GEROGLIFICI ITTITI NASCOSTI IN UN FIENILE IN ANATOLIA


Daily Sabah, 25 Maggio

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Un gruppo di archeologi, che stava scavando nel quartiere di Gülşehir, nella provincia centrale di Nevsehir in Cappadocia, ha scoperto alcuni geroglifici ittiti che risalirebbero a più di 3.000 anni fa, custoditi segretamente dalle pareti di una fienile in pietra. La regione della Cappadocia, nella Turchia centrale, vanta uno dei paesaggi più surreali e spettacolari del mondo: valli profonde e svettanti formazioni rocciose punteggiate di case, cappelle, tombe, templi, e intere città sotterranee. 

Il responsabile degli scavi, Yücel Senyurt, è convinto che i preziosi geroglifici siano del periodo del Tabal Unito, a ridosso della caduta dell’impero ittita avvenuta intorno al 1180 a.C. per ragioni sconosciute. Il regno di Tabal e la sua gente sono identificati con la tribù dei Tibareni, che viveva vicino al Mar Nero. “Gli Ittiti erano grandi commercianti con eccellenti capacità di lavorazione del ferro - spiega - un popolo profondamente religioso, incline all’arte e all’elaborazione di oggetti di metallo e ceramica spiritualizzati, che testimoniano il loro legame con le forze elementali”.

Da un’analisi comparativa sommaria dei gruppi di simboli di diverse epoche legate alla cultura ittita, i ricercatori hanno riscontrato una forte somiglianza tra le incisioni appena rinvenute e quelle scoperte anni fa a Topada, risalenti all’VIII secolo a.C.. "I geroglifici di Ağıllı di Acıgöl, l’antica Topada sempre nel Nevşehir, sono stati incisi sulla massiccia superficie appiattita di una roccia che sporge da un altopiano alto 5 metri”, sottolinea  Senyurt.  Si tratta di incisioni composite, su 8 linee separate, che raccontano del lotta del “grande Re Wasusarma, l’eroe figlio del grande sovrano Tuwati” contro la città di Parzuta. Un chiaro indizio che pone l’iscrizione di Topada nel periodo neo-ittita, più di 900 anni dopo le incisioni rinvenute nel fienile. 

Ciò che ha lasciato perplessi gli studiosi è che “in alcune sezioni simboli e geometrie corrispondono perfettamente e che entrambi i gruppi di incisioni mostrano una conformazione a “D” bifoderata che si scontrano contro le doppie linee verticali”, aggiunge il professore. Un indizio di non poco conto, che potrebbe far luce su questa misteriosa civiltà scomparsa, avvolta nel mistero. I geroglifici saranno rimossi da esperti scalpellini e trasferiti nel Museo di Nevşehir per ulteriori ricerche.