I TRE TESORI DEL GIAPPONE CHE FANNO L'IMPERATORE


BBC, 27 Aprile

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Il 1° maggio scorso, il principe ereditario Naruhito è salito al “Trono del Crisantemo", dopo che suo padre ha abdicato, diventando il nuovo imperatore del Giappone. Sia l’abdicazione, sia l’investitura sono state celebrate con precise cerimonie scintoiste, profondamente simboliche, legate a tre oggetti conosciuti come i “Tesori Imperiali” o “Regali”: uno Specchio, una Spada e una Gemma di Giada. Le origini e il luogo dove sono custoditi tali oggetti misteriosi sono avvolti nella segretezza, ma i miti su di loro sono disseminati nella cultura giapponese. La religione nazionale non ufficiale del Giappone, lo Scintoismo, attribuisce grande importanza ai rituali per mantenere una connessione con il passato e con gli spiriti che intervengono nelle vite degli umani. I Tesori Imperiali fanno parte di tale ritualità. Si dice che siano stati tramandati dagli Dèi attraverso generazioni di imperatori, visti come i loro diretti discendenti.

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In assenza di una corona imperiale, i tesori fungono da simbolo del potere e sono considerati sacri. Per tale ragione sono tenuti nascosti al mondo. “Non sappiamo quando siano stati fabbricati, non li abbiamo mai visti - spiega Hideya Kawanishi, professore dell’Università di Nagoya - persino l’Imperatore non li ha mai visti”, aggiunge. In realtà non sono stati utilizzati neppure durante l’incoronazione, al loro posto sono state esibite le repliche, mentre gli originali restano custoditi separatamente in tre santuari sconosciuti.

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Lo Specchio della Verità

Si ritiene che lo specchio, che potrebbe avere più di 1.000 anni, sia conservato nel grande santuario di Ise, nella prefettura di Mie. Secondo Shinsuke Takenaka, ricercatore presso l’Institute of Moralogysi tratta del "più prezioso dei tesori", l’unico che non compare nell’ultima intronizzazione del 1989. Nel folclore giapponese, si dice che gli specchi abbiano il potere divino e rivelino la verità. Nelle cerimonie imperiali, lo Yata no Kagami, o specchio a otto lati, rappresenta la saggezza dell’imperatore. Secondo il “Kojiki", l’antica testimonianza scritta della storia e della leggenda giapponese, lo Yata no Kagamifu fu creato dalla divinità Ishikoridome, ed è simbolo della rappacificazione tra la dea del Sole, Amaterasu, e suo fratello Susanoo, il dio del Mare e delle Tempeste. Rifugiatasi in una caverna dopo una lite furente con Susanoo, Amaterasu aveva portato via con sé la Luce del mondo. Dopo averla attirata fuori con un inganno, grazie allo specchio che riflesse lo splendore emanato da Amaterasu, Susanoo riuscì a riportare la Luce nell’Universo. Lo specchio e gli altri tesori furono donati a Ninigi, il figlio di Susanoo, al quale la dea Takenaka, disse: "Servi questo specchio come se fosse la mia anima con mente e corpo puliti”. La leggenda vuole che Ninigi sia il bisnonno di Jimmu, che secondo divenne il primo imperatore del Giappone nel 660 a.C..

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La Spada del Coraggio

La Kusanagi no Tsurugi, potrebbe essere custodita nel Santuario di Nagoya, anche se in molti si domandano se esista ancora. “Ci sono voci che sia stata persa in mare, durante una battaglia XII secolo - ricorda Takenaka - probabilmente abbiamo solo una copia, il duplicato utilizzato per l’incoronazione”. La leggenda narra di un serpente a otto teste che stava divorando tre giovani donne. Il padre chiese aiuto a Susanoo, promettendogli in matrimonio la sua figlia più piccola. Questi ancora una volta, con un inganno, ubriacando il serpente riuscì ad avvicinarsi e a tagliargli la coda che le avvinghiava, trovando la spada. La spada rappresenta il coraggio dell’Imperatore. Quando Akihito, salì al trono nel 1989 gli fu assegnata una spada che si diceva fosse proprio lo Kusanagi no Tsurugi. La scatola che gli è stata data è rimasta sempre chiusa.

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Il Gioiello Sacro

Lo Yasakani no Magatama è un tipo di perla ricurva, nata in Giappone intorno al 1000 aC. Utilizzata originariamente a uso decorativo, ha iniziato ad assumere un valore simbolico. Secondo la leggenda, lo Yasakani no Magatama faceva parte di una collana realizzata da Tamanooya-no-Mikoto. Era indossata da Ame-no-Uzume, la Dèa dell’umore, che giocò un ruolo centrale negli sforzi per attirare Amaterasu dalla sua caverna. Si narra che, dopo aver eseguito una danza stravagante, indossando le perle, riuscì a commuovere la Dèa del Sole e ad attirare la sua attenzione. Qualunque siano le sue origini, lo Yasakani no Magatama, è fatto di giada verde, e potrebbe essere l’unico originale sopravvissuto tra i tre tesori. È ospitato nel palazzo imperiale di Tokyo e nella cerimonia di intronizzazione, rappresenta la benevolenza richiesta a un imperatore.

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Gli imperatori del Giappone, che deriverebbero il loro lignaggio da Amaterasu, non si ritengono più Dèi. L’Imperatore Hirohito ha rinunciato alla sua condizione divina dopo la sconfitta del Giappone nella Seconda Guerra Mondiale. Kawanishi sottolinea, però, che “molti Whoa considerano i Tesori Imperiali come oggetti imbevuti di potere divino, e non come semplici ornamenti. Non hanno nulla a che vedere con le corone utilizzate in altre monarchie. Nella cultura giapponese continuano a essere importanti, perché rappresentano il Mistero dell’Imperatore”. Takenaka afferma, inoltre, che gli studiosi considerano tali oggetti l’emblema della fusione degli antichi gruppi indigeni giapponesi: “sulla base di questa teoria - dice - i tre tesori sono il simbolo che incarna il Potere di Unificazione dell'Imperatore”.