IL NOME DI PILATO TRA LE ISCRIZIONI MISTERIOSE DI WADI EL-HUDI


Ancient Origins, 27 marzo

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Recentemente gli archeologi hanno scoperto più di cento iscrizioni incise sulla granodiorite, a Wadi el-Hudi, luogo dove gli antichi egizi estraevano l'ametista. “La pietra viola che utilizzavano per i gioielli, molto apprezzata dalla loro élite e dalle principesse”, ha spiegato il responsabile delle Antichità Egizie, Mahmoud Afifi. Nello stesso sito, i ricercatori hanno trovato 14 steli e 45 ostraca. La maggior parte delle iscrizioni su stele risalgono a circa 3.900 anni fa, periodo identificato dagli archeologi come il "Medio Regno" (2000-1700 a.C.). Quelle sulle ostraca, invece, risalgono a 2000 anni fa, periodo di contaminazione romana. Tra esse “una delle iscrizioni menziona Ponzio Pilato, il controverso governatore che secondo la Bibbia ha sovrinteso la prova di Gesù”, ha spiegato Kate Liszka, direttrice della spedizione. L'aspetto più misterioso degli scavi, però, è una stele di 3400 anni fa, sulla quale è inciso il nome di Usersatet, viceré di Kush, una regione nel sud dell'Egitto. Risale a un'epoca in cui il sito di Wadi el-Hudi era stato abbandonato. Perché qualcuno avrebbe dovuto trascinare quella stele per 300 chilometri nel deserto orientale e lasciarla proprio lì? Per risolvere il mistero, il team sta utilizzando la modellazione 3D e la fotogrammetria, in modo da realizzare una mappatura dettagliata della zona. "Il sito è pieno d’iscrizioni dietro ogni masso e attorno a ogni muro", ha aggiunto Liszka. Le incisioni, inoltre, mostrano minatori orgogliosi del loro lavoro, “il che suggerisce che non erano in stato di schiavitù”, ha sottolineato. Finora non sono stati trovati scheletri, “come se chiunque fosse morto in quel luogo, su un numero di 1.000-1.500 soggetti coinvolti nei lavori, sia stato riportato nella Valle del Nilo per essere sepolto, a meno che non si siano scomodati ad abbandonarlo nel bel mezzo del deserto”. A rendere ancora più enigmatica la ricostruzione dei fatti, l’indicazione sulle iscrizioni di soldati che sorvegliano le miniere, non è chiaro però con quale funzione. Per gli archeologi risulta, infine, incomprensibile come abbiano fatto a portare l'acqua ai minatori? Il pozzo più vicino è a 3 chilometri da Wadi el-Hudi. "L’ipotesi più plausibile è che abbiano trasportato l’acqua necessaria per migliaia di lavoratori direttamente dal Nilo, che si trova a circa 30 km di distanza”, ha detto la ricercatrice. In che modo non si sa.

FOTO: Dipartimento delle Antichità Egizie