LO SCANNER RIVELA TRACCE DI UN'ANTICA PIRAMIDE SEPOLTA A SUD DI SAQQARA


a cura della redazione

fonte Daily Express, 24 Ottobre

Un egittologo che ha trascorso gli ultimi tre decenni a sondare l’area dove sorge Saqqara, a soli 30 chilometri dalla Piana di Giza, è convinto di aver scoperto il sito che custodisce la base di una nuova piramide sepolta sotto il deserto della necropoli vicino a Menphi…

L’archeologo Vasko Dobrev, ha recentemente annunciato a Channel 5, un canale televisivo britannico, di avere le prove dell’esistenza di una nuova piramide a Sud della necropoli di Saqqara. Intervistato da Tony Robinson, nel documentario “Opening Egypt's Great Tomb”, l’egittologo ha dichiarato che esiste una struttura non identificata sotto la sabbia nell’area, individuata utilizzando la più recente tecnologia geofisica. Sembra che Dobrev abbia trovato una costruzione quadrata che potrebbe essere la base di una piramide: «Si stima che la struttura misuri 80 metri per 80 ed è molto probabile sia stata creata dall’uomo, perché ha angoli retti», dice l’esperto.

I resti della presunta piramide, sepolta nella zona di Saqqara Sud, si troverebbero a nord-ovest del luogo di sepoltura del faraone Pepi I, a Tabbet al-Guesh. Lo studioso crede che tutti i membri di una dinastia siano stati sepolti qui a causa della sua vicinanza a Menphi: «Le piramidi qui hanno attraversato sei secoli di storia egizia, ma una dinastia di faraoni in particolare ha scelto di costruire le loro magnifiche tombe a Saqqara», spiega. Dopo aver condotto Robinson su un altopiano piatto di 15 ettari, sul quale Dobrev sta indagando da anni, l'archeologo ha rivelato le prove a sostegno della sua asserzione. «Siamo su una buona altezza, dalla quale possiamo osservare tutta la zona. Da qui abbiamo scoperto che esiste una sorta di livellatura di tutte le piramidi che si trovano a Saqqara», ha spiegato fornendo al documentarista britannico l’immagine della scansione, che mostra qualcosa d’insolito sotto le sabbie del deserto, anche se non possiamo asserire si tratti di una prova conclusiva.

Dobrev ha sottolineato di essere fiducioso che la base della piramide, rimasta nascosta sotto la sabbia per millenni, sia stata costruita per Userkare (XXIII secolo a.C.), che governò tra il regno di Teti e Pepi I. «L’Egitto rimase in un limbo di potere dopo l’assassinio di Teti , fino a quando Userkare venne per riportare la pace e ripristinare l’ordine», ha sottolineato. L’attribuzione a tale faraone è dovuta al fatto, secondo Dobrev, che si trova vicino ai luoghi di sepoltura di suo padre e di altri membri della sua famiglia e che questa sia «precisamente la dimensione di una piramide che risale al periodo in cui regnò Userkare». L’egittologo sostiene che questo faraone della VI dinastia non visse abbastanza a lungo da poter costruire la sua piramide: «Non regnò per molto tempo, forse tre o quattro anni e sicuramente non è riuscito a finire in tre anni una piramide che avrebbe dovuto essere alta almeno 52 metri. Potrebbe aver avuto solo il tempo di crearne la base», ha dichiarato. «Da questa posizione - ha suggerito mostrando la vallata dall’altopiano - possiamo dire che esiste una specie di livello piramidale: abbiamo suo padre a nord, suo figlio è lì e suo nipote è dietro di noi». Secondo l'astrofisico ed egittologo Giulio Magli la piramide di Userkare si troverebbe a metà strada tra le piramidi di Pepi I e Merenre Nemtyemsaf I, in una posizione che farebbe sì che le tre piramidi creino una linea parallela a quello formato dalle piramidi di Sekhemkhet, Unas, Djoser, Userkaf e Teti a Nord. Una tesi che confermerebbe l’ipotesi di Dobrev. 

Non ci sono ancora indicazioni di piani futuri di scavo nell’area in cui la piramide perduta potrebbe essere sepolta. Sembra probabile, però, che l'archeologo continuerà ad indagare come ha fatto per circa tre decenni. «Non tutte le sepolture reali sono state prese in considerazione, il che significa che ne devono ancora essere trovate altre. Saqqara fu un’area cruciale nello sviluppo delle piramidi a gradoni durante il periodo dell’Antico Regno. La prima prima fu edificata per il faraone Djoser della III dinastia dall’architetto Imhotep, ma questi monumenti non furono perfezionati fino al regno di Snefru, che regnò dal 2613 al 2589 a.C., il faraone della IV dinastia che ci ha lasciato ben tre piramidi, di cui la più conosciuta è la Piramide Rossa. Credo ci siano ancora più meraviglie da rivelare», ha concluso. Se quanto dice si dimostrasse corretto, potrebbero esserci molte più delle 120 piramidi attualmente conosciute in Egitto.