GIGANTESCHE ISOLE SOMMERSE POTREBBERO SPIEGARE L'ANTICA MIGRAZIONE NELLE AMERICHE


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Fossili di animali delle Antille, inclusi mammiferi e anfibi, hanno i loro parenti più stretti in Sud America. La traversata del Mar dei Caraibi dal Sud America era dunque possibile? Un mistero che è stato risolto da un team di geologi, paleontologi e geofisici. Un nuovo tassello per comprendere come avvenne anticamente la migrazione nelle Americhe...


A cura della redazione, 21 Maggio

Come sono arrivati antichi fossili di animali terrestri del Sud America nelle Antille? Secondo gli scienziati del CNRS, l’Université des Antilles, l’Université de Montpellier e dell’Université Côte d'Azur, la terra è emersa in questa regione e poi è scomparsa sotto le onde per milioni di anni, spiegando come alcune specie sono state in grado di migrare al largo dell’America centrale. Il nuovo studio è stato pubblicato sul numero di giugno 2021 della rivista Earth-Science. Escludendo il nuoto, dato che diverse centinaia di chilometri separano il continente sudamericano dalle Antille, la dispersione di questa fauna è stata attribuita o a zattere naturali che emersero dai fiumi allagati del continente, o all’esistenza di ponti di terra ora sono sommersi. 

L’area di studio è mostrata nel rettangolo bianco ©Cornée et al. Earth-Science Reviews 2021 

«I Caraibi, comprese le Grandi e Piccole Antille situate all’estremità nord-orientale della placca caraibica, sono considerati uno dei più importanti centri di biodiversità insulare», scrivono i ricercatori nel loro documento pubblicato. «Nonostante decenni di studi, le origini filogenetiche e la biogeografia storica di questa sorprendente biodiversità rimangono, tuttavia, controverse». Il team ha ricostruito la geografia delle Piccole Antille settentrionali negli ultimi 40 milioni, modellando il movimento delle placche tettoniche attorno alla giunzione tra le Piccole Antille, le Grandi Antille e la montagna sottomarina di Aves Ridge, dimostrando come le masse continentali potrebbero essersi formate e scomposte di nuovo. L’emergere e la scomparsa di questi arcipelaghi e “mega-isole” sarebbero state influenzate dall’innalzamento e dall’abbassamento del livello del mare, controllati dalla fusione glaciale. Un altro processo che gli scienziati hanno modellato su un periodo di 1,5 milioni di anni.

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Ma quando e come i primi uomini misero piede in quelle che oggi sono le Americhe? Secondo l’ipotesi che va per la maggiore è successo in un arco di tempo che va da 14.000 a 20.000 anni fa, quando le attuali Alaska e Russia erano collegate dai ghiacci dell’ultima glaciazione, che fecero da ponte per quella migrazione. Un'altra ipotesi sostiene che accadde molto prima, addirittura 130.000 anni fa, seguendo percorsi analoghi; e un'altra ancora propone invece una migrazione via mare e lungo percorsi inattesi, seppure in tempi non ben precisati. Studi genetici hanno anche suggerito un quadro più complesso, in base al quale le affinità con gli asiatici nord-orientali degli odierni nativi americani contrastano con una morfologia distintiva osservata in alcuni dei primi scheletri americani, che condividono tratti con gli odierni australasiani, gruppi indigeni dell'Australia, della Melanesia e delle isole del sud-est asiatico.

©Cornée et al. Earth-Science Reviews 2021 

Il team è stato in grado di lavorare a ritroso fino al tardo periodo eocenico, facendo corrispondere le coste dell’isola con l’era in cui sarebbero emerse dall’oceano. «Questi periodi di emergenza potrebbero aver favorito l’esistenza di mega-isole episodiche e connessioni terrestri transitorie tra le Grandi Antille, le Piccole Antille e la parte settentrionale dell’Aves Ridge (Saba Bank)», scrivono i ricercatori. «Durante il Pleistocene, arcipelaghi e mega-isole si sono formati ripetutamente durante i massimi episodi glaciali». Questi ponti terrestri sono più comuni di quanto si possa pensare, esistono da milioni di anni e poi scompaiono per altri milioni. Una volta c’era una connessione tra Russia e Canada, ad esempio, e tra il Regno Unito e il resto dell’Europa. Sebbene l’idea delle masse continentali nella regione delle Antille sia stata proposta prima, nessuno aveva esaminato così in dettaglio questa particolare area. Gli scienziati ora estenderanno i loro studi verso sud, tra Guadalupa e Sud America, per ricostruire la geografia passata dell’intera placca caraibica, al fine di definire più precisamente la natura dei percorsi di dispersione delle specie terrestri tra le Americhe.


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