LA NASA SI PREPARA ALL’ARRIVO DEL “DIO DEL CAOS”


Indipendent, 6 Maggio

FOTONASA / JPL-Caltech

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La NASA si sta già preparando per l'arrivo di un enorme asteroide che sorvolerà la Terra tra 10 anni. Il 13 aprile 2029, le persone che guarderanno verso il cielo vedranno un granello di luce che striscia sulle loro teste, che diventerà rapidamente sempre più luminoso. Viaggerà così velocemente che attraverserà la Luna in un minuto e sarà visibile come le stelle nel cielo notturno, anche di giorno. Gli scienziati lo hanno chiamato “Apophis”, come il “dio egizio del Caos”: un enorme asteroide di 340 metri di diametro, che la Nasa si sta già preparando ad osservare mentre sorvola la Terra. L’Agenzia Spaziale sostiene che si manterrà a una distanza di sicurezza di circa 30.500 chilometri dalla Terra e che il suo passaggio “non dovrebbe avere nessuna conseguenza sul nostro pianeta, ma sarà comunque molto vicino a noi”, come alcune navicelle spaziali che ci gravitano intorno. Sarà abbastanza vicino che i ricercatori si preparano a scattare fotogrammi nitidi per poter osservare la roccia come se fossero lì. 

Un evento raro. Gli scienziati ne hanno visti di più piccoli a una distanza anche più ravvicinata, ma questa voita siamo di fronte a un asteroide di dimensioni colossali. “L’approccio ravvicinato dell’Apophis nel 2029 sarà un’incredibile opportunità per la scienza”, ha detto Marina Brozović, scienziato del Jet Propulsion Laboratory della NASA a Pasadena, in California, che lavora sulle osservazioni radar degli oggetti in orbita attorno alla Terra (NEO). “Studieremo l’asteroide con i telescopi sia ottici sia radar. Con le osservazioni radar, potremmo essere in grado di vedere dettagli in superficie come se fossimo a una distanza di pochi metri”, ha spiegato. Gli scienziati, che si sono incontrati la scorsa settimana alla Planetary Defense Conference 2019, nel Maryland, hanno anche simulato la collisione con l’asteroide oltre a discutere su come osservare l’evento e le missioni che potrebbero essere inviate per avvicinare il più possibile l’enorme frammento roccioso che sta galleggiando nello Spazio verso di noi.

Le sue dimensioni sono tali che sarà visibile, per la prima volta in assoluto ad occhio nudo, quando arriverà nel cielo notturno sopra l’emisfero australe, muovendosi rapidamente attraverso la costa orientale fino alla costa occidentale dell'Australia. Farà il giro del mondo, attraverserà l’Oceano Indiano e si dirigerà verso gli Stati Uniti. Il suo approccio più ravvicinato sarà quando sorvolerà l’Oceano Atlantico. Si muoverà così velocemente che lo attraverserà tutto in appena un’ora e poi, si spera, schizzerà via nello Spazio. Apophis è stato avvistato per la prima volta dagli astronomi al Kitt Peak National Observatory nel giugno 2004. Poco dopo averlo individuato, si sono verificati diversi problemi tecnici e meteorologici. Ultimamente è stato identificato di nuovo dagli scienziati australiani, che hanno calcolato ci sia una probabilità del 2,7 percento che colpisca la Terra quando passerà nel 2029. Da allora sono stati effettuati una serie di studi di approssimazione e in base agli ultimi calcoli i ricercatori hanno ridotto la possibilità di un evento catastrofico a 1 su 100.000, ma non lo escludono. Quando arriverà nel 2029, se tutto andrà per il meglio, gli scienziati sperano di saperne di più sulla dimensione, sulla forma, sulla composizione e forse sul suo interno.

Durante la conferenza, i ricercatori si sono interrogati su come e se l'asteroide influenzerà la gravità della Terra. “Sappiamo già che l’incontro ravvicinato con il nostro pianeta cambierà l’orbita di Apophis, ma i nostri modelli mostrano che potrebbe essere interessata anche la sua rotazione, ed è possibile che si verifichino su di esso cambiamenti superficiali come piccole valanghe”, ha detto Davide Farnocchia, un astronomo del Center for Near Earth Objects Studies (CNEOS) del JPL, che ha co-presieduto la sessione del 30 aprile con Brozović. I ricercatori, auspicando che l’impatto con la Terra non si verifichi, sperano che il lavoro di osservazione possa invece proteggerci nell’eventualità che si presentino future minacce simili. “Apophis è un rappresentante di circa 2.000 asteroidi potenzialmente pericolosi attualmente conosciuti (PHAS)”, ha detto Paul Chodas, direttore del (CNEOS). “Osservandolo durante il suo sorvolo del 2029, acquisiremo importanti conoscenze scientifiche che un giorno potrebbero essere utilizzate per la difesa planetaria”, ha concluso.