LE AMAZZONI ESISTEVANO REALMENTE!


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Washington Post, 1 gennaio

Gli archeologi hanno scoperto i resti di quattro donne guerriere, sepolte accanto a punte di freccia, lance e attrezzature per l’equitazione in una tomba nella Russia occidentale, proprio dove le antiche storie greche collocavano le Amazzoni…

Un team di ricercACQUISTA ORAatori dell’Istituto di Archeologia dell’Accademia delle Scienze Russa (IARAS) ha identificato i corpi di quattro donne nomadi della Scizia, che furono sepolte circa 2.500 anni fa, vicino all’attuale comunità di Devitsa. Secondo gli archeologi, le donne avevano un’età compresa tra i primi anni dell’adolescenza e la cinquantina. La più adulta di loro è stata trovata con un copricapo cerimoniale dorato, un calathus, inciso con ornamenti floreali, indice di elevatura sociale all’interno del gruppo. Una scoperta che per gli studiosi rappresenta una delle prove più dettagliate fino ad oggi rinvenute che le le Amazzoni non sono solo un’antica leggenda. 

Valerii Guliaev, capo della spedizione, ha annunciato i risultati degli studi il 6 dicembre scorso, durante la sessione del Consiglio Accademico della IARAS: «La nuova scoperta in Russia segna una svolta: è la prima volta che più generazioni di donne del popolo degli sciti sono state trovate sepolte tutte insieme. I risultati suggeriscono che le quattro donne erano addestrate sin da giovanissime, proprio come i ragazzi, ad andare a cavallo e ad usare archi e frecce e questo conferma che ci troviamo di fronte a donne guerriere sin da bambine». Di particolare rilievo, per gli studiosi è il copricapo rivenuto disposto sopra la testa della donna più anziana. Risulta essere di una lega partcolare come un’elevatissima percentuale d’oro, circa il 65 - 70%, molto più alta di quella che si trova nei gioielli sciti, che in genere si aggira intorno al 30%. «Abbiamo trovato più di due dozzine di copricapi simili nella steppa della Scizia, ma sempre separati dai corpi e meno preziosi», spiega Guliaev.

Il cimitero Devitsa V, scoperto nel 2010, è composto da 19 tumuli di cui una parte è quasi nascosta. Si tratta di una piccola collina di 1 metro di altezza e 40 metri di diametro. Al centro del tumulo, gli archeologi hanno trovato i resti della tomba e stretti dromos d’ingresso dal lato orientale. Nell’antichità il luogo di sepoltura era coperto da blocchi di quercia disposti a croce e poggiati su 11 pile di legno. La fossa della tomba era circondata da terreno argilloso. Nel tumulo furono sepolte contemporaneamente quattro donne di diversa età: due giovani, una tra i e 20-29 anni, e un’altra tra i 25-35 anni; una ragazza di 12-13 anni; e una donna di 45-50 anni. La simultaneità della sepoltura è certificata, secondo gli studiosi, dal fatto che l’accesso fu volontariamente bloccato e sarebbe stato impossibile aprirlo in seguito. 

Sfortunatamente ci riuscirono i saccheggiatori di tombe, che hanno portato via alcuni oggetti preziosi e hanno sparpagliato alcune ossa. Oltre ai resti sparsi, i ricercatori hanno trovato nella parte settentrionale della fossa più di 30 teste di frecce di ferro, un gancio a forma di uccello, frammenti di imbracatura per cavalli, ganci di ferro per imbracatura sospesa, coltelli di ferro, frammenti di navi modellate, ossa di più animali. È stato anche rinvenuto un lacythus laccato nero spezzato con palmette a figure rosse risalente al IV secolo a.C.. Sul muro meridionale e occidentale sono stati rivenuti due scheletri intatti, adagiati su letti di legno coperti da erba. 

Uno di essi apparteneva a una giovane donna sepolta nella “posizione di un cavaliere”, con i tendini delle gambe recisi. Sotto la spalla sinistra di una delle Amazzoni c’era uno specchio di bronzo, due lance e un braccialetto fatto di perle di vetro. Tra le gambe erano stati posti due vasi. 

La seconda donna era un’anziana di 40 massimo 50 anni. Genericamente si presume che l’aspettativa di vita di una donna di quell’epoca si aggirasse tra i 30-35 anni. Fu sepolta con paramenti cerimonali, decorati da dischi floreali e pendenti a forma di anfore. Come hanno dimostrato le ricerche, i gioielli sono stati realizzati in lega, dove circa il 65-70% era oro e il resto rame, argento e in piccola percentuale ferro. Secondo Adrienne Mayor, autrice di “The Amazons: Lives and Legends of Warrior Women in the Ancient World”, questa è la prima volta che un copricapo così ben conservato è stato trovato sulla testa di una donna guerriera. «Ora abbiamo la prova che quelle donne esistevano e che la vita di quelle antiche guerriere ha davvero influenzato le idee e le visioni dell’antica Grecia di ciò che dicevano delle Amazzoni», spiega. 

Scavi precedenti hanno rivelato prove simili, anche se non sempre così ben conservate. Nel 2017, i ricercatori armeni hanno scoperto i resti di una donna di vent’anni, morta sicuramente in battaglia, che ricordava i miti delle Amazzoni. Nel loro rapporto pubblicato a novembre scorso sull’International Journal of Osteoarchaeology, gli studiosi fecero notare che aveva una punta di freccia conficcata nella gamba e che la sua struttura ossea e muscolare indicava che era un’abile cavallerizza.

Insieme alla donna più anziana fu deposto anche uno strano coltello di ferro con la punta biforcuta, avvolto in un pezzo di stoffa. «Questi reperti, come molti dettagli sull’arma e sull’imbracatura del cavallo, consentono di suggerire che le donne guerriere erano un’istituzione per le tribù nomadi iraniane e semi nomadi dell’Europa orientale,e che le Amazzoni furono sepolte proprio qui», conclude Guliaev.

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