INCREDIBILE LIQUIDO LATTEO FLUORESCENTE IN NEW MEXICO


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a cura della redazione, 7 Giugno

Una vasca sotterranea, rimasta isolata dal resto del mondo per centinaia di migliaia di anni potrebbe svelare microrganismi sconosciuti. La cavità e il suo accesso contengono un minerale molto raro, conosciuto sin dall’antichità per la sua luminecenza solare e usato dai nativi americani durante i rituali sciamanici… 

ACQUISTA ORAUna spedizione speleologica tra i passaggi “vergini” delle caverne del Carlsbad Caverns National Park in New Mexico (USA), ha portato alla scoperta di uno strano liquido lattiginoso fluorescente. Uno spettacolo mai visto prima, simile a una scena di un film di fantascienza che mostra un lontano mondo alieno. La misteriosa pozza d’acqua è stata trovata dagli esploratori circa 200 metri sotto l’ingresso della grotta di Lechuguilla, una delle dieci grotte più lunghe del mondo e sede della famosa Camera di Atlantide. La notizia è stata riportata la scorsa settimana dalla pagina ufficilae di Facebook del Parco statunitense. Il sito è completamente incontaminato e gli studiosi ipotizzano che nell’acqua siano presenti batteri sconosciuti. «Questa piscina è stata isolata per centinaia di migliaia di anni e non aveva mai visto la luce prima di quel giorno», ha dichiarato su The Kansas City Rodney Horrocks, capo delle risorse naturali e culturali del Carlsbad Caverns National Park.

Anche se piccola, si tratta di una cavità poco profonda, larga circa 30 centimetri e lunga 60, ha una formazione geologica che la rende uno dei corpi d’acqua più speciali scoperti all’interno delle grotte. «Sia la piscina sia il passaggio per accedervi contengono barite, un minerale che non si trova nelle grotte soliamente. Resto dunque un enigma la sua formazione», spiega Hottocks. Questo solfato appartiene al gruppo della celestina ed è generalmente legato a zone termali. Esposta alla luce solare la trattiene e la riemette esternamente, tanto che a partire dal XVII secolo è stata ribattezzata con il nome di lapis lucifer o pietra illuminabile. La sua fluorescenza, però, era nota già ai tempi di Plinio il Vecchio e di Alberto Magno di Bollstädt, molto prima della scoperta dell’alchimista Vincenzo Casciarolo. Gli indiani d’America la utilizzavano nelle loro pratiche sciamaniche, per viaggiare nel mondo spirituale.

Simili corpi idrici isolati sono di partricolare rilevanza anche da un punto di vista scientifico. La vita microbiologica che può vivere all’interno di tali piscine potrebbe essere diversa da qualsiasi cosa abbiamo incontrato finora, in quanto parte di un ecosistema di particelle da tempo immemorabile. Secondo gli studiosi nessun contaminante può essersi fatto strada dall’esterno della grotta nel corpo idrico, poiché la grotta si trova in un’area selvaggia ben protetta. Il geoscienziato Max Wisshak, uno degli studiosi che hanno partecipato alla mappatura di circa due chilometri di passaggi, assicura che «il team ha preso precauzioni speciali per garantire che non fossero introdotti contaminanti quando la pozza d’acqua è stata scoperta», e spiega che sui bordi sotto questa pozza potrebbero vivere colonie batteriche che si sono evolute senza la presenza umana. 

©National Park Service, mappa 3D della grotta di Lechuguilla

Fu sempre nella grotta di Lechuiguilla che nel 2016 un team di ricercatori della McMaster University e della University of Akronun batteriovissuto isolato per oltre quattro milioni di anni, capace di resistere alla maggior parte degli antibiotici usati oggi. Lo studio fu ubblicato su NatureLa spedizione che ha esplorato il sistema di caverne sotterranee in New Mexico afferma di aver incontrato varie piscine, ma tutte di calcite, formatesi dalle infiltrazioni di pioggia attraverso il calcare sovrastante. La più grande, scoperta nel 1993, è stata soprannominata il “Lago del Cielo Liquido”. Rimane ancora un mistero quando la rete della caverna si sia formata esattamente. Finora non sono state trovate tracce visibili di vita, ma gli esploratori hanno incontrato scheletri di pipistrelli che si ritiene risalgano a diverse migliaia di anni. Ciò può suggerire la possibilità che esistano accessi non ancora scoperti.

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