I FORI DI CARAHUNGE METTONO IN DISCUSSIONE LE CERTEZZE ACCADEMICHE


The Daily Mail, 1 Agosto

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Finalmente i ricercatori accademici e i cosiddetti archeologi di “frontiera" hanno unito le loro forze per scoprire il vero significato di Carahunge, uno dei siti megalitici eurasiatici più straordinari. La struttura, formata da 223 rocce disposte a cerchio potrebbe avere ben 7.500 anni ed essere molto più antica di Stonehenge, sua controparte nel Wiltshire, contea del Regno Unito. I due gruppi separati di ricerca hanno deciso di confrontarsi per svelare la verità storica del sito armeno, nei pressi di Sisian, firmando un accordo di collaborazione. 

Da una parte, la ONG storico-culturale di Bnorran, che considera il sito "un antico osservatorio astronomico, forse il primo conosciuto, dove si trovano più di 200 pietre di cui 80 con precisi fori incisi sulla roccia", come ha spiegato uno dei membri del consiglio di amministrazione, Arevik Sargsyan. Questa idea si basa in parte sul lavoro del fisico Paris Herouni, il quale sostenne che l'antico complesso risaliva al 5.500 a.C circa. Alcune delle pietre, suggerì Herouni, erano state deliberatamente posizionate in modo da allinearsi con Deneb, la stella più luminosa della costellazione del Cigno, insieme alle posizioni del Sole e della Luna in determinati periodi dell’anno. 

Il secondo gruppo di ricerca, costituito dai ricercatori dell'Istituto Americano di Archeologia ed Etnografia, crede invece che le pietre siano i resti di una cinta muraria ormai distrutta, e che le rocce siano le macerie dei sostegni di un antico insediamento. Il leader del secondo team, Ashot Piliposyan, ribadisce che "non sono stati al momento rinvenuti strumenti astronomici", nonostante l’evidenza di precisi fori incisi nelle rocce, molti dei quali punterebbero, invece, secondo il gruppo di ricercatori della ONG, verso il cielo. E se quei fori fossero stati dei monocoli di pietra? Oppure dei semplici marcatori? O delle fessure, volute per consentire precisi giochi di luce? Entrambe le squadre, per il momento, hanno sospeso gli scavi, in attesa di promuovere un seminario congiunto di esperti di varie discipline - tra cui archeologi, astronomi ed etnografi - per determinare un piano di ricerca condiviso. Una notizia che mostra lo stallo provocato sin d'ora a causa della rigida fissità degli studi accademici, che hanno rifiutano sino ad ora l’evidenza di indizi a sostegno di nuove ipotesi, che metterebbero in discussione le teorie consolidate. Ricordiamo, a tal proposito, che da anni che Andrew Collins afferma la relazione astronomica tra Carahunge e la Costellazione del Cigno, alla quale ha dedicato una parte del libro che scrisse nel 2011 (Il mistero del Cigno). Noi stessi ci occupammo di Carahunge in chiave astronomica ben 10 anni fa, con l’intervista al ricercatore armeno Vardan Tadevosyan (FENIX 18, pag. 44).