazor e Megiddo possono essere considerati attributi caratteristici del dio cananeo El, in quanto lo scettro era l’emblema di questo dio, un segno identificativo e simbolo del suo potere. 

Statuetta cananea di un dio seduto, probabilmente El, della tarda età del bronzo Megiddo ©Istituto Orientale dell’Università di Chicago

Garfinkel crede che tale oggetto sia ciò che la Bibbia chiama lo “scettro divino”, come nelle storie dei miracoli compiuti da Mosè nel libro dell’Esodo. «Anche il profeta venuto dall'Egitto compì miracoli usando “il bastone di Dio”», dice il professore, suggerendo una connessione biblica. Nell’area del tempio sono state rinvenute anche armi di bronzo, orecchini d’oro, filo d’oro e molte perle, che avrebbero potuto adornare la statua a grandezza naturale del dio. Se così fosse resta un mistero perché non ne siano state se adornavano i templi nella regione. Forse erano realizzati in materiali deperibili, come il legno? Oppure sono state distrutte da qualcuno anticamente? O sono state semplicemente depredate e saccheggiatein tempi più recenti?

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