ISRAELE, MISTERIOSI SIMBOLI IN UNA CRIPTA ABBANDONATA


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Times of Israel, 31 Ottobre

Un sito cristiano di 1.500 anni fa, scoperto nel cuore dell’ultra-ortodossa Ramat Beit Shemesh, dedicata a una predicatrice del II secolo d.C., nasconde in una cripta abbandonata simboli e memorie rituali di Rinascita…

Un team di archeologi quattro anni fa, ispezionando un distretto ultra-ortodosso a ovest di Gerusalemme scoprì nel mezzo del nulla una chiesa abbandonata. Ramificata in più direzioni, fu eretta intorno al 543 d.C., sotto il regno dell’imperatore Giustiniano nel VI secolo d.C. (527-565), e rimase in uso fino all’inizio del IX secolo d.C.. Oltre a una cappella laterale con un grande fonte battesimale in pietra scolpita, la chiesa comprende una misteriosa cripta sotterranea intatta. «Entrambe sono piene di schemi circolari, che simboleggiano la morte e la rinascita. L’ipogeo ha una forma a crocifisso quadrilatero, come il luogo in cui venivano celebrati i riti nel fonte battesimale. Quest’ultimo è scolpito su un singolo blocco di pietra massiccia, simile a quello del bagno del re Erode nel palazzo di Gerico, raggiungibile da due ingressi», spiega il reponsabile dell’Autorità per le Antichità di Israele, Benjamin Storchan. 

La cripta fu scoperta per caso da uno dei 5.000 volontari inciampato in un buco nel pavimento dove era caduta una roccia. Dopo aver inserito le telecamere attraverso il foro, è stato individuato un arco che indicava un tetto a volta e un ampio spazio vuoto, che nessuno aveva usato per oltre 1.000 anni. Sepolta dal fango la cripta custodiva 300 lampade in argilla del IX secolo d.C. delle dimensioni di una mano, probabilmente lasciate dai pellegrini. Vi si accede attraverso due scale e mostra sulla sua facciata Est una vetrata rivestita di vetro verde-blu. «Pensi a una cripta come a un luogo oscuro e misterioso. Perché una finestra sotto il portale sbarrato?», si chiede Storchan, che sottolinea come il mix delle pareti in marmo bianco lucido con la luce verde-blu sembri evocare l’Acqua. «Il fonte battesimale, in una posizione secondaria, è abbastanza grande per l’immersione degli adulti, per una Rinascita,. - suggerisce - riempito con lampade a olio tremolanti, sarebbe stato sicuramente uno spettacolo memorabile». L’intera sala a cupola della cripta è rivestita con pannelli di marmo, ancorati attraverso grandi fori quadrati, mentre spesse porte di bronzo ne custodiscono l’accesso. Gli archeologi si sono consultati con gli esperti per capire come i raggi del Sole avrebbero potuto illuminare la stanza. Al momento non è stata ancora data una risposta esaustiva. La cripta giace direttamente sotto il coro della chiesa, che separava la sala principale dall’area dedicata al clero, come il tavolo eucaristico. 

Nell’ampio cortile davanti all’entrata della chiesa è inoltre presente una grande iscrizione greca a 10 righe. È qui che Storchan ha trovato il riferimento a un glorioso martire. «Non ci hanno insegnato questo nella scuola ebraica», sottolinea. Un esperto di greco antico, Leah di Segni della Hebrew University, sostiene che secondo la grammatica dell’iscrizione si tratterebbe di una donna, forse Santa Tecla, la cui festa si celebra il 23 settembre a ridosso dell’equinozio d’Autunno. Nata da ricchi genitori, si convertì al cristianesimo dopo aver ascoltato le prediche dell’apostolo Paolo (di Tarso) dalla sua finestra nella città di Iconium, nell’odierna Turchia, come testimoniato dagli Atti Apocrifi di Paolo e Tecla del 180 d.C.. Ci sono diverse chiese dedicate a lei lungo i confini del moderno stato ebraico, di cui una proprio nel Santo Sepolcro e una sul Monte degli Ulivi a Gerusalemme. La più famosa, tra quelle sparse nel mondo, è la tomba-grotta di Seleucia, nella Turchia meridionale.