GLI ALIENI SIAMO NOI?


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a cura della redazione, 25 Gennaio

Gli UFO potrebbero essere pilotati da umani che viaggiano nel tempo? Resoconti del passato e del presente, uniti alla proiezione della possibile evoluzione umana, in base alle tendenze di adattamento biologico e di sviluppo tecnologico sulla Terra, inducono gli scienziati a indagare sul futuro dell'uomo. La teoria, in un nuovo libro...

ACQUISTA ORALa passione e la ricerca per gli UFO e le ipotesi su chi possano essere i relativi occupanti, ha innescato tutta una serie di studi, ricerche e teorie da più di settant’anni, almeno da quando è stato coniato questo acronimo. Gli scienziati più possibilisti, ormai non negano la concreta situazione dei continui avvistamenti maturati dopo tutto questo tempo. Per dare una risposta a tale fenomeno, le loro indagini hanno portato a nuove teorie, sulla scorta di prove che potrebbero confutare il “credo” riguardo la provenienza degli oggetti non identificati. Poiché il rilevamento degli esopianeti è in aumento, perché non considerare che i visitatori che saltano da una stella all'altra potrebbero ronzare attraverso i nostri cieli amichevoli utilizzando la Terra come una sorta di “rampa interstellare”? D'altra parte, potremmo essere “noi” che pilotiamo gli UFO, o meglio la nostra progenie futura che ha ormai dominato il tempo e lo spazio. Forse le persone che dicono di aver avuto un incontro ravvicinato con strani esseri sono entrate in contatto con i nostri lontani discendenti umani, tornati dal futuro per studiarci nel loro passato evolutivo, proprio come accade nel film fantascientifico del 1997 di Steven Spielberg “A.I. – Intelligenza Artificiale”, partorito da un’idea di Stanley Kubrick. La teoria dei “viaggiatori del tempo" è stata avanzata in precedenza, ma un recente libro intitolato: "Identified Flying Objects: A Multidisciplinary Scientific Approach to the UFO Phenomenon" (Masters Creative LLC, 2019), dà un nuovo sguardo a questa prospettiva, offrendo alcune proposte stimolanti. 

L’idea proposta nel saggio è avanzata da Michael P. Masters, professore di antropologia biologica presso il “Montana Tech” di Butte, negli USA. Dopo aver ricevuto un dottorato di ricerca antropologica presso la Ohio State University nel 2009, si è specializzato in anatomia evolutiva, archeologia e biomedicina. Dai suoi studi emerge l’ipotesi che gli esseri che comunemente vengono considerati alieni, o se vogliamo viaggiatori interplanetari extraterrestri, in realtà potrebbero essere futuri antropologi, storici, linguisti che tornano nel passato per studiarci, così come noi studiamo la storia, la biologia, l’archeologia del nostro pianeta. Ovviamente possiederanno tecnologie a noi ancora sconosciute, che consentono loro viaggi spazio-temporali per noi al momento inconcepibili. E non è detto che siano necessariamente gli unici umani del futuro a farci visita, perché, sempre secondo Masters, un giorno questi teorici viaggi nel tempo potrebbero diventare anche una fiorente industria turistica.

Gli UFO segnalati assumono forme e dimensioni diverse. Grafico degli avvistamenti degli Archivi nazionali britannici, 1969 circaMasters ritiene che attraverso un'analisi completa di modelli coerenti di cambiamento bioculturale a lungo termine, lungo l’asse evolutivo della razza umana, possiamo iniziare a considerare la futura possibilità di viaggi spazi temporali nel contesto di un fenomeno attualmente inspiegabile. «Il libro collega quegli aspetti noti della nostra storia evolutiva con quello che è ancora un aspetto non provato e non verificato degli UFO e della presunta vita aliena», spiega su space.com. Non sarebbe più semplice ipotizzare che “ET” sia un alieno, un abitante di un altro pianeta? «Direi che è il contrario - continua  - sappiamo di essere qui. Sappiamo che esistono gli umani. Sappiamo di avere una lunga storia evolutiva su questo pianeta. E sappiamo che la nostra tecnologia sarà più avanzata in futuro. Penso che la spiegazione più semplice, sia che i presunti “alieni” avvistati siamo noi nel futuro. Sto solo cercando di offrire quella che è probabilmente la spiegazione più lineare». Ma non tutti sono d'accordo. «In questo libro non c'è nulla da prendere sul serio, poiché dipende dalla convinzione che il “viaggio nel tempo” non sia solo possibile, ma è già reale - sostiene Robert Sheaffer, un noto scettico UFO - secondo Masters, se fai girare qualcosa abbastanza velocemente comincerà a deformare lo spazio e persino a mandare roba indietro. Questa è un'affermazione altamente dubbia. Non si può cercare di dedurre la storia evolutiva dell’uomo dalle descrizioni dei testimoni di avvistamenti Ufo o di extra-terrestri». 

Al contarrio, David Darling, un astronomo britanIl programma avanzato di identificazione delle minacce aerospaziali del Pentagono (AATIP) è stato creato per ricercare e indagare i fenomeni aerei non identificati (UAP), tra cui numerosi video di incontri segnalati, tre dei quali sono stati rilasciati al pubblico nel 2017. (FOTO: Dipartimento della difesa degli Stati Uniti / The Stars Academy of Arts & Science)nico, che ha scritto libri scientifici su una vasta gamma di argomenti (gravità, fisica e astronomia Zen, teletrasporto e vita extraterrestre) pensa che se alcuni UFO fossero imbarcazioni sarebbe altrettanto ragionevole supporre che potrebbero essere macchine del tempo del nostro futuro piuttosto che astronavi provenienti da altre stelle. Ma al netto del mito dei dischi volanti e degli alieni archetipici e dalla testa gigante, mentre alcuni fenomeni aerei hanno eluso una facile identificazione, una delle spiegazioni meno probabili, secondo lui, è proprio che siano artificiali e non di questo mondo. Il meno scettico al riguardo è Larry Lemke, un ex ingegnere aerospaziale della NASA, che trova intrigante la prospettiva di visitatori che viaggiano nel tempo dal futuro. «L'unica cosa certa nel corso di decenni di avvistamenti, se credi nei resoconti, è che questi oggetti non sembrano obbedire alle consuete leggi dell’aerodinamica e della meccanica newtoniana. Di fatto molti fenomeni riportati sembrano effetti della relatività». Per Lemke l’idea che qualcuno abbia capito come manipolare lo spazio-tempo, su scala locale con un approccio a bassa energia, spiegherebbe molti avvistamenti, inclusi gli sconcertanti oggetti Tic-Tac recentemente riportati dai piloti di jet da combattimento e dagli operatori radar.

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