GLI SCIENZIATI: "LA QUINTA FORZA ESISTE ED È UNA PORTA TRA DUE MONDI"


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Index, 27 Novembre

I ricercatori ungheresi hanno ripetuto il loro rivoluzionario esperimento di tre anni fa con lo stesso risultato: in natura potrebbe esistere una quinta forza, finora sconosciuta, una vera e propria porta tra due dimensioni separate, la nostra e quella della materia oscura...

Oltre alla gravità, all’elettromagnetismo e alle due interazioni nucleari, la debole e la forte, che tengono insieme l’atomo, in natura potrebbe esistere una quinta forza. La sua impronta è legata all’esistenza di una nuova particella, individuata dai fisici del Debrecen-based Nuclear Research Institute (Istituto per la Ricerca Nucleare dell’Ungheria), coordinato da Attila Krasznahorkay. La sensazionale tesi che stravolgerebbe la fisica è illustrata nello studio apparso sul portale arXiv, che raccoglie le ricerche che non hanno ancora superato la revisione della comunità scientifica. Krasznahorkay e i suoi colleghi sono autori di un precedente lavoro pubblicato nel 2016 sul portale Physical Review Letters. I fisici nucleari di tutto il mondo si sono messi alla ricerca di errori nei risultati pubblicati dagli ungheresi,, per ora non ne hanno trovati. Si è dunque aperto un nuovo capitolo per la storia della fisica, grazie al nuovissimo spettrometro costruito nel laboratorio di Atomki. Le nuove misurazioni, più accurate, non lasciano dubbi. Secondo gli autori dello studio, la quinta forza è legata ad alcune anomalie della teoria di riferimento della fisica, il cosiddetto Modello Standard, l’architrave per descrivere com’è fatta la natura nei suoi costituenti di base. Rappresentazione della ragnatela cosmica nella quale potrebbe nascondersi la quinta forza della natura (fonte: NASA, ESA, E. Hallman(University of Colorado, Boulder)Come le altre quattro, anche la nuova forza sarebbe associata a una particella mediatrice. I fisici hanno trovato le impronte di questa ipotetica particella, che hanno chiamato X17, in alcuni strani comportamenti del nucleo dell’atomo di elio eccitato. Analoghi a quelli riscontrati in passato dallo stesso gruppo in un altro atomo, il berillio. «Due indizi non fanno ancora una prova, ma sono sospetti. Per questo, a partire dalla primavera del 2020, proveremo a produrre questa ipotetica particella nei Laboratori di Frascati dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (INFN), con l’esperimento Padme ("Positron Annihilation into Dark Matter Experiment")» , aveva spiegato all’ANSA il mese scorso il portavoce dell'esperimento, Mauro Raggi, fisico dell’Università Sapienza di Roma e dell’Infn. «La particella X17  - ha osservato - sarebbe circa diecimila volte più leggera del bosone di Higgs e rappresenterebbe un portale tra due mondi separati, il nostro e quello della materia oscura», ossia la materia che forma circa un quarto del cosmo e la cui natura è ancora ignota. Per Raggi, «dato che non siamo ancora riusciti a scovare la materia oscura, è molto probabile che non sia in grado di comunicare con la materia ordinaria, se non attraverso un tipo di particella ancora sconosciuto che farebbe da collegamento». I fisici la chiamano ‘fotone oscuro’ o fotone ‘pesante’, perché dotato di una piccola massa al contrario del fotone ordinario che non ne possiede. «L’anomalia individuata dai fisici ungheresi potrebbe essere proprio la spia dell’esistenza del fotone oscuro. Se il Padme dovesse confermare la sua esistenza - ha concluso Raggi - avremmo in mano le chiavi per aprire una porta che dà su un mondo fisico del tutto sconosciuto. Sarebbe un risultato davvero rivoluzionario».