IL MIT AMMETTE L’IPOTESI DI CIVILTÀ SIMULATE


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Dgital Trends, 4 Aprile

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E se la realtà fisica fosse un'illusione e vivessimo tutti in una “Simulazione” al computer? Ipotesi notoriamente sondata nel film del 1999 The Matrix, oggetto di un nuovo libro di Rizwan Virk, un informatico e sviluppatore che dirige la divisione “GIOCHI” dei laboratori presso il “Massachusetts Institute of Technology” (MIT). Può sembrare un'idea campata in aria ma l'ipotesi di “Simulazione” è seriamente discussa, oggi, nel mondo accademico, soprattutto da persone popolari come Elon Musk, che un paio di anni fa aveva dichiarato: “abbiamo un miliardo di possibilità di vivere nella Realtà di Base”. Virk è stato recentemente intervistato da “Digital Trends”, spiegando l'idea cardine delle sue conclusioni. “Tutto ciò che vediamo intorno a noi, inclusa la Terra e l'Universo, è parte di un MMORPG molto sofisticato (un gioco di ruolo di massa, online e multiplayer), e noi siamo semplicemente dei giocatori in questo schema. L'ipotesi stessa si presenta sotto forme diverse. In una versione, siamo tutti A.I. all'interno di una simulazione in esecuzione sul computer di qualcun altro; in un'altra versione, siamo "esseri" consapevoli, che esistono al di fuori della “Simulazione” e occupano dei corpi incarnando dei “personaggi”, alla stessa stregua di un elfo o nano in un RPG fantasy”, ha spiegato. Proprio come in The Matrix, nella famosa scena in cui Morpheus dà a Neo la scelta tra la pillola rossa o la pillola blu: prendendo la pillola rossa, si sveglia (in una vasca) nel mondo reale, dove controlla il suo personaggio di simulazione, incastrato attraverso un cavo fisico nella sua neocorteccia. “In quella particolare versione dell'ipotesi della simulazione, siamo esseri coscienti o biologici al di fuori della “Simulazione" e ognuno di noi controlla un personaggio”, ha sottolineato. Negli anni '80 e nei primi anni '90, però, non c'era abbastanza potenza di calcolo per rendere un mondo come “World of Warcraft” o”Fortnite”. Sino ad allora “ci siamo basati sulla capacità di costruire tecniche di ottimizzazione che ci permettessero di rendere solo ciò che il personaggio vede. "Un terzo del mio libro è dedicato alla tecnologia dei videogiochi, a come si è evoluto in passato e a quali sono gli stadi per arrivare a dove siamo oggi, ovvero a un "Punto di Simulazione", dove la “Simulazione" stessa è indistinguibile dalla Realtà”, ha concluso Virk. Anche Nick Bostrom, professore ad Oxford, aveva sviluppato e discusso “l'Ipotesi della Simulazione”, supponendo che una civiltà avanzata può creare "simulazioni di antenati" estremamente realistiche e che con una maggiore potenza di calcolo, potrebbe far partire rapidamente nuovi server e nuove civiltà. “Ciascuno di questi server può avere miliardi o trilioni di esseri simulati al loro interno. Se solo una civiltà raggiungesse il “Punto di Simulazione”, aumenterebbe la probabilità che il numero di esseri simulati sia maggiore rispetto al numero di quelli effettivamente biologici”, spiegò nel 2003. In quest'ottica, ognuno di noi potrebbe essere un esperimento sociale a pieno titolo.