LA VITA SULLA TERRA VIENE DA UN ALTRO SISTEMA STELLARE?


Space, 4 Maggio

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La vita potrebbe essere arrivata sulla Terra da molto lontano, a bordo di un asteroide interstellare, simile allo strano oggetto a forma di sigaro, chiamato Oumuamua, avvistato nell’autunno 2017 mentre attraversava il nostro sistema solare. A dirlo sono stati gli scienziati durante la tavola rotonda che si è tenuta il mese scorso a Berkeley, per la conferenza “Breakthrough Discuss” organizzata dall’Università della California (UC). Il fatto che sia stato il primo oggetto interstellare ad essere osservato non significa che sia stato l’unico e sicuramente il suo passaggio ha posto molti interrogativi per i ricercatori.

M. Kornmesser/ESOPensiamo che come Oumuamua ce ne siano altri, almeno uno circa ogni UA dal Sole (una UA, o Unità Astronomica, è la distanza media tra il Sole e la Terra, apri a circa 150 milioni di chilometri)", ha dichiarato Bill Bottke, che dirige il Dipartimento di Studi Spaziali presso il Southwest Research Institute di Boulder, in Colorado. Un’affermazione da cui derivano implicazioni molto interessanti, tra le quali il ruolo che oggetti simili potrebbero avere nel trasferimento della vita da mondo a mondo nell’intero cosmo, una teoria nota come Panspermia”, ha sottolineato Bottke. La dimensione esatta di Oumuamua è sconosciuta, ma gli studiosi pensano che non sia più lungo di 800 metri. L’oggetto ha mostrato un’accelerazione non gravitazionale mentre si allontanava dal Sole, stimolando la speculazione che possa essere una nave spaziale aliena di qualche tipo. Ma il punto di vista comune degli scienziati è che l'intruso sia ghiacciato e che i suoi strani movimenti siano causati da un degenerazione dell’asteroide/cometa. “Questo ci dice che masse compatte di ghiaccio possono sopravvivere sulle lunghe distanze interstellari”, ha spiegato l’astrobiologo Karen Meech, dell’Istituto di Astronomia dell’Università delle Hawaii, durante il panel di Breakthrough.

Precedenti ricerche sulle comete e su altri piccoli corpi all’interno del nostro sistema solare suggeriscono che “gli oggetti come Oumuamua sono dotati di un buon isolamento termico e di una schermatura contro le radiazioni”, ha aggiunto. Questa è una buona notizia per tutti i microbi che potrebbero essere trasportati involontariamente! “Probabilmente ciò che è al suo interno è protetto, e il fatto stesso che non abbia uno spessore troppo ampio gli consente uno scudo naturale di difesa contro le radiazioni o il surriscaldamento”, ha spiegato Meech. Quindi, qualora portasse con sé qualche organismo vivente lo farebbe preservandolo a uno stato di congelamento profondo. Gli astronomi non hanno ancora identificato il sistema stellare di origine di Oumuamua, quindi non sappiamo da dove e da quanto tempo sia stato espulso, ma potrebbe aver viaggiato attraverso lo spazio interstellare per 10 milioni di anni o più. Non è chiaro se qualche presunta creatura a bordo di oggetti come Oumuamua possa sopravvivere nell’eventualità di un impatto con la Terra. Sappiamo però che “l’asteroide ghiacciato ci ha oltrepassato a una velocità di circa 215.000 km/h” ha aggiunto Meech. La velocità di impatto sarebbe stata molto più elevata e avrebbe potuto raggiungere i 360.000 km/h.

Percorso di A/2017 U1, un asteroide o forse una cometa, mentre attraversava il nostro sistema solare interno (NASA/JPL-Caltech)Stranamente gli scienziati ritengono che la cometa, per quanto compatta, sia abbastanza “fragile” e che, “se entrasse nella nostra atmosfera, potrebbe sgretolarsi e disperdere il suo ipotetico contenuto”, o almeno così sostiene Steinn Sigurdsson, un professore del Dipartimento di Astronomia e Astrofisica della Penn State University, presente al panel. Uno studio precedente, dell’astronomo Avi Loeb e di altri ricercatori dell’Università di Harvard, insieme ai calcoli di Sigurdsson, suggerisce che “circa 100 oggetti simili a Oumuamua si sono schiantati sulla Terra in circa 4,6 miliardi di anni della storia del nostro pianeta”. Questo presuppone che siano su traiettorie casuali e che non siano stati inviati da alieni intelligenti, come vorrebbero i sostenitori della teoria della “Panspermia Diretta”.

Questa trama della curva di luce di Oumuamua mostra come l'asteroide interstellare abbia subito variazioni di luminosità a ottobre

Non siamo però in grado di dire se siano abitati o meno. Dovremo avvicinarne uno per farlo. Purtroppo non è possibile inseguirli, né fermarli”, ha detto Loeb, che presiede il Dipartimento di Astronomia di Harvard e che recentemente è stato co-autore di un documento speculativo, nel quale si ipotizza che Oumuamua possa essere un velivolo alieno. “Non sappiamo esattamente dove sia ora l’oggetto, quindi ogni sonda per l’inseguimento dovrebbe essere equipaggiata con un potente, pesante e costoso telescopio. Per raggiungerlo - ha ribadito Loeb seduto tra il pubblico - dovremmo essere lanciati come una fionda verso il Sole e passargli accanto a una distanza pericolosamente vicina”. Ha molto più senso intercettare con ampio anticipo il prossimo oggetto interstellare in arrivo. Il potente Large Synoptic Survey Telescope, che dovrebbe iniziare a osservare i cieli dal Cile il prossimo anno, “probabilmente individuerà un oggetto interstellare al mese quando sarà completamente operativo - ha aggiunto Loeb - quindi, basta aspettare solo qualche anno e li potremo studiare a costi più bassi. Anche perché se li si rileva in avvicinamento alla Terra è possibile incontrarli a metà strada e a velocità relativamente basse”, ha concluso.

Immagini di Oumuamua catturate il 27 ottobre 2017 dal telescopio WIYN a Kitt Peak in Arizona. Confermano che l'oggetto non presenta la solita scia di polvere e gas che sfreccia da una cometa mentre si avvicina al Sole, sembra più un asteroide di forma irregolare.

Durante la conferenza non si è escluso, comunque, che la vita sia stata portata sulla Terra. I pianeti del nostro sistema solare perdono frammenti di roccia abbastanza regolarmente, come attesta la crescente deriva di meteoriti da Marte verso la Terra. In effetti, alcuni ricercatori pensano che la vita possa essere iniziata sul Pianeta Rosso e che si sia fatta strada verso la Terra a bordo di un meteorite che vagava nello spazio entrato in collisone con il nostro pianeta. In mancanza di uno studio ravvicinato la Panspermia interstellare, sia che se ne ipotizzi una manipolazione aliena diretta, sia che la si immagini come un fenomeno naturale, resta ancora un’ipotesi da verificare…