LO STRANO CASO DELLA DOPPIA PIRAMIDE DI AMENY QEMAU


Daily Mail, 1 Ottobre

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Gli archeologi hanno rivelato il volto di una principessa egizia, che visse quasi 4000 anni fa dopo aver minuziosamente assemblato frammenti di legno dal suo sarcofago in frantumi. La bara reale fu rinvenuta nella necropoli di Dahshur, a circa 40 chilometri a sud del Cairo, nel 2017. Gli archeologi dell’Università Americana del Cairo stavano indagando nell’area, dove un tempo si ergeva la cosiddetta “Piramide nera”, una struttura gravemente erosa, con molti corridoi tortuosi, depredata in tempi antichi. Scavando sotto la struttura, hanno trovato una tomba con i resti di un sarcofago di legno. Probabilmente la bara, come tante altre dell’antico Egitto, era stata saccheggiata dai ladri di tombe, che l’avrebbero letteralmente “spaccata” per recuperare i gioielli del corredo funerario, sparpagliando le ossa sul pavimento.

Nella camera funeraria della piramide, vecchia di 3.800 anni, oltre ai resti di un sarcofago mal conservato, fu scoperta una scatola di legno incisa con tre file di geroglifici. La scatola un tempo conteneva dei vasi canopi. Sul contenitore c’era un simbolo che indicava la figlia del faraone Ameny Qemau e un altro che indicava il nome Hatshepset, da non confondere con la regina faraone Hatshepsut. Ameny Qemau governò l'Egitto dal 1.793 al 1.791 a.C.. Si tratta di un monarca mal attestato e sappiamo molto poco della sua vita e del suo regno. La principessa visse e morì durante un periodo di disordini in Egitto, a causa della siccità e della carestia. Non molto tempo dopo la sua morte, iniziò il Secondo Periodo Intermedio, quando gran parte del regno era controllato da un popolo noto come Hykos.

La bara ricostruita ha rivelato le caratteristiche idealizzate della giovane donna. Yasmin El Shazly, un esperto dell’antico Egitto afferma che «le bare normalmente avevano caratteristiche simili al proprietario, ma rappresentavano ciò che avrebbero dovuto essere per l’eternità». Inizialmente si pensava che la tomba del ritrovamento fosse la piramide del faraone Ameny Qemau, a causa di un’iscrizione trovata sul sito. Esiste, però, un altro monumento funebre con lo stesso nome a solo un miglio di distanza. Ciò solleva la questione del perché un faraone di nome Ameny Qemau avesse due piramidi a Dahshur. Alcuni accademici hanno ipotizzato che fosse un’esca per ingannare i ladri di tombe. Essendo la “Piramide nera” una zona di macerie, non è detto che il sarcofago ritrovato fosse l'unico custodito al suo interno, ma se così fosse si potrebbe ipotizzare che le due piramidi erano una il mausoleo del padre, l’altra della figlia. Altri faroni, come Snefru, costruirono più piramidi. C’è chi ipotizza si trattasse di edifici adibiti al culto sacerdotale.