L'ARTE RUPESTRE IN SVEZIA CONFERMA LA NAVIGAZIONE NELL'ETÀ DELLA PIETRA


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a cura della redazione, 9 Novembre

Analizzando il dipinto rupestre di Tumlehed, i ricercatori hanno trovato le prove che testimoniano la caccia di balene e foche praticata almeno 6000 anni fa da un popolo culturalmente collegato alla Fennoscandia orientale e settentrionale...

Con l’aiuto di nuove tecnologie, i ricercatori dell’Università di Göteborg sono stati in grado di rivelare una serie di motivi in precedenza sconosciuti sulla pittura rupestre di Tumlehed, la più complessa e meglio conservata della Svezia sud-occidentale, custodita a quindici chilometri dal sobborgo di Torslanda sull’isola di Hisingen. Il più importante di tali motivi appena scoperti sono tre barche con steli a testa di alce. È la prima volta che vengono documentate in Scandinavia, fornendo la conferma che i cacciatori dell’Età della Pietra era in grado di intraprendere viaggi in mare di lunga distanza almeno 6.000 anni fa. «Abbiamo trovato tre imbarcazioni a testa di alce collegate a una piccola balena, una foca e quattro pesci, segno evidente che si tratta di scene di caccia e pesca in alto mare» afferma l’archeloga Bettina Schulz Paulsson, responsabile del progetto. La studiosa, che ha da poco tracciato le origini delle tombe megalitiche e il modo in cui si sono diffuse in Europa in una scoperta pubblicata all'inizio di quest’anno dalla rivista PNAS, ha voluto applicare la stessa tecnica per studiare la pittura rupestre di Tumlehed. «La datazione è incerta, anche se il confronto con immagini simili del litorale può indurci a restringe l'intervallo di tempo tra il 4200 e il 2500 a.C.. Non possiamo però escludere che cacciatori mobili siano approdati prima sulla costa occidentale della Svezia per catturare foche e balene. Sicuramente questo significa che erano esperti navigatori del mare e che erano molto più sofisticati e sviluppati di ciò che si pensa», spiega la ricercatrice. «Negli ultimi anni - agiunge - ciò che sappiamo della preistoria sta subendo un radicale cambiamento grazie allo sviluppo tecnologico in costante progresso». (leggi anche le ultime scoperte sull'uomo di Neanderthal).Tra le tecnologie impiegate per analizzare la pittura, è stato adoperato un programma di potenziamento dell’immagine digitale, originariamente sviluppato dalla NASA e sempre più utilizzato nella ricerca sull’arte rupestre: lo “Dstretch”. «Lo scopo era quello di migliorare digitalmente simboli che non sono più visibili ad occhio nudo». Usando la spettroscopia a fluorescenza di raggi X (PXRF) portatile, «è stata anche determinata la composizione chimica di base del pigmento usato nei motivi, che ha confermato l’uso di diversi lotti di vernice suggerendo almeno due momenti separati nella produzione del dipinto, di cui la parte non visibile è sicuramente più antica», ha spiegato l’archeologo Christian Isendahl, che ha partecipato al progetto. ll dipinto rupestre di Tumlehed indica viaggi marittimi durante l'Età della Pietra culturalmente collegati alle popolazioni della Fennoscandia orientale e settentrionale, un’area che copre Norvegia, Svezia, Finlandia, penisola di Kola e Carelia russa. «Cervi, renne e alci sono spesso motivi raffigurati dai Fennoscandi, sicuramente legati alle attività di caccia, ma potrebbero anche aver avuto importanti ruoli simbolici e spirituali per queste società», rileva Schulz Paulsson. Lo studio intitolato “Elk Heads at Sea: Maritime Hunters and Long-Distance Boat Journey in Late Age Age Fennoscandia” è stato pubblicato nel numero di novembre dell’Oxford Journal of Archaeology.