ESTRATTO IL SANGUE LIQUIDO DA UN PULEDRO DI 42.000 ANNI FA


Siberian Times, 18 Aprile
FOTO: Semyon Grigoryev

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Lo scorso agosto, un gruppo di cacciatori di zanne ha portato alla luce i resti quasi intatti di un puledro di 42.000 anni fa, ritrovato durante una spedizione nel cratere di Batagaika, in Siberia. Preservato dal permafrost della regione, terreno costantemente ghiacciato, il giovane cavallo non ha mostrato segni di danni esterni: pelle, coda, zoccoli, e perfino i peli sulle zampe, sulla testa e su altre parti del corpo, erano rimasti intatti. I ricercatori della North-Eastern Federal University Russa e della Fondazione per la Ricerca “Sooam Biotech” della Corea del Sud, ne hanno estratto il sangue liquido e l’urina, aprendo la strada a ulteriori analisi finalizzate alla sua clonazione, per riportare in vita il lignaggio Lenskaya estinto, cui appartiene. Per clonare l’animale, gli scienziati devono estrarre cellule vitali dai campioni di sangue e farle crescere in laboratorio. Questo compito è più facile a dirsi che a farsi. Nel mese scorso, il team ha eseguito più di 20 tentativi, tutti falliti fino ad ora. “Siamo positivi: il fatto che il cavallo abbia ancora il pelo lo rende uno degli animali meglio conservati dell’era glaciale mai trovato fino’ora”, spiega il ricercatore russo, Lena Grigoryeva. Sicuramente, però, ora è possibile dire di che colore fosse il manto dei cavalli estinti dell’era del Pleistocene: color “alloro”, mente la coda e la criniera erano nere. “Aveva solo due settimane al momento della sua morte e sembra sia scomparso come molti altri animali rimasti intrappolati nel permafrost per millenni, probabilmente annegato in una sorta di "trappola naturale" di fango congelato”, aggiunge Semyon Grigoryev del Mammoth Museum. Questa è solo la seconda volta che i ricercatori hanno estratto sangue liquido dai resti di creature preistoriche. Nel 2013, un gruppo di scienziati russi ha compiuto la stessa impresa, utilizzando il corpo di 15.000 anni fa di una femmina di mammut, scoperto da Grigoryev e dai suoi colleghi. Il sangue del puledro, però, è più antico di 27.000 anni. Il team spera di riuscire nell’impresa, aprendo la strada a ulteriori sperimentazioni, finalizzate alla clonazione di altre forme di vita estinta.