GLI SCIENZIATI OTTENGONO ENERGIA DAL BUIO


Business Insider, 5 maggio

approfondimenti su Hera

Che ne direste di ottenere energia dal buio della notte? Può sembrare irrealistico eppure non è proprio così. C’è riuscito un gruppo di ricercatori internazionale realizzando concretamente quel che si ipotizzava teoricamente. La ricerca, pubblicata sulla rivista scientifica Applied Physics Letters, ha aperto una nuova strada nelle sfruttamento di potenziali forme di energia che potrebbero aiutare l’uomo nel ridimensionare l’uso dei combustibili fossili. Alla base del lavoro sta l’idea di poter sfruttare l’energia che la Terra accumula durante il giorno e che la rilascia di notte per riversarsi nel freddo dello Spazio. Quindi, al contrario dello sfruttamento dell’energia che arriva dal Sole durante il giorno e che viene convertita in elettricità dai pannelli fotovoltaici, si tratta di sfruttare il fenomeno contrario, dove però è necessario convertire le radiazioni infrarosse in energia elettrica. “In termini di fisica optoelettronica (la branca dell’elettronica che studia disposizioni elettronici che interagiscono con le radiazioni) c’è davvero quella bellissima simmetria tra la raccolta delle radiazioni in arrivo e quelle in uscita”, ha sottolineato Shanhui Fan, della Standford University, uno degli autori della ricerca. Fino ad oggi, anche se la teoria ipotizzava un simile sfruttamento, la tecnologia a noi disponibile impediva di catturare l’energia in uscita dalla Terra, ma le difficoltà esistenti sono state superate dal gruppo di ricerca che ha realizzato uno strumento perfettamente funzionante. “Al momento, la quantità di energia che siamo riusciti a produrre, è molto al di sotto di quella che teoricamente potremmo ottenere in un prossimo futuro”, ha spiegato Masashi Ono, un altro ricercatore. Il “fotodiodo” infatti, produce 64 nanowatt per metro quadrato, ossia 64 miliardesimi di watt per metro quadro che, in termini pratici, è davvero una quantità irrisoria, ma che dimostra che il sistema lavora. Ora si tratta di migliorare le proprietà optoelettroniche dei materiali e del sistema utilizzato e, stando al gruppo di lavoro, presto dovrebbe portare alla produzione di almeno 4 watt per metro quadrato. Ancora poco, se si pensa che, con gli attuali pannelli fotovoltaici, si arriva a generare anche 200 watt per metro quadrato; ma si sa, all’inizio le tecnologie innovative richiedono molto tempo per raggiungere livelli di grande efficienza.