IMMAGINI CODIFICATE NEL TESTO DELLA TORAH


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Enlace Judìo, 21 giugno

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Guillermo Navarrete Bergmann, Mercedes Navarro e Daniel Ríos sono tre ricercatori spagnoli che affermano di aver trovato precisi crittogrammi nascosti nella Torah ebraica, che svelerebbero un segreto celato per secoli all’interno del testo religioso ebraico. Le scoperte di questi giovani sono state pubblicate all'inizio di quest'anno nel lavoro "Sefart: El Software Divino", libro dove spiegano nel dettaglio il metodo matematico che ha consentito loro di scoprire quello che definiscono "il primo fumetto digitale nella storia". In un'intervista sul canale spagnolo Málaga RTV, Ríos ha spiegato che la loro ipotesi di studio è nata dal comune interesse per i testi antichi ed in particolare per la Torah, testo invariato per centinaia di anni, che lascia presupporre una "radice nascosta". Considerando il testo sacro ebraico come una struttura in cui si cela un codice binario, hanno scoperto che la combinazione delle lettere può generare la formazioni di precise immagini. 

Navarrete, l'unico dei tre a conoscere la lingua ebraica, cui si è interessato dopo un sogno premonitore, definisce il progetto "una miscela di teologia e scienza”, considerando il linguaggio biblico come una "tabella matematica”, una sorta di sistema di rappresentazione numerica secondo l'alefato. "In base alla Ghematria, codice alfanumerico utilizzato per lo studio della Bibbia, ogni parola ebraica della Torah, infatti  ha un valore numerico corrispondente alla somma totale delle sue lettere. Un approccio che può essere tradotto in altri sistemi numerici, come il binario”, spiega. La rappresentazione binaria di ogni numero ottenuto è stata tradotta a sua volta in pixel: uno nero per indicare il numero 1 e uno bianco per il numero 0, ottenendo una sorta di mappa “pixelata" che compone specifiche immagini.

La vera sorpresa è stata rendersi conto che le immagini formate corrispondevano o alludevano al passaggio da cui provenivano. Non si tratterebbe, dunque, di una casualità, ma di un atto intenzionale. I tre ricercatori affermano di aver tradotto l'intera Torah nel codice binario e che su “Sefart" è stato pubblicato solo lo 0,9 per cento del loro lavoro. Credono, inoltre, che, se i futuri progressi del calcolo quantistico sui crittogrammi verranno applicati, le immagini potrebbero diventare ancora più interattive e più comprensibili. Pertanto, questo è solo l'inizio delle loro ricerche. Per Navarrete ci sono due possibili spiegazioni: o gli scribi della Torah conoscevano il sistema per crittografare tali “misteri" nel testo sacro, oppure "esiste davvero un'entità, o un'intelligenza superiore, che è assolutamente senza tempo ed è sempre stata lì, capace di utilizzare, allora come oggi, una tecnologia che tutt’ora usiamo". Secondo Ríos, finora nulla di simile era stato estratto dal testo religioso ebraico, sebbene siano stati rintracciati codici, come quello dell'americano Michael Drosnin, autore del libro "The Bible Code: Saving the World", pubblicato nel 1997.