L'UNIVERSO POTREBBE ESSERE UNA “RUOTA" GIGANTE


a cura della redazione, 4 Novembre

Che forma ha veramente lo spazio? Tutto ciò che pensiamo di sapere sull'universo potrebbe essere sbagliato? Invece di essere piatto come un lenzuolo, potrebbe essere curvo e muoversi in “loop"? Un nuovo articolo pubblicato ieri, sulla rivista Nature Astronomy, dimostrerebbe che è proprio così...

Esaminando i dati della debole eco del Big Bang (Cosmic Microwave Background - CMB), i cosmologi Eleonora Di Valentino, dell’Università di Manchester, Alessandro Melchiorri dell’Università di Roma La Sapienza, e Joseph Silk, dell’Università John Hopkins, ne hanno registrato una flessione lenta, che presumibilmeTutta la nostra storia cosmica è teoricamente comprensibile in termini di strutture e regole che la governano. Solo comprendendo come come l'Universo si è espanso possiamo veramente capire cosa lo compone e come graviti. Le frequenze CBM impresse nello spazio ci consentono di testare la nostra storia cosmica, e di verificare i limiti fondamentali cui siamo soggetti - ©Nicole Rager Fuller - National Science Foundation nte non ha una ripercussione diretta nei singoli movimenti, nella nostre vite come nello spazio. Eppure, se viaggiassimo oltre la nostra galassia, lontano nell’oscurità profonda, muovendoci in linea retta, finiremmo per girare intorno e torneremmo indietro da dove abbiamo iniziato. I cosmologi hanno definito questa ipotesi con il termine “Universo Chiuso”, che ricorda in qualche modo l’Uroboro, il simbolo usato dagli antichi Egizi per descrivere il Mondo, l'Universo e l'Unità di Tutte le cose. «Se riavvolgiamo l’espansione dello spazio fino all’inizio, ai primi 0,0000000000000000000000001 secondi dopo il Big Bang - sottolineano gli scienziati - possiamo riprodurre virtualmente quel momento incredibile di espansione, quando lo Spazio si è sviluppato esponenzialmente da quel punto infinitesimale da cui era iniziato». Sulla scorta dei nuovi dati, ora bisogna capire se siamo di fronte a un’espansione infinita o a un ciclo e se l’universo si muove in una sorta di “ruota”. Secondo Live Sciencela teoria dell’Universo Chiuso era in circolazione da tempo, ma solo ora ha ottenuto le prove concrete necessarie per aprire un dibattito accademico, anche se non sono assolutamente conclusive. Per comprendere la differenza tra le due ipotesi, quella appena pubblicata e quella consolidata, Melchiorri ha utilizzato due figure geometriche, una piatta come un foglio, equiparabile all’Universo Aperto, e una sferica, come un palloncino areostatico, equivalente all’Universo Chiuso. «In entrambi i casi - spiega il cosmologo - abbiamo una forma di espansione. Eppure, quando il foglio si espande, ogni punto si allontana dall’altro in linea retta; quando il palloncino viene gonfiato, la curvatura del palloncino rende la geometria di quel movimento più complicata e per quanto i punti si allontanino tra loro tornano indietro. Questo significa, che due fotoni che viaggiano in parallelo in un universo chiuso, si incontreranno alla fine. In un universo aperto e piatto, viceversa, i fotoni lasciati indisturbati viaggerebbero lungo i loro percorsi paralleli, senza mai interagire tra loro». Il modello più inflazionato suggerirebbe che l’universo sia piatto. Ipotizzare che non sia così potrebbe creare problemi non indifferenti alla Fisica.Tanto per cominciare bisognerebbe adattarla a quel meccanismo primordiale e ripetere tutti i calcoli del processo. In cosa consiste l’anomalia registrata? Il CMB è la fonte di dati più importaI primi dati della collaborazione Planck mappano le microonde sullo sfondo cosmico ©ESA in collaborazione con il progetto Planck Collaborationnti sulla storia e sul comportamento dell’universo, la più antica e la più diffusa nello spazio. Si tratta di microonde di luce ambientale, radiazioni elettromagnetiche con lunghezza d'onda compresa tra le gamme superiori delle onde radio e la radiazione infrarossa, che è possibile registrare al netto di qualsiasi interferenza. In base agli ultimi dati, «è stato scoperto che esiste una sorta di “lente gravitazionale” , il che significa che la gravità sembra piegare le microonde del CMB più di quanto la fisica esistente possa spiegare», aggiunge Melchiorri. Per spiegare questo comportamento anomalo, il Planck ha appena inserito una variabile aggiuntiva al modello di formazione dell'universo, che gli scienziati chiamano “A_lens”. Ma non esiste un parametro simile nella teoria della relatività di Einstein. Secondo i calcoli del team di cosmologi, i dati del Planck indicano un universo chiuso con una deviazione standard di 3,5 sigma (una misurazione statistica non casuale al 99,8%), ben al di sotIllustrazione logaritmica dell'universo disegnata da ©Pablo Carlos Budassi nel 2013to dei 5 sigma che i fisici di solito cercano prima di confermare un’ipotesi. I cosmologi dell’Università di Cambridge, George Efstathiou e Steven Gratton, esaminando un sottoinsieme più ristretto di dati rispetto al documento pubblicato su "Nature Astronomy", supportano l’ipotesi dell’Universo Curvo, anche se con meno confidenza statistica di Di Valentino, Melchiorri e Silk. Per Efstathiou, infatti, «se l'universo fosse curvo, solleverebbe una serie di problemi, contraddicendo tutti gli insiemi di dati dell’universo primordiale sino ad ora assodati e innescando una serie di discrepanze nella frequenza osservata dell’universo in espansione». I dati su cui il team sta attingendo provengono da una versione del 2018 del Planck, un esperimento condotto in collaborazione con l’Agenzia Spaziale Europea (ESA) per mappare la CMB in modo più dettagliato. I nuovi dati saranno pubblicati sul prossimo numero della rivista "Astronomy & Astrophysics” ed è disponibile. ora sul sito web dell'ESA.