IL MISTERO DEI TUNNEL SOTTO IL MAR NERO


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a cura della redazione 29 Gennaio

In una cronaca antecedente la prima guerra mondiale, viene raccontata una strana storia in cui si parla di come i contadini di Dobrogea attraversassero il Mar Nero percorrendo misteriosi cunicoli megalitici costruiti migliaia di anni prima per portare le pecore in Turchia...

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Un rapporto, scritto oltre 100 anni fa, racconta una strana storia su come i contadini di Dobrogea usassero tunnel sotterranei migliaia di chilometri sotto il Mar Nero per portare le pecore in Turchia. Lo riporta il periodico online Descopera LumeaIl commercio di ovini era molto fiorente prima dello scoppio della guerra. I Dobrogeni allevarono le pecore per portarle nell'Impero Ottomano e nei paesi dell'Asia minore. Nonostante il periodo comunista in Romania generò una sorta di cancellazione della memoria collettiva, relegandone le conoscenze nel folklore e nella leggenda, secondo questo rapporto, antecedente la prima guerra mondiale, dal sud dell'attuale Dobrogea e dal Quadrilatro iniziavano due tunnel sotterranei che attraversavano completamente l’immensa distesa d'acqua. Anche se la notizia non è recente, era stata già rilanciata dal quotidiano rumeno National nel 2014, è interessante notare che l’esportazione di bestiame cui fa riferimento non veniva effettuata né via terra né su navi, ma attraverso due tunnel di dimensioni impressionanti, presumibilmente artificiali. Non è possibile dire esattamente chi li abbia costruiti né perché, ma è interessante notare che secondo la stampa rumena durante la guerra l’accesso ai cunicoli fu bloccato per motivi di sicurezza nazionale e furono sorvegliati. Si legge anche che la agenzie segrete deputate alla sicurezza durante il periodo comunista fossero consapevolI dell'esistenza di questi tunnel megalitici e che non permisero a nessuno di avvicinarli. Perché? La nota, che è riportata anche da altri media telematici sulla rete, sostiene che negli anni '80, i soldati che erano impegnati lungo il Danubio e il canale che conduce al Mar Nero, scoprirono per caso un'altra bocca di accesso ai tunnel. Si trovava in un cimitero di Murfatlar e sembra sia stata usata in numerose occasioni per recarsi regolarmente in Bulgaria. Ad aggiungere un alone di mistero ai due tunnel esiste una “leggenda” che vorrebbe siano stati costruiti migliaia di anni prima della nostra era da una civiltà tecnologicamente avanzata. In effetti la loro complessità sarebbe inspiegabile: stiamo parlando di cunicoli sottomarini. È possibile si tratti di formazioni naturali?

Testimonianze di tunnel dell'età della pietra sono state trovate sotto centinaia di insediamenti neolitici in tutta Europa - il fatto che così tanti siano sopravvissuti dopo 12000 anni mostra che la rete di tunnel originale deve essere stata enorme

Nel 2011 il Daily Mail diede la falsa notizia di misteriosi tunnel sotterranei che si estendono dalla Scozia fino all'Anatolia. In realtà, quanto asserito dall’archeologo tedesco Heinrich Kusch (intervistato per FENIX n. 37 da Adriano Forgione) era riferito a una fitta rete di cunicoli presenti in Europa e specificamente in Austria e Germania. Nel suo libro "Secrets Of The Underground Door To An Ancient World” (“I Segreti della Porta Sotterranea di un Mondo Antico”), affermava che in passato doveva essere una «enorme rete di collegamento», poiché alcune parti sono ancora intatte dopo le 12.000. anni. «Solo in Baviera (Germania) ho trovato 700 metri di gallerie. In Stiria (Austria) ne ho trovati 350 metri. E in Europa ne ho scoperto chilometri», spiegava allora Kusch. Si tratterebbe di tunnel che in alcuni tratti sono poco spessi, appena 70 centimetri, come se fossero crollati, «abbastanza per far rotolare una persona, ma niente di più». Eppure in alcune sezioni sembrano essere più ampi e disporreRICHIEDI L'ARRETRATObbero di ripostigli e di doppi piani. Sebbene le gallerie registrate da Kusch non comunichino oggi effettivamente tra loro, non possiamo negare con assoluta certezza che un tempo avrebbero potuto formare una rete sotterranea. Alcuni esperti ritengono che si tratti di formazioni naturali, utilizzate dall’uomo per proteggersi da calamità naturali o dai predatori, altri, però, sostengono che fossero una via di accesso sotterranea conosciuta da pochi. Un’ipotesi che ricorda le storie su Agarthi, il mitico regno sotterraneo ove risiederebbe, nella città di Shambala, il misterioso Re del Mondo, collegato da una fitta rete di gallerie sotto il Tibet, il Turkestan Orientale e la Mongolia, e di cui parlano lo storico polacco Ferdinand Ossendowski, nel suo libro "Bestie, uomini e dei” e  Saint-Yves d’Alveydre, in "Mission de l’Inde en Europe”.

Certamente sono molte le opere ciclopiche scoperte in tutto il mondo ancora oggi avvolte nel mistero: dalle città sotterranee della Cappadocia, regione interna dell’Anatolia; all’ipogeo di Hal Saflieni, nell’isola di Malta; agli antichissimi tunnel di Bogda Shan, in Asia centrale; fino all'estesa rete di gallerie che il ricercatore argentino di origine ungherese Juan Moricz, nel 1965, annunciò di aver scoperto nella regione di Morona-Santiago, nell’Ecuador, con larghe prese d’aria poste a distanze regolari e sale sotterranee dal soffitto a cupola, contenenti sculture e maschere rituali. Per quanto al momento l’ipotesi di una rete di tunnel che gli uomini avrebbero scavato in tempi immemorabili e che correrebbe in lungo e in largo, attraverso il sottosuolo di interi continenti, sia più ascrivibile alla leggenda che alla storia, il fatto che siano state rinvenute, esplorate e rintracciate simili relatà lascia un fondo di dubbio su quale possa essere stato effettivamente il loro uso.

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